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Viva l’Italia che va veloce

Tanti Sì al manifesto del Foglio per la Tav e per la crescita, contro l’oscurantismo sovranista

14 Febbraio 2019 alle 09:18

Viva l’Italia che va veloce

Si Tav, migliaia in piazza a Torino per dire sì alla Torino-Lione (foto LaPresse)

Essere contro le grandi opere significa essere a favore della decrescita. Significa non fare di tutto per trasformare il futuro in un luogo di grande opportunità. Il futuro dell’Italia nel mondo, la sua idea di Europa, di sviluppo, di crescita, di lavoro, di industria, di economia dipende anche dall’Alta velocità. Chiudersi non vuol dire proteggersi, vuol dire isolarsi, vuol dire fuggire dal mondo, vuol dire combattere contro la realtà. E’ il momento di un manifesto per la crescita, di un manifesto per la Tav, di un manifesto contro i professionisti del no. Un manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi. Per firmarlo, se volete, scrivete qui: vivalitaliaveloce@ilfoglio.it.

 


 

Al direttore - Con la presente sottoscrivo l’appello del direttore Claudio Cerasa pubblicato questa mattina sul Foglio. Cordialmente,

Mariastella Gelmini

 

Al direttore - Firmo volentieri.

Mercedes Bresso

Parlamentare europea

 

Al direttore - Buonasera, con la presente vorrei sottoscrivere il manifesto pro Tav promosso dal direttore Cerasa e dalla vostra redazione.

on. Annagrazia Calabria

 

Al direttore - Sono Giuseppe Vitolo, studente universitario. Accolgo con entusiasmo la proposta del direttore Cerasa di scrivere un manifesto per la crescita dell’Italia e contro la decrescita, per la Tav, per il futuro e il progresso e, aggiungerei, per la cultura, la competenza e le conoscenze contro l’ignoranza, l’incompetenza e la superficialità. Quindi per tutto ciò firmo volentieri questo manifesto.  Grazie. 

Giuseppe Vitolo

 

Al direttore - Perché ci piace così tanto viaggiare? Perché il movimento è libertà. Viaggiare non è obbedire ma tentare di capire. Dovremmo celebrare il viaggio come azione democratica. Perché la libertà si conquista spostandosi, non a caso la reclusione è una pena. La politica, che è il modo per organizzare la vita, non può condannare il movimento. Oggi si può vivere a Napoli e lavorare a Roma. Fare shopping a Milano e vedere gli Uffizi nella stessa giornata. Ma per vedere il museo della Magna Grecia di Reggio Calabria ci vogliono due giorni da Napoli: com’è poca la vita passata a coprire i costi piuttosto che scoprire i benefici.

Giovanni Negri

 

Al direttore - Condivido appieno l’analisi del contesto culturale indotto dall’attuale governo. Finalmente viene esplicitata, salvo errori non ne avevo sinora trovato traccia sulla stampa. Sottoscrivo il manifesto!

Patrizia Mozzetta

 

Al direttore - Sottoscrivo il T.A.V.: Testo Anti Vaffa.

Luca Proietti Scorsoni

 

Al direttore - Firmo per i miei figli per un’Italia parte dell’Europa, grazie.

Giorgio Caim

 

Al direttore - Sì alla Tav.

Giorgio Fiorese

 

Al direttore - Sottoscrivo la vostra iniziativa e vi ringrazio per la lucida difesa dell’Italia che vuole crescere.

Mauro Taiuti

Al direttore - Condivido integralmente.

Franco Taddio

 

Al direttore - Aderisco al manifesto “Viva l’Italia veloce”, per la crescita, per la Tav, contro i professionisti del no.

Luigi Gastoldi

 

Al direttore - E’ il momento di un manifesto per la crescita, di un manifesto per la Tav, di un manifesto contro i professionisti del no. Un manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi.

Edoardo Ceretti

 

Al direttore - Per un’Italia a misura delle nostre eccellenze che vada di pari passo con il progresso, firmo il manifesto. Il Foglio è unico anche per questo.

Niccolò Murgia

 

Al direttore - Firmo il manifesto #vivalitaliaveloce perché:

1. Gli accordi internazionali si rispettano

2. Un’Italia isolata è un’Italia più povera, non più protetta.

3. Il futuro non è un incubo, è un’opportunità.

4. Un governo che indossa le lenti della paura invece che quelle della speranza è ladro di orizzonti.

 - Analisi costi-benefici: cronaca di un verdetto annunciato: vergognoso:  limitante  proporzionalmente a quanto limitato.

-  L’esito dell’analisi è l’ennesimo atto politico di un governo eurofobico che condanna il paese all’asfissia diplomatica e all’isolamento. 

- Una diarchia tutto dire e tutto fare che annulla nei fatti  la collegialità di un consiglio dei ministri non è un governo degno di rappresentare una repubblica democratica nel mondo.

Orietta Salemi, Consigliere regionale Veneto

 

Al direttore - Caro Foglio, grazie per il lancio di oggi. Ineccepibile il pezzo del direttore di questa mattina. Basta con questo schifo che ci sta isolando dal mondo, non più solo dall’Europa. Firmiamo convintamente il manifesto o meglio i manifesti.

P.S. quando i dissennati pentiti di aver votato Cinque stelle cominceranno a chiedere scusa al paese? 

Luigi Locatelli, Serena Purarelli

 

Al direttore - Sono il segretario generale della Fismic Confsal, siamo tra le organizzazioni che a Torino hanno costituito il Comitato Sì Tav e promosso la manifestazione del 10 novembre e la successiva. Aderisco volentieri al vostro manifesto.

Roberto Di Maulo

 

Al direttore - “Il futuro dell’Italia nel mondo, la sua idea di Europa, di sviluppo, di crescita, di lavoro, di industria, di economia dipende anche dall’Alta velocità”. Concordo in pieno!

Lorenzo Diana

 

Al direttore - Aderisco all’appello manifesto pro Tav, contro No Tav.

Maria Costa

 

Al direttore - Vorrei firmare il manifesto in favore dell’Alta velocità, redatto secondo le linee contenute nel suo articolo “I costi senza benefici del governo No Tav”.

Alberto Mura

 

Al direttore - E’ ora di dire basta. Non possiamo resistere a lungo a questa improvvisazione. Rischiamo molto. TROPPO.

Franco Menci

 

Al direttore - Aderisco alla petizione con favore del Tav e grandi opere.

Cataldo Cappelli

 

Al direttore - Aderisco al manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi. “L’Italia per non diventare un insieme di città e distretti industriali in declino lento ma irreversibile ha la necessità assoluta non di isolarsi ma di aprirsi ancora di più all’Europa”.

Andrea Gaddi

 

Al direttore - Mi dichiaro completamente d’accordo con le affermazioni e le considerazioni contenute nell’articolo “I costi senza benefici del governo No Tav” a firma Claudio Cerasa.

Gian Luigi Massucco

 

Al direttore - Condivido pienamente.

Giuseppe Bonardi

 

Al direttore - Un sì convinto per il manifesto della crescita. Un sì per lo sviluppo e per il futuro dei nostri figli.

Luca Ronzoni

 

Al direttore - Mio padre è stato un ferroviere, Capotreno per la precisione, orgoglioso di esserlo, fino alla vanteria. Ai suoi tempi, fine anni Settanta del secolo scorso, l’Alta velocità era solo ai primi passi, ops, prime traversine in cemento armato. Esisteva solo un primo tratto di linea ad Alta velocità: Roma Termini-Città della Pieve (Umbria), ma mio padre me ne parlava già come un entusiasmante e desiderabile futuro per i figli e nipoti suoi e di tante famiglie italiane. Alta velocità tecnica, comunicativa, oserei dire esistenziale. Firmo per me e anche, ne sono certo, per mio padre che non c’è più.    

 Alberto Bianchi

 

Al direttore - Sì al Tav.

Nicola Amico

 

Al direttore - Sottoscrivo totalmente il suo appello/manifesto. Da sempre le vie di comunicazione hanno portato crescita culturale ed economica. Basti pensare alle vie del sale, della seta e dei navigli milanesi…

Gabriele Zaniboni

 

Al direttore - Condivido e aderisco. Dobbiamo trovare le ragioni che uniscono tutti quelli che credono nel futuro.

Franco Chiaramonte

 

Al direttore - Aderisco  al vostro manifesto  Sì Tav. Grazie per esserci sempre e in prima linea.

Michele Montella

 

Al direttore - Viva l’Italia che crede nel lavoro, nelle grandi opere, negli investimenti, nella crescita, nel futuro. Sottoscrivo il manifesto contro chi ha scelto di uccidere il futuro dei nostri figli per uno zero virgola in più nei sondaggi.

Roberto Garibotti

 

Al direttore - Aderisco senz’altro all’appello di Claudio Cerasa sul Foglio.

Anna Lo Bianco

 

Al direttore - L’analisi costi/guadagni (i benefici non sono lì contemplati) non mi interessa. Voglio un’Europa collegata, al suo interno e con il resto del mondo. Voglio che i miei figli e i miei nipoti combattano all’interno della globalizzazione e non che si trovino circondati e assediati dall’universo mondo.

Domenico Crescente 

 

Al direttore - Complimenti vivissimi per l’articolo di Cerasa che seguo con molta attenzione. Sono contenta di aver potuto leggere l’intero articolo. Altri tipi di visualizzazione, per il momento, non posso permettermeli. Spero che questo incubo di governo “fascista” finisca al più presto. Ha fatto bene a sottolineare il ruolo di complice della Lega: infatti non si salva nessuno dei due partiti. Ho appena votato in Abruzzo e spero che la legnata si estenda anche a Salvini. Grazie per queste riflessioni.

Anna Russo

 

Al direttore - La ringrazio per il suo articolo. Apriamo le nostre porte verso l’avvenire.

Maria Teresa Ferrari

 

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto proposto dal Foglio, contro i professionisti del no, per un’Italia sempre più integrata ed europea.

Tonino Murgia

 

Al direttore - Aderisco con piacere alla vostra iniziativa contro coloro che vogliono distruggere questo nostro paese.

Adriano Pagni

 

Al direttore - Aderisco pienamente alle osservazioni avanzate da Cerasa, e firmo il manifesto.

Paolo Bressan

 

Al direttore - Sì sempre a una crescita veloce.

Federico Giacobone

 

Al direttore - Sottoscrivo al 100 per cento.

Roberto Mastrangelo

 

Al direttore - E’ il momento di un manifesto per la crescita, di un manifesto per la Tav, di un manifesto contro i professionisti del no. Un manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi. 

Guerino Rosa

 

Al direttore - La politica vera effettua scelte anche impopolari. Che una relazione costi/benefici possa mandare all’aria un progetto di così grande importanza è risibile. Purtroppo questo paese è stato dipinto per molti anni, diciamo dal 1993 in poi, come la patria di tutte le nefandezze. Bisognava fare una seria riflessione su quello che è accaduto in quel periodo storico e analizzare accuratamente le cause e i rimedi necessari per rafforzare la democrazia. Purtroppo questo non si è fatto e oggi ne paghiamo le conseguenze. Coloro i quali credevano che con tangentopoli avrebbero conquistato il potere si sono accorti o meglio si stanno accorgendo del risultato ottenuto. Abbiamo consegnato L’Italia a una banda di ignoranti, saccenti, presuntuosi e anche un po’ razzisti. Oggi l’assunto è: meglio ignoranti che ladri e non competenti e onesti.

Vincenzo Petrella

 

Al direttore - Aderisco all’appello per un’Italia del Sì.

Riccardo Innocenti 

 

Al direttore - Desidero sottoscrivere il manifesto. Grazie.

Andrea Manzitti

 

Al direttore - Firmo il manifesto.

Guido Colombo

 

Al direttore - Sottoscrivo con piacere il manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi.

Marco Capoduro

 

Al direttore - Un Sì convinto allo sviluppo contro il nuovo oscurantismo degli incompetenti.

Fabio Mazzanti

 

Al direttore - Dovere di tutti gli italiani , che hanno a cuore la difesa della nostra povera e bistrattata nazione e il futuro dei nostri figli, è quello di firmare il manifesto e dire No alla “decrescita (in)felice” tanto amata e desiderata da chi ci sta (mal)governando in questo momento. W l’Europa!

Bruna La Rosa

 

Al direttore - Contro le decisioni folli di questo orripilante governo metto la mia firma.

Maria Grazia Valsecchi

 

Al direttore - Aderisco con entusiasmo al manifesto su una visione di crescita del paese nel quale la Tav è un mosaico fondamentale. Perché il notabile progresso deve valicare il No Tav pensiero, esattamente come un traforo ferroviario supera le barriere alpine. Grazie per la quotidiana dose di ottimismo che i foglianti ricevono ogni giorno: il Foglio rimane uno dei pochi templi da venerare per le preghiere laiche dell’uomo moderno.

Luigi D’Ottavi

 

Al direttore - E’ con grande piacere che manifesto il mio favore all’alta velocità, conveniente o non conveniente economicamente. Sento in giro troppi No per tutto. Grazie e buona giornata.

Mario Pontiroli

 

Al direttore - Aderisco!

Sergio Belardinelli

 

Al direttore - Cari amici del Foglio, firmo volentieri il manifesto per la Tav.

Maria Pia Sacchi

 

Al direttore - Sottoscrivo con piacere il vostro appello in favore della Tav e contro la politica della “decrescita felice”.

Lorenzo Perrone

 

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto per la crescita, per la Tav, contro i professionisti del no. Per una nazione pienamente integrata in Europa. Grazie per l’iniziativa.

Marco Zirulia

 

Al direttore - Sono assolutamente d’accordo con il vostro editoriale pro Tav.

Domenico Voltur

 

Al direttore - Contro la decrescita. Contro una visione oscurantista, retrograda e sfascista del futuro.

Stefano Preda

 

Al direttore - Aderisco al manifesto pro Tav e sviluppo contro gli ideologi della decrescita felice.

Gianfranco Trombetta

 

Al direttore - Sottoscrivo con entusiasmo.

Aldo Vanini

 

Al direttore - sostengo la campagna del Foglio senza illusioni ma con profonda convinzione. Pericolosissimo pensare che in questo governo ci siano “buoni” che aspettano solo il momento giusto per rimettere a posto le cosa. Siete quasi soli a sostenere le giuste ragioni della gente per bene. 

Marco Caputo

 

Al direttore - Firmo per il Manifesto a favore della Tav.

Gaetano Petrelli

 

Al direttore - Io voglio la Tav!

Giovanni Signoretti

 

Al direttore - Sottoscrivo al 100 per cento a quanto scritto dal direttore Cerasa.

Daniele Morbidelli

 

Al direttore - Ho appena letto con grandissimo interesse l’articolo del direttore Cerasa sui costi benefici della Tav, mi trovo completamente d’accordo con la sua analisi e data la possibilità offerta mediante questa mail di poter firmare il manifesto da lui proposto, vi confermo la mia totale disponibilità verso l’idea restando in attesa di ulteriori informazioni da parte vostra. Grazie per l’opportunità e per l’ottimo lavoro che svolgete in una società sempre più barbara e distante dalle grandi democrazie. 

Gabriele Russo

 

Al direttore - Un manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi. 

Anna Balducci

 

Al direttore - Aderisco e sottoscrivo volentieri. Viva l’Italia veloce, no al medioevo.

Igor Caldani

 

Al direttore - Sottoscrivo la proposta del Foglio di continuare e ultimare, con ogni possibile premura, i lavori  di costruzione della Tav Torino-Lione, di assoluta importanza per l’economia italiana.

Angelo Appoloni

 

Al direttore - Pro Tav senza nessun dubbio. Non voglio andare a Lione, ma voglio trasportare le merci velocemente su rotaia.

Giorgio Cristoffanini

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Commenti all'articolo

  • giannicappi

    16 Febbraio 2019 - 21:09

    Al direttore - Sì alla TAV, riprendiamoci il futuro. Solo coltivando la speranza ci libereremo dai professionisti della paura.

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  • gvpgvpgvp

    14 Febbraio 2019 - 21:09

    Aderisco all'appello per il futuro, per l'occupazione e per l'ambiente, Giovanni Vittorio Pallottino

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  • oliolà

    14 Febbraio 2019 - 21:09

    Figuriamoci se firmo. Non firmo, non firmo. Salveremo Salvini e ci terremo i trenini. Firmato: Cinquestelle.

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  • gbattista

    14 Febbraio 2019 - 17:05

    Condivido per me la mia famiglia i miei figli i miei nipoti per il loro oggi è il loro domani

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