Sfascisti su Marte. Bestiario surreale del primo anno del cambiamento

Francesco Cundari

Impeachment, povertà abolita, boom economico, ministri intensi, buon senso asfaltato. Calendario di detti e contraddetti, promesse, cialtronate e assurdità del nuovo pazzo regime: la dittatura dell'irrealtà

Cercare di ricostruire la storia di questo primo anno gialloverde è un’esperienza straniante, alienante, psichedelica. La semplice giustapposizione di tutte le dichiarazioni che contraddicono platealmente le dichiarazioni precedenti, e spesso anche le successive, quando non contraddicono direttamente le più elementari regole della logica, della matematica, della fisica e della geografia, trasmette una sensazione simile all’ebbrezza. D’altronde, l’elenco qui presentato è tutt’altro che esaustivo e costituisce anzi una parte infinitesima dell’interminabile collezione di assurdità da cui siamo quotidianamente inondati. Collezione che sarebbe risibile pretendere di esaurire in un articolo, sia per ovvie ragioni pratiche, sia per quel meccanismo di autodifesa, connaturato alla mente umana, che permette alla nostra coscienza di non farsi sopraffare dall’infinita irrazionalità del mondo circostante, rimuovendo, confondendo e dimenticando. Tra le molte perle alle quali, per banali motivi di spazio, abbiamo dovuto rinunciare consapevolmente, ci sia però consentito citare almeno l’abolizione della povertà annunciata da Luigi Di Maio a “Porta a Porta”; il fuorionda in cui il capo del primo governo sovranista del paese, Giuseppe Conte, parlando della crisi dei migranti con la cancelliera Merkel, le rivolge uno stentoreo: “Ma Angela, non ti preoccupare, sono molto determinato”; il volto smarrito del sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, che in diretta televisiva nega ripetutamente che Danilo Toninelli sia ministro (mentre, come tutti sanno, è ministro alle Infrastrutture); e infine la frase con cui lo stesso Toninelli rintuzza un’obiezione, prima di passare oltre, e che è forse l’affermazione più rappresentativa dei tempi che ci è capitato di vivere: “Lasci stare il significato in sé delle parole”.

    

Il volto smarrito del sottosegretario che in diretta televisiva nega ripetutamente che Danilo Toninelli sia ministro

“Prima di tornare al voto occorre mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione”

Per quanto parziale e incompleto, l’elenco che qui si propone rappresenta tuttavia, per chi si accinga a leggerlo non meno che per chi lo ha scritto, un’esperienza estrema. La prolungata sospensione del principio di non contraddizione dà un senso di saturazione e al tempo stesso di vuoto: una sensazione, ovviamente, contraddittoria. Ma soprattutto disperante. Se questo risultato sia il prodotto di una raffinatissima strategia psicopolitica, o semplicemente l’effetto collaterale di una psicosi di massa, è questione che lasciamo al lettore, se avrà il coraggio di immergersi nella fredda, asettica, assurda cronaca delle pagine che seguono. Cosa che, in tutta onestà, non ci sentiamo di consigliargli.

 

5 marzo. Conferenza stampa di Matteo Salvini: “Io sono uso mantenere la parola data, mantenere l’impegno preso con sessanta milioni di italiani. Questo impegno preso riguarda una coalizione di centrodestra con cui abbiamo il diritto e il dovere di governare nei prossimi anni… Non siamo usi cambiare idea ogni quarto d’ora, a differenza di qualcun altro”.

 

10 maggio. “Ieri sera si sono create le condizioni per cominciare a lavorare a un governo del cambiamento Movimento 5 stelle-Lega. Io sono molto orgoglioso del fatto che siamo arrivati fin qui mantenendo la nostra linearità e la nostra coerenza e portando avanti in maniera lineare la nostra linea politica”. Lo ha detto Luigi Di Maio in un video su Facebook, al termine dell’incontro con Matteo Salvini.

 

15 maggio. “Anche oggi abbiamo dato il massimo. Il tavolo attorno al quale stiamo scrivendo un contratto che possa dare vita ad un governo del cambiamento procede bene. Questa fotografia forse può dimostrare anche la massima concentrazione con cui stiamo affrontando questa importante missione…”. A scriverlo è l’esponente M5s Danilo Toninelli, pubblicando su Instagram un suo intenso primo piano, scattato durante la riunione.

 

23 maggio. Mattarella ha conferito l’incarico a Giuseppe Conte, che ha dichiarato: “Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano”.

 


Illustrazione di Makkox


  

27 maggio. Giuseppe Conte ha rimesso il mandato. La decisione è arrivata al termine di un lungo braccio di ferro tra maggioranza e presidenza della Repubblica sull’indicazione di Paolo Savona per il ministero dell’Economia. In serata, Luigi Di Maio ha dichiarato: “Dobbiamo parlamentarizzare questa crisi, che significa utilizzare l’articolo 90, che parla delle responsabilità del presidente della Repubblica”. Poco dopo, dal palco di Fiumicino, dove si trovava con lui per un comizio, Alessandro Di Battista ha ribadito: “Prima di tornare al voto occorre mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione. E guardate che questo noi non lo facciamo a cuor leggero, noi che abbiamo sempre tutelato le istituzioni, ci siamo sempre messi dalla parte delle istituzioni”.

 

28 maggio. Sergio Mattarella ha conferito l’incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli. Lega e Cinque stelle hanno annunciato manifestazioni di piazza. I social network si sono riempiti di insulti e minacce al capo dello stato, cui rispondono i sostenitori del presidente con l’hashtag #iostoconmattarella. Il Partito democratico ha chiamato gli italiani a manifestare in difesa del capo dello stato. Paolo Savona ha pubblicato una nota che comincia con queste parole: “Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del paese”.

 

29 maggio. Il presidente incaricato Carlo Cottarelli ha lasciato il Quirinale senza sciogliere la riserva. Lo spread è salito a 320 punti (non accadeva dal 2011). Mattarella ha fatto sapere che, in mancanza di un vero accordo per un governo politico, partirà comunque il governo Cottarelli, non foss’altro per portare il paese alle elezioni, se necessario anche ad agosto. Luigi Di Maio, da Napoli, dove si trovava per un’iniziativa, ha dichiarato: “Resta la nostra disponibilità a collaborare anche col presidente della Repubblica, mantenendo una posizione coerente ma collaborativa… Per quanto riguarda l’impeachment prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone, ma purtroppo non è più sul tavolo”.

 

30 maggio. Luigi Di Maio ha detto che il Movimento 5 stelle è disponibile a far partire il governo con un altro nome al ministero dell’Economia e con Savona in un diverso ruolo. Matteo Salvini, ai giornalisti che gli facevano notare come Di Maio stesse “riaprendo”, ha risposto: “A chi? A che cosa? Non è che siamo alla bancarella del mercato. Io ho una dignità, ho una serietà, abbiamo rinunciato a posti, poltrone, presidenze, ministeri per mantenere la parola data agli italiani, ci hanno detto no, no, no. Adesso spieghi Mattarella agli italiani come se ne esce, noi siamo a disposizione per accompagnare il paese al voto il prima possibile”.

 

31 maggio. Sergio Mattarella ha ri-conferito l’incarico di formare il governo a Giuseppe Conte. All’Economia c’è Giovanni Tria, Paolo Savona va agli Affari europei. Salvini è ministro degli Interni e vicepresidente del Consiglio.

 

2 giugno. Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, a domanda su come intenda comportarsi con le famiglie arcobaleno, ha replicato: “Perché, esistono le famiglie arcobaleno?”.

 

12 giugno. Al termine di un vertice sull’immigrazione a Palazzo Chigi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha dichiarato: “Non c’è scritto da nessuna parte che il ‘place of safety’, cioè il luogo in cui devono essere sbarcati e messi in sicurezza i migranti, debba essere un porto. Può essere anche una nave, battente bandiera straniera”.

30 agosto. Il Tesoro ha collocato Btp per 6 miliardi, con rendimenti in forte rialzo. I tassi sono sui massimi dal 2014. Il sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni, ha commentato la notizia così: “Ottimi segnali per l’economia italiana, l’asta per i Btp a 5 e 10 anni ha fatto sold out, con una domanda superiore all’offerta”.

 

8 settembre. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato dal palco della Fiera del Levante di Bari: “Oggi è l’8 settembre. Una data particolarmente simbolica della nostra storia patria, perché in quell’estate di settantacinque anni fa si pose fine a un periodo buio della nostra storia, culminato con la partecipazione dell’Italia a una terribile guerra. Con l’8 settembre inizia un periodo di ricostruzione prima morale e poi materiale del nostro paese. Un periodo che è stato chiamato, con la giusta enfasi, miracolo economico. E ci ha balzati al settimo posto, pensate, come potenza economica mondiale. Ecco, l’esecutivo che ho l’onore di presiedere, che si è presentato al Parlamento e al paese come governo del cambiamento, ha l’ambizione di ricreare nei cittadini la stessa fiducia verso il futuro che allora animava i nostri genitori”.

 

14 settembre. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in visita al Salone nautico di Genova, ha dichiarato: “L’obiettivo non è solo quello di rifare bene e velocemente il ponte Morandi, ma di renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovano, in cui le persone possono vivere, possono giocare, possono mangiare”.

  

Di Maio affacciato con gli altri ministri cinquestelle dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare l’accordo appena raggiunto nell’esecutivo sul rapporto deficit/pil al 2,4 per cento. Ad applaudirlo, dalla piazza, i parlamentari del suo partito con bandiere e striscioni

27 settembre. Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, si è affacciato con gli altri ministri cinquestelle dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare l’accordo appena raggiunto nell’esecutivo sul rapporto deficit/pil al 2,4 per cento. Ad applaudirlo, dalla piazza, i parlamentari del suo partito, che nel frattempo avevano percorso la breve distanza dalla Camera dei deputati alla sede del governo con bandiere e striscioni.

  

30 settembre. Da Genova, dove si trovava per la festa della Lega, Matteo Salvini ha dichiarato: “A differenza di Renzi, Monti, Letta, Gentiloni, che si accontentavano di una crescita dello zero virgola, l’Italia merita di crescere del 2, del 3 per cento”. Alla domanda se non abbia paura che a causa della manovra lo spread vada alle stelle, il ministro ha risposto: “Lo spread noi ce lo mangiamo a colazione”.

 

Il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, con la mimetica e un mitra a un incontro con i vertici dell’esercito. Due settimane dopo si lancia col paracadute. Salvini: “Bruxelles può mandare dodici letterine fino al 25 dicembre. Noi rispettosamente e educatamente diciamo: prima vengono gli italiani”

1° ottobre. Il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, si è fatto riprendere mentre si toglieva la giacca per indossare la mimetica e imbracciare il mitra, nel corso di un incontro con i vertici dell’esercito dedicato all’operazione “strade sicure”, pubblicando poi il video sulla sua pagina facebook. “L’ho fatto per capire cosa si prova”, ha dichiarato.

 

8 ottobre. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha assicurato durante un incontro a Genova che il decreto sulla ricostruzione “sarà migliorato” e rivolgendosi ai genovesi ha dichiarato: “Non contestatelo perché non solo è scritto col cuore, ma anche con una tecnica giuridica così elevata che permetterà al commissario Bucci di lavorare bene senza preoccuparsi dei ricorsi”.

 

9 ottobre. “Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. E’ stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Giustizia è fatta. Indietro non si torna”. Luigi Di Maio ha risposto così, su Twitter, alle parole del vicedirettore generale della Banca d’Italia Luigi Signorini che, audito in Parlamento sulla nota di aggiornamento al Def, ha parlato di un “impatto modesto e graduale” delle misure presenti nella manovra.

 

16 ottobre. Il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha eseguito un lancio con il paracadute “in tandem” con un istruttore da un’altezza di 4.500 metri, nel corso di una visita al primo reggimento dei paracadutisti del Tuscania. “Ho voluto dare un segnale forte di vicinanza a questi professionisti della sicurezza, mettendo la mia stessa vita in mano a chi ogni giorno difende gli interessi nazionali e rappresenta il paese nel mondo”, ha dichiarato.

 

17 ottobre. A “Porta a Porta” su Raiuno, in piedi con Luigi Di Maio dietro a una scrivania ricoperta di documenti, Bruno Vespa ha presentato il suo ospite spiegando che il vicepremier “annuncia una clamorosa denuncia domani alla procura della Repubblica per un falso che, a suo giudizio, è stato commesso negli uffici del governo, perché al Quirinale è stato trasmesso un testo sulla pace fiscale clamorosamente, vistosamente diverso da quello che Di Maio dice essere stato approvato dal Consiglio dei ministri”. Il vicepremier ha detto che una “manina” avrebbe cambiato il documento a sua insaputa, perché “nel testo che è arrivato al Quirinale c’è lo scudo fiscale per i capitali all’estero e c’è la non punibilità per chi evade”, che non c’erano nel testo uscito dal Consiglio dei ministri. L’intervista è proseguita su questo tono per circa 25 minuti, finché Vespa ha detto: “Guardi, dal Quirinale ci fanno sapere che non è arrivato nessun testo”. Di Maio: “Mmh-mmh?”. Vespa: “E dove sta ’sto testo?”. Di Maio: “Ah, vediamo, magari s’è perso per strada”.

 

18 ottobre. Il contenuto del decreto fiscale “lo conoscevano tutti”. Lo ha detto Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia, parlando con i cronisti alla Camera. Matteo Salvini ha dichiarato: “Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni o scie chimiche. Questo è un governo che non ha timidezze, problemi o complotti contro. In Consiglio dei ministri c’erano tutti, non c’ero solo io”.

 

19 ottobre. Botta e risposta a distanza sul “caso manina” tra i due vicepremier, protagonisti ciascuno di un monologo in diretta facebook. Di Maio: “Da bugiardo non voglio passare”. Salvini: “Per scemo non passo”.

 

23 ottobre. La Commissione europea ha comunicato la sua decisione di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane. Al termine della conferenza stampa di Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis, l’eurodeputato leghista Angelo Ciocca si è avvicinato al tavolo con una scarpa in mano e l’ha usata per imbrattare le carte del Commissario per gli Affari economici e monetari dell’Unione europea.

 

24 ottobre. “Noi tiriamo dritto, Bruxelles può mandare dodici letterine fino al 25 dicembre, quando la porta Babbo Natale. Noi rispettosamente e educatamente diciamo: prima vengono gli italiani”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo a “Non Stop News” su Rtl 102.5.  

 


Cinque ( ) milioni di tessere elettroniche per il . Genova più forte di prima in pochi mesi ( ). dal possibile impeachment ad del governo. Il sull’arrivo di Cesare Battisti. Il prospettato dal premier Conte


  

22 novembre. Intervistato da Corrado Formigli a “Piazza pulita” su La7, a proposito del reddito di cittadinanza, Luigi Di Maio ha dichiarato: “Abbiamo già dato mandato di stampare i primi cinque/sei milioni di tessere elettroniche”.

 

L’ex ministro Padoan: “Allora le spiego una cosa che forse non è chiara: se aumenta lo spread, diminuisce il valore capitale degli attivi delle banche e quindi le banche si devono finanziare alzando il costo del finanziamento”. La sottosegretaria all’Economia Laura Castelli: “Questo lo dice lei”

23 novembre. Vivace scambio tra l’ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan e la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, durante una puntata di “Porta a Porta”. Padoan: “A marzo, prima delle elezioni, lo spread era attorno a 120 punti base, adesso è sopra i 300 punti base... il che significa che sono miliardi in più semplicemente da usare per il servizio del debito, sono conseguenze sui depositi delle banche e sono conseguenze sui finanziamenti a famiglie e imprese. Questo prima non c’era”. Castelli: “Guardi, se lei in tv racconta che i tassi dei mutui dei cittadini dipendono dallo spread lo sa anche lei che è falso, lo sa anche lei, non lo dica perché non è vero”. Padoan: “Allora le spiego una cosa che forse non è chiara: se aumenta lo spread, diminuisce il valore capitale degli attivi delle banche e quindi le banche si devono finanziare alzando il costo del finanziamento”. Castelli: “Questo lo dice lei”.

 

28 novembre. A “Otto e mezzo” su La7, Lilli Gruber ha domandato a Laura Castelli: “Siccome Di Maio ha annunciato che sono in stampa cinque o sei milioni di tessere elettroniche per erogare il reddito di cittadinanza... intanto: sono cinque o sei milioni? e chi le sta stampando?”. Castelli: “Beh, lo diremo nelle prossime… no, ehm... sono dettagli che vi renderemo noti tutti insieme, però è vero che si stanno stampando le tessere per la platea. La platea dovrebbe essere di cinque milioni e mezzo di persone. Circa. All’incirca”. Gruber: “Chi le sta stampando?”. Castelli: “Eh… quando pubblicheremo il progetto completo e avrete il testo, si vedrà chi e tutti i dettagli”. Gruber: “Forse il poligrafico dello stato, sarebbe forse la cosa più ovvia”. Castelli: “Forse. Ve lo diremo presto, quando vi racconteremo nel dettaglio come si realizza. A dimostrazione del fatto che non basta un testo”. Gruber: “Ma, solo per capirci, lei lo sa chi le sta stampando?”. Castelli: “Sì, io e Luigi Di Maio abbiamo lavorato insieme a come si costruisce il reddito di cittadinanza”. Gruber: “Tipografia segreta… per questo volevo sapere se lei lo sapeva, mi rassicurerei. Se lei mi dice: io lo so e vi garantisco che sono in stampa...”. Castelli: “Sì, lo so, e vi garantisco che è molto innovativo”.

 

29 novembre. Intervistato a Bruxelles a margine del Consiglio competitività, Luigi Di Maio ha dichiarato: “Già da due settimane ho dato ordine al mio staff di lavorare con Poste per avviare tutto il progetto sul reddito di cittadinanza, che include anche la stampa delle tessere, quindi non c’è nessun giallo”.

 

3 dicembre. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Bruxelles per una riunione dei ministri dei Trasporti europei, ha dichiarato: “Come governo abbiamo dato tutto quello che potevamo a Genova, e penso che in pochi mesi, al massimo anni, tornerà a essere più forte di prima”.

 

12 dicembre. Reuters: “Il governo ha proposto alla Commissione europea di abbassare al 2,04 per cento il target del rapporto deficit/pil 2019 inizialmente fissato al 2,4 per cento, e confida in una risposta positiva che consentirebbe di evitare la procedura di infrazione. Lo ha spiegato ai cronisti il premier Giuseppe Conte al termine dell’incontro con il numero uno dell’esecutivo Ue Jean-Claude Juncker a Bruxelles. (...) ‘Vedrete che la crescita sarà superiore alle nostre stime’, ha concluso il premier. Per il 2019, l’Italia ha stimato una crescita del pil dell’1,5 per cento.”. (Il 20 dicembre il governo ha tagliato la sua previsione di crescita all’1 per cento. Il 31 gennaio i dati Istat hanno certificato che l’Italia è in “recessione tecnica”, ndr).

 

14 dicembre. Luigi Di Maio ha dichiarato: “Per quanto mi riguarda non c’è stata nessuna retromarcia con l’Unione europea”.

  

15 dicembre. “Nel corso del lungo colloquio privato abbiamo richiamato il rispettivo impegno che stiamo portando avanti per realizzare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, un ampio disegno riformatore della comunità in cui operiamo”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commentato su Facebook il suo incontro con Papa Francesco.

  

21 dicembre. Ospite di “Agorà” su Raitre, Luigi Di Maio ha dichiarato: “Il presidente Mattarella, dal punto di vista della garanzia costituzionale, come sempre è stato fondamentale. E’ chiaro ed evidente che il presidente Mattarella in questi mesi è stato anche un po’ l’angelo custode di questo governo, ma non nel senso politico, nel senso di garante della Costituzione”.

 

23 dicembre. “I Criceti di Satana col loro globalismo irenico promuovono il tribalismo malthusiano omicida mirando a pulizie etniche su scala mondiale per assecondare i bisogni edonistici di élite sociopatiche”. Così, su Twitter, il sottosegretario agli Affari europei, Luciano Barra Caracciolo.

  

27 dicembre. Interpellata sull’aumento della tassazione sul no profit, la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli ha difeso la norma con l’argomento secondo cui “si presuppone che tu non faccia utili, visto che sei senza scopo di lucro: noi tassiamo i profitti delle no profit, mica tassiamo i soldi della beneficenza”.

 

11 gennaio. Ore 9.49. Ospite di “Agorà”, a domanda sulla Tav, il ministro Danilo Toninelli ha dichiarato: “Io sono vincolato, con un vincolo di mandato, e sono molto fiero, finalmente, che ci siano politici vincolati a qualche cosa di scritto, a ridiscutere integralmente l’opera, perché non voglio far spendere ai cittadini italiani soldi che potrebbero essere spesi meglio”. Ore 10.03. L’Istat ha comunicato i dati sulla produzione industriale: -1,6 per cento su ottobre, -2,6 per cento su base annua. Ore 14.31. Intervenendo agli Stati generali dei consulenti del Lavoro, il ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha dichiarato: “Io credo che un nuovo boom economico possa nascere. Come negli anni Sessanta abbiamo costruito le autostrade tradizionali, adesso abbiamo di fronte una grande sfida: creare le autostrade digitali. E questo è il terreno in cui la nostra fantasia, come diceva Enzo Ferrari, si potrà sbizzarrire”.

 

18 gennaio. Ospite della trasmissione “Accordi&Disaccordi” sul canale Nove, il ministro della Giustizia, l’avvocato Alfonso Bonafede, ha spiegato di non essere affatto pentito di avere trasformato l’arrivo di Cesare Battisti in un “evento mediatico”, presentandosi in aeroporto insieme con il ministro Matteo Salvini, ha negato qualsiasi forma di spettacolarizzazione, e alla domanda se lo rifarebbe ha risposto: “Assolutamente sì, lo rivendico, è un pluriomicida che per quasi quarant’anni è stato in giro per il mondo”. Quanto al video postato sulla sua pagina facebook, in compenso, ha ammesso: “Riguardando il video non mi è piaciuto… non mi è piaciuto il montaggio, non mi è piaciuta la musica”.

 

21 gennaio. Alessandro Di Battista ha pubblicato un video su Facebook in cui, ripreso a casa dalla sua compagna Sahra, con il sottofondo di “Wish you were here” dei Pink Floyd, ha ammesso che suo padre Vittorio ha pagato in nero un lavoratore, spiegando di averlo saputo qualche giorno prima e di essersi molto arrabbiato. “Ormai sapete come vive un esponente dei Cinque stelle che prova a stare attento a tutto, dice ai propri familiari ‘manco la macchina in doppia fila dovete mettere’. E’ così che si vive…”.

 

26 gennaio. A proposito della crisi venezuelana, il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano, ha espresso in un post su Facebook la convinzione che i leader europei siano affetti dalla “sindrome del pene piccolo”.

 

27 gennaio. Ospite di “Domenica Live” su Canale 5, a domanda su come dovrebbe votare il Movimento 5 stelle in merito all’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini sul caso Diciotti, Alessandro Di Battista ha detto: “Difficilmente il Movimento 5 stelle può permettersi… fermo restando che quell’azione sulla Diciotti è stata un’azione del governo intero, di tutto il governo, anche se vogliono giudicare solo Salvini… io credo che dovrebbe rinunciare direttamente all’immunità, evitando che il Parlamento si esprima su questa questione. Rinunciasse all’immunità e si risolve tutto”.

 

31 gennaio. Commentando i dati sulla “recessione tecnica” certificata dall’Istituto nazionale di statistica, Luigi Di Maio ha dichiarato: “I dati Istat di oggi testimoniano una cosa fondamentale: che chi stava al governo, prima di noi, ci ha mentito. Non ci ha mai portato fuori dalla crisi”.

 

1° febbraio. La sottosegretaria all’Economia, Laura Castelli, intervistata sul Corriere della Sera, a domanda sulla richiesta del Pd che il ministro Tria riferisca in aula sul calo del pil, ha risposto: “Non abbiamo paura di riferire in Parlamento sulle nostre azioni. Piuttosto il Pd riferisca in aula sugli effetti negativi delle sue misure”. Nel pomeriggio, registrando un’intervista per la trasmissione “Povera Patria” su Raidue, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto: “Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire. L’Italia ha un programma di ripresa incredibile”.

 

3 febbraio. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in seguito ai disagi registrati sull’Autostrada del Brennero, ha annunciato l’intenzione di rinnovare la concessione “con una gestione totalmente pubblica”. La società in questione è pubblica all’84,7 per cento.

 

11 febbraio. Il senatore del Movimento 5 stelle Elio Lannutti è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma per diffamazione aggravata dall’odio razziale in seguito al tweet in cui aveva rilanciato un articolo complottista sui cosiddetti “protocolli dei Savi di Sion”, uno dei falsi storici più noti del mondo, alla base dell’antisemitismo moderno. L’indagine è stata aperta dopo la denuncia di Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma.

 

18 febbraio. Il Movimento 5 Stelle ha affidato la decisione sull’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini a un voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau. Questa la formulazione del quesito:

Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?

- Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere.

- No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere.

Non sorprendentemente, il 59 per cento ha votato sì – cioè no all’autorizzazione – insomma, a favore di Salvini.

 

19 febbraio. “Nessuna svolta garantista”. Così il ministro della Giustizia, l’avvocato Alfonso Bonafede, è intervenuto a proposito della votazione sulla richiesta di autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, sottolineando che “andiamo avanti a testa alta, portando avanti i principi del Movimento 5 stelle”.

 

21 febbraio. Nel corso della discussione in aula di diverse mozioni sulla Tav Torino-Lione, rivolgendosi al deputato Enrico Borghi, il presidente della Camera, Roberto Fico, ha detto testualmente: “Deputato Borghi, ho ascoltato il suo richiamo al regolamento. Il vaglio di ammissibilità che ho fatto rispetto alla presentazione della mozione rimane ammissibile, perché lei in questo caso constata o interpreta una contraddizione in termini nell’impegno del governo, che è l’impegno che i presentatori hanno rivolto al governo, ma il vaglio di ammissibilità per me rimane così. Anche con la questione della centralità del Parlamento, la sensibilità, in questo caso il vaglio è già stato fatto e rimane vagliato, invariato, chiaramente”.

 

23 febbraio. Il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha pubblicato sulla sua pagina facebook un video in cui utilizza una celebre scena di un film su Hitler, “La caduta”, per riferirsi ironicamente agli organismi di rappresentanza che saranno sostituiti dai nuovi sindacati militari. Il ministero ha preso le distanze in una nota, definendo il suo comportamento “del tutto inadeguato”. L’opposizione ne ha chiesto le dimissioni. Il sottosegretario ha dichiarato: “Leggendo alcuni commenti mi accorgo che il paese non è più abituato alla satira”.

 

“Ci accusano anche da ambienti cattolici, ma la nostra azione politica sull’immigrazione si ispira al catechismo. ‘Ama il prossimo tuo’, ovvero in tua prossimità, e per questo dobbiamo occuparci prima dei nostri poveri” (il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana)

24 febbraio. “Ci accusano anche da ambienti cattolici, ma la nostra azione politica sull’immigrazione si ispira al catechismo. ‘Ama il prossimo tuo’, ovvero in tua prossimità, e per questo dobbiamo occuparci prima dei nostri poveri”. Queste le parole del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, pronunciate durante un meeting organizzato dalla Lega a Pisa.

 

4 marzo. Mentre in Italia accadevano i fatti sopra riportati (e questo giornale andava in stampa), il Partito democratico celebrava il suo congresso ed eleggeva il suo nuovo segretario. Auguri.