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Elly Schlein ci spiega l’ipocrisia di Salvini sull’immigrazione

L'eurodeputata, relatrice del gruppo dei Socialisti & Democratici sulla riforma del regolamento di Dublino: “Il ministro non la considera una priorità perché non lo è per il suo amico Orbán”

12 Marzo 2019 alle 06:00

Elly Schlein ci spiega l’ipocrisia di Salvini sull’immigrazione

Elly Schlein (foto Imagoeconomica)

Roma. La deputata Elly Schlein, poco più di trent’anni, è stata la relatrice del gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento europeo sulla riforma del regolamento di Dublino. Quello che il governo gialloverde – attraverso i suoi due partiti – dice di voler cambiare, salvo però poi in Europa non partecipare alle riunioni in cui si negoziano le modifiche, formali e informali (22 a suo tempo), come ha fatto la Lega, o votare contro, come ha fatto il M5s. Da...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Marzo 2019 - 16:04

    “Il risultato è che del regolamento di Dublino - è notizia di questa settimana – si parlerà solo dopo il voto alle Europee.” La scoperta dell’acqua calda. Poiché è probabile che gli attuali equilibri della Commissione, lo scrigno del potere, possano essere alterati rispetto al decennale prevalere dei popolari e socialisti, tutti i prezzemolini di contorno che lucravano sul consolidato bipolarismo per acquisire visibilità e prebende, vanno in confusione. Il ritornello Salvini-Orban è strumentale. Conta sull’ignoranza e sul prevalere della componente emotiva: i pilastri della propaganda somministrata agli elettori. L’unità della Sinistra saltò al primo banco di prova: la Prima internazionale, del 1864. Ci giriamo intorno, ci sbattiamo la testa da allora e … la frammentazione dilaga. Chiosa: è un fenomeno peculiarmente nostrano. La gentile vagante parla d'ipocrisia? Meglio lasciarla perdere.

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  • Giovanni

    12 Marzo 2019 - 09:09

    La Schlein se non sbaglio ha lasciato il PD per aderire a "Possibile" di Civati il quale sosteneva che Renzi era un fascista o qualcosa del genere e che Minniti era un negriero. Per me sono proprio quelle persone che hanno contribuito fortemente alla quasi distruzione del PD e all'ascesa di Salvini e Di Maio. Mi spiace ma non riesco ad accettare le considerazioni della Signora Schlein visto il danno che hanno fatto.

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