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Un manifesto per la crescita

Trasformiamo il futuro in un luogo di grandi opportunità. Ancora tante firme all’appello fogliante a favore dell’Alta velocità e contro i professionisti del No

20 Febbraio 2019 alle 10:44

Un manifesto per la crescita

Foto LaPresse

Essere contro le grandi opere significa essere a favore della decrescita. Significa non fare di tutto per trasformare il futuro in un luogo di grande opportunità. Il futuro dell’Italia nel mondo, la sua idea di Europa, di sviluppo, di crescita, di lavoro, di industria, di economia dipende anche dall’Alta velocità. Chiudersi non vuol dire proteggersi, vuol dire isolarsi, vuol dire fuggire dal mondo, vuol dire combattere contro la realtà. E’ il momento di un manifesto per la crescita, di un manifesto per la Tav, di un manifesto contro i professionisti del no. Un manifesto contro chi sceglie di barattare il futuro del paese per uno zero virgola nei sondaggi. Per firmarlo, se volete, scrivete qui: vivalitaliaveloce@ilfoglio.it.

 

Hanno già firmato l’appello del Foglio, tra gli altri, Mariastella Gelmini (capogruppo di Forza Italia alla Camera), Mara Carfagna (vicepresidente della Camera, Forza Italia), Tommaso Nannicini (ex sottosegretario, Pd), Giovanni Toti (governatore della Liguria, oggi con Forza Italia domani chissà), Roberto Maroni (ex governatore della Lombardia, della Lega), i candidati alla segreteria del Pd (Nicola Zingaretti, Maurizio Martina, Roberto Giachetti), Antonio Tajani (presidente del Parlamento europeo, di Forza Italia), Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia, centrodestra), Francesco Ruocco (sindaco civico di Vicenza di centrodestra, fortemente voluto dalla Lega), Graziano Delrio (ex ministro delle Infrastrutture, oggi capogruppo del Pd alla Camera), Guido Crosetto (deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia), Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura), Vincenzo Boccia e Marcella Panucci (presidente e direttore generale di Confindustria), Elena Donazzan (assessore al Lavoro della regione Veneto, giunta Zaia), Federico Sboarina (sindaco di Verona, sostenuto da una giunta di centrodestra), Stefano Maullu (parlamentare europeo di Fratelli d’Italia), Annagrazia Calabria (deputato di Forza Italia) 

 


     

Al direttore - Per quel che può valere sottoscrivo in pieno il manifesto pro Tav e pro grandi opere promosso da Lei e dalla sua redazione. Vivano le grandi opere e ci portino nel mondo!

Erika Ornago

  

Al direttore - Per lo sviluppo, e contro un’idea paurosa e misera del paese.

Giovanni dalla Zonca

   

Al direttore - Nulla da aggiungere, solo aderire all’appello del Foglio, ringraziando per l’iniziativa, la serietà e il coraggio che ogni giorno confortano, tra gli altri, anche me.

Pamela Ferlin

    

Al direttore - Aderisco con entusiasmo all’appello non solo per l’Alta velocità, ma per un’Italia aperta, collegata all’Europa, che torni ad avviarsi in un cammino di crescita. Insomma che volti presto questa brutta pagina della propria storia. Grazie per quanto state facendo per coagulare le diverse forze che si oppongono ai professionisti del no.

Alberto Saravalle

     

Al direttore - Aderisco al manifesto per la crescita dell’Italia, contro questa politica del No che sta paralizzando il paese.

Gianmarco Dazzi

    

Al direttore - Sottoscrivo con forza e convinzione l’appello pro Tav e pro crescita dell’Italia promosso dal direttore Cerasa.

Antonio Di Battista

    

Al direttore - Vi ringrazio per l’iniziativa “Viva l’Italia veloce” e le altre che in questi anni avete portato avanti con grande impegno e dedizione. L’Italia ha bisogno di infrastrutture, di progresso e modernità, quindi sì alla Tav, andiamo avanti!

Alessandra Gismondi

     

Al direttore - E’ sufficiente avere un briciolo di intelligenza per contraddire i bifolchi che credono di comandarci, e dire sì alla Tav.

Cristian Mantero

    

Al direttore - Aderisco con entusiasmo alla vostra iniziativa contro la decrescita “felice” (?). Una vostra lettrice da sempre.

Maria Caterina Vallini

     

Al direttore - Voto Sì alla Tav, Mille volte sì. Grazie per la chiarezza e la sintesi. Voi ci offrite ogni giorno la chiave per ragionare e capire.

Gianna Fracasso

         

Al direttore - Con la presente vorrei sottoscrivere il manifesto pro Tav promosso dal direttore Cerasa e dalla vostra redazione.

Guido Baroni

    

Al direttore - Aderisco senz’altro a favore di questa opera e di tutti gli altri investimenti bloccati sui microcantieri da sbloccare quanto prima. Decisione da prendere in aggiunta, non certo in sostituzione, con una sollecita semplificazione del codice appalti. Cominciamo a costruire una vera ampia opposizione a chi ci porta al declino economico e sociale. Costruiamo un’alternativa da subito!

Ruggero Berti

     

Al direttore - Sono con voi dal primo numero e anche questa volta è un piacere ritrovarmi pienamente nell’analisi di Cerasa. Sì all’Italia che vuole crescere.

Sergio Fiorini

     

Al direttore - Ho dato sostegno e votato Cinque stelle. Mai più, sono amaramente pentito. Trovo che viaggiare permette di aprire la mente, ne avrebbe bisogno tanto il signor Toninelli. Chi ha viaggiato su un treno ad alta velocità in Italia o in Europa trova che è una grande esperienza, ti senti proiettato nel futuro. Avanti con la Tav.

Giuseppe Cavanna

     

Al direttore - Aderisco con convinzione all’appello del Foglio perché, se continuano a prevalere i professionisti del no e della decrescita infelice, sarà poi la realtà a svegliare ed educare questo paese. Dobbiamo anticiparla, altrimenti saranno dolori per tutti.

Giulio Massa

      

Al direttore - Avanti, kadima, non rinunciamo al futuro dell’Italia! Sì alla Tav, sì alle opere infrastrutturali, che servono al nostro paese anche in campo culturale e turistico, a non isolarlo e marginalizzarlo più di quanto già non sia.

Paolo Bolpagni

       

Al direttore - Contro il partito dell’imbroglio e dell’incompetenza.

Emanuele Gamna

Raimonda Lanza di Trabia

   

Al direttore - Aderisco al manifesto, a favore della crescita economica del nostro paese.

Emilio Zicarelli

       

Al direttore - Sono un liceale sedicenne. Con la presente sottoscrivo l’appello da lei proposto per la Tav. Appoggio questa iniziativa nel mio piccolo, da ragazzo con la doppia cittadinanza italo-francese che si aspetta dallo Stato solo la volontà di mettere noi giovani nelle condizioni di crescere e di mettersi in gioco, cosa che diventa particolarmente difficile se l’Italia decide di chiudersi alla crescita e al progresso economico in primis coi nostri partner europei.

Mael Cassinadri

    

Al direttore - Aderisco con tutto il cuore all’appello per un’Italia che vuole crescere e non ha paura.

Maria Carla Bruno

    

Al direttore - L’Italia deve imboccare la via della crescita ad alta velocità per non precipitare in una decrescita più disperata che infelice.

Aldo Ravaioli

    

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto e l’impegno per un’Italia veloce, produttiva, competitiva, non isolata nell’Europa, schierata apertamente per la democrazia, rispettosa degli impegni presi, che abbia il coraggio di candidarsi e aggiudicarsi i giochi olimpici, dove sia possibile sfruttare le opportunità del sottosuolo e dei fondali marini. E perché no… dove continuare a fare la spesa la domenica.

Vasco Del Papa

    

Al direttore - Firmo volentieri il manifesto per dire sì alla Tav e alle altre opere compreso il passante di Bologna!

Giovanni Pollicino

    

Al direttore - Viva l’Italia veloce. Sottoscrivo il manifesto e complimenti per l’iniziativa. Questo governo è inquietante, spero che questo incubo finisca in fretta.

Cinzia Caldonazzi

    

Al direttore - Aderisco al manifesto.

Giovanni Monaci

    

Al direttore - Sottoscrivo l’appello del Foglio contro la decrescita e a favore dell’Alta velocità.

Elettra Tavasci

    

Al direttore - Aderiamo con convinzione al manifesto del Foglio per un’Italia veloce, produttiva e di speranza, contro l’improvvisazione e l’incompetenza dei dilettanti allo sbaraglio e contro la deriva di destra e retrograda che vogliono costruire Salvini e i suoi ministri.

Giuseppina Ciravolo e Pietro Ragusa

    

Al direttore - Ma qual e’ il problema! Si faccia la Tav, si faccia la Tap e sì alle trivelle… Guardiamo al futuro per i nostri figli!

Rina Sartorelli

    

Al direttore - La Tav va ultimata senza se e ma, anche per decongestionare il cervello dei casalgrillini.

Sandra D’Alessandro e Orazio Di Tommaso

    

Al direttore - Senza investimenti di medio e lungo termine oggi non avremmo un acquedotto a Roma, la gran parte delle strade statali e neanche la scuola elementare di mio figlio (1937 e in perfetto stato). E chiedete al prof. Ponti l’analisi costi/benefici della Tour Eiffel…

Andrea Ansalone

     

Al direttore - Voglio andare a Parigi in quattro ore! Negli anni 80, quando hanno cominciato a lavorare sulla variante di valico Bo-Fi c’era chi storceva il naso. Ora c’è ancora qualcuno contrario alla variante di valico e alle gallerie dell’Alta velocità tra Bologna e Firenze e vuole andare a Roma in otto ore? Sì alla Tav e subito! Viva l’Italia e l’Europa veloce! 

Emilio Tremolada

    

Al direttore - Aderisco con piacere, con affetto e con speranza di sconfiggere l’oscurantismo. Aderisco senza se, e senza ma.

Antonio Riva

    

Al direttore - Desidero firmare l’appello a favore della Tav, disconoscendo l’analisi scorretta fatta dal Movimento 5 stelle.

Paolo Delicato

   

Al direttore - Viva la Tav.

Marino Cervellini

   

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto del Foglio perché senza crescita non c’è lavoro e benessere per tutti.

Massimo Nozzi

      

Al direttore - Contro l’oscurantismo mentale di Toninelli e compagni, Sì Tav.

Giovanna De Tomasi

       

Al direttore - Contro i cavalieri neri che puntano a un ritorno a un basso medioevo e a favore di prospettive che permettano alle future generazioni progresso e opportunità, assolutamente sì Tav!

Enzo Costa 

        

Al direttore - Sottoscrivo l’appello per un’Italia ad alta velocità dal nord al sud, isole comprese!

Alberto Basciani

     

Al direttore - A favore del manifesto per la crescita contro i cretini millenari.

Aldo Pagano

          

Al direttore - Sono un medico libero professionista di 61 anni e fino a tre giorni fa non avevo mai letto né comprato il Foglio. Sono letteralmente entusiasta del vostro giornale e firmo l’appello contro il degrado al quale ci stanno portando questi qua.

Fabrizio Franconi

    

Al direttore - Sì alla Tav, sì all’Italia. Basta con la politica del No a tutto.

Marco Cesarini

       

Al direttore - Da viaggiatore abituale del Frecciarossa e di Italo aderisco con entusiasmo al vostro appello contro coloro che vogliono far arretrare il nostro paese. Viva la Tav. Viva l’ Italia.

Paolo Ronchi

      

Al direttore - Sì alla Tav, alle infrastrutture, agli investimenti. No ai cialtroni ignoranti e agli ebeti che li sostengono.

Alberto Gerarduzzi

     

Al direttore - Mi chiamo Pietro Paviotti e vengo da un lungo percorso politico e amministrativo (assessore, vicesindaco, sindaco, consigliere regionale) in Friuli Venezia Giulia nel campo del centrosinistra. Aderisco convintamente al vostro appello perché credo sia necessario oggi dichiararsi e contrastare una visione oscurantista del nostro futuro.

Pietro Paviotti

    

Al direttore - Aderisco al manifesto per la Tav. Per un’Italia che non rallenti la sua crescita.

Maria Pia Ceccherini

     

Al direttore - Sì alla Tav. Complimenti e grazie dell’iniziativa.

Mario Capitanio

     

Al direttore - Come lettrice abbonata al Foglio, sottoscrivo il vostro appello con l’intento di promuovere il viaggio interrail, come necessario collegamento con il futuro di tutti coloro che vogliono ancora vivere a contatto con altri paesi, con altre realtà, per attuare quegli scambi che consentono di far valere ancora la promozione culturale ed economica.

Anna Giordano

Al direttore - Condivido l’appello e lo sottoscrivo. Un po’ di trasversalità non guasta e apprezzo il ruolo del Foglio come punto di riferimento.

Cesare Granetto

    

Al direttore - Sì Tav, no bullshit.

Luciano Cicioni

     

Al direttore - Per il futuro del paese, aggiungo la mia firma all’appello “Per l’Italia ad alta velocità”.

Alessandra Tecce

    

Al direttore - Condivido la sua analisi e sottoscrivo il manifesto senza se e senza ma.

Drory Burstin

     

Al direttore - Aderisco al manifesto promosso dal vostro giornale. Basta con i professionisti del no, delle bufale, dell’incompetenza. Servono infrastrutture per restare in Europa, per non perdere contatto col futuro. Grazie per il vostro lavoro.

Giorgio Secchi

    

Al direttore - Sono stato insieme a voi del Foglio dalla parte degli Stati Uniti e di Israele e ora non posso che aderire con convinzione al vostro manifesto, anche perché non se ne può più del “poveraccismo” di questo governo salvinista.

Federico Baldini

      

Al direttore - Ci tengo a sottolineare che aderisco all’appello del Foglio contro l’oscurantismo sovranista. Apprezzo il coraggio e la determinazione con cui, con lungimiranza e determinazione, porta avanti idee e ideali di apertura verso l’altro, di crescita e di positività per fare da pungolo e costruire un’Italia migliore. Per me, che vivo in Basilicata, terra aspra e spesso affossata da logiche comportamentali medievali, per questo spesso definita “sud al cubo”, leggere il Foglio vuol dire avere risposte chiare sui fatti italiani. Per favore, faccia qualcosa anche per il sud perché, vivendo a Matera, mi rendo conto concretamente che l’Italia va a due velocità e che, e questo è ancora più grave, viviamo nell’ignoranza tanto da guardare a Salvini come la salvezza dell’Italia. Povero sud.

Rosita Stella Brienza

    

Al direttore - Rimettere in discussione un progetto internazionale esecutivo e finanziato. Un errore. Aderisco al manifesto del Foglio.

Flavio Civitelli

    

Al direttore - Sottoscrivo volentieri il vostro appello per non fermare l’Italia.

Alessandro Gradenigo

    

Al direttore - L’incapacità, l’ignoranza e l’incompetenza di chi ci governa sono peggio del morso del serpente bruno reale. Ti lasciano intontito, spiazzato, paralizzato. Anche per interi giorni. Ecco l’antidoto. Ecco la mia adesione.

Gabriele Mezzadri

    

Al direttore - Aderisco volentieri a un’Italia ad alta velocità, per correre con fiducia verso il futuro.

Pietro Chirico

    

Al direttore - Il mondo si muove. Chi sta fermo è destinato a rimanere indietro. Si sconfigge la disuguaglianza con la fatica, con il lavoro duro, con la voglia di farcela, con il mettersi in discussione, con la forza di voler imparare qualcosa di nuovo. Questo vuol dire essere in movimento. Muoviamoci!

Fabio Schinelli

    

Al direttore - Viva l’Italia veloce!

Tony Machì

     

Al direttore - Sottoscrivo senza la minima esitazione il manifesto e ringrazio per la possibilità offertami di esprimere il mio dissenso nei confronti di un governo dal quale non mi sento minimamente rappresentata.

Giovanna Montani

    

Al direttore - Aderisco al suo appello Sì Tav insieme alle tante analisi e considerazioni fatte dal Foglio, e aggiungo una mia considerazione. Ricordo che il progetto del grande architetto giapponese Kengo Kuma della nuova stazione internazionale di Susa che si inserisce armoniosamente nel paesaggio della piana di Susa, è stato deciso come opera di compensazione che serve per riqualificare e migliorare un paesaggio fortemente infrastrutturato, diventando una occasione di sviluppo anche per il territorio con una serie di servizi alla città di Susa e all’intera vallata. E’ quindi sbagliato, per 48,5 milioni di euro, mettere in discussione la stazione internazionale di Susa, in quanto essa è utile e indispensabile per il consolidamento del turismo e della economia in valle.

Antonio Castaldo

     

Al direttore - Sottoscrivo il vostro appello al progresso, al futuro, a un’Italia che si prende delle responsabilità e non figlia di un’ideologia del No. Come in quei condomini dove non si risolve mai nulla, non si cambia un ascensore o una finestra rotta, perché si è poveri dentro. Come Marco Travaglio.

Enrico D’Amelio

     

Al direttore - Sottoscrivo volentieri il manifesto per la Tav e per la crescita, contro l’oscurantismo sovranista.

Francesco Cuccù

    

Al direttore - Tav? Certamente sì.

Giancarlo Ronga 

    

Al direttore - Aderisco all’appello sottolineando che la Torino-Lione è del tutto insufficiente. Servono altrettanto, se non più urgentemente, le seguenti tratte: Bologna-Taranto; Salerno-Palermo; Roma-Pescara; Bari-Napoli. A proposito, sapete se tra i benefici è annoverabile l’Unità d’Italia? 

Gianpiero Alighiero Borgia

    

Al direttore - Avrei già firmato, ma aggiungo qualche considerazione in merito. Al di là del dibattito No Tav - Sì Tav, a quel che mi risulta il progetto Tav è già stato approvato, tempo addietro, dal Parlamento italiano, come Trattato internazionale. Se vi vuole annullare o ridimensionare il progetto bisognerebbe quindi presentare (se possibile/fattibile) una mozione in Parlamento e farla approvare. In assenza di questo il ministero dei Trasporti e, più in generale, il governo, dovrebbero dare seguito all’opera senza indugi. I ritardi e l’ostracismo contro l’opera prefigurano una indebita ingerenza o addirittura un abuso di potere. Questo andrebbe stigmatizzato a livello mediatico, ma anche ripreso e forse perseguito anche in sede istituzionale (Parlamento, organi competenti, presidenza della Repubblica (…). Per adesso in Parlamento ho sentito solo qualche flebile lamento in merito e, a livello di buona parte dell’opinione pubblica, gli strali contro la tanto decantata “analisi costi-benefici” – ma questa che valore istituzionale e legale può avere? Non è che ci stiamo oramai abituando a questo clima politico “surreale”, ma anche, purtroppo, illiberale?

Guido Ravioli

    

Al direttore - Per il progresso e per il futuro, convintamente.

Giuseppe Bertello

    

Al direttore - Aderisco con entusiasmo perché condivido pienamente le argomentazioni del manifesto. Grazie direttore.

Imma Gambardella

    

Al direttore - Aderisco senza incertezze: Sì Tav. Ho sentito parlare di potenziamento dell’esistente: quella sì che sarebbe una iniziativa da far tremare gambe e braccia.

Marco Nascè

     

Al direttore: sì al manifesto per un futuro! Ben vengano iniziative così.

Lamberto Ricci Petitoni

     

Al direttore: Sì alle grandi opere che favoriscono la circolazione di persone e merci: sono le arterie del corpo di una nazione nelle quali fluisce la vita di oggi e quella futura.

Giovanni Puerari

      

Al direttore - firmiamo volentieri contro le decisioni folli di questo governo.

Paolo e Marta Galli

     

Al direttore - Sottoscrivo appieno il manifesto per la Tav, contro la decrescita infelice, retrograda, e sfascista di chi vorrebbe governarci. Viva l ’Italia, l’Europa e i cugini francesi.

Marialuisa Conticchio

      

Al direttore - Aderisco volentieri al vostro appello. Non voglio che l’Italia venga esclusa dalla modernità.

Massimo Ferrandi

    

Al direttore - Sì alla Tav no al ritorno al medioevo.

Franco Giussani

     

Al direttore - Sono d’accordissimo con l’articolo del direttore. Vorrei aggiungere che avremo meno inquinamento ambientale per l’uso minore di autoveicoli.

Andrea Corso

     

Al direttore - Aderisco! Grazie per questa campagna. E grazie al Foglio per esserci!

Daniele Danieli

     

Al direttore - E’ tempo che ci svegliamo, almeno con azioni come questa. Ma dobbiamo anche “affacciarci” e comprometterci: Cerasa organizzi presenze in piazza.

Massimo Molino Lova

      

Al direttore - Sì alla Tav vuol dire sì al futuro.

Pasquale Passucci

     

Al direttore - Non posso che essere pienamente d’accordo col manifesto per la crescita e contro la decrescita infelice. Forza, ce la dobbiamo fare.

Antonio Lucchi

     

Al direttore - Sottoscrivo convintamente il vostro appello pro Tav.

Sabina Anrep

      

Al direttore - Aderisco convinto al manifesto. Andare veloci verso il futuro, per lasciare un futuro migliore ai nostri figli, perché non perdano la speranza e investano nella cultura dello sviluppo e della responsabilità. 

Alessandro Minello

     

Al direttore - Qualcuno ha messo l’Italia nelle mani di “una banda di scappati di casa, di casinari incolti e irresponsabili”, parole del “pentito” Galli della Loggia. Speriamo che questo incubo finisca presto, viva l’Europa e viva l’Italia!

Rita Janni

     

Al direttore - Naturalmente sì alla Tav, ma non trova triste caro Cerasa, che nel 2020 sia necessario fare e sostenere appelli come questo? Grazie in ogni caso al Foglio, senza il quale la vita politica italiana sarebbe, se possibile, ancora più triste.

Gianpiero Fasola

     

Al direttore - Sottoscrivo con entusiasmo la vostra iniziativa pro Tav per evitare un doloroso e triste ritorno a un medioevo prossimo futuro. Grazie per quanto fate in proposito.

Margherita Romano

     

Al direttore - Sottoscrivo molto volentieri la vostra iniziativa contro chi vuole riportare l’Italia al medioevo.

Carlo Satragni

     

Al direttore - Sì alla Tav, allo sviluppo e alla modernità. Contro la decrescita e i professionisti del no.

Antonello Furnò

     

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto per la crescita dell’Italia, di cui il Tav Torino-Lione è fattore essenziale. Nell’includere la riduzione delle accise sul petrolio e mancati introiti da pedaggi autostradali, nell’analisi prodotta dal signor Marco Ponti, come costi a sfavore del Tav, i pentastellati hanno dimostrato con i fatti di voler favorire le lobby del petrolio e dei gestori di autostrade, a scapito dell’interesse strategico di tutta l’Italia. Disonesti a cinque stelle!

Nino Girardi

      

Al direttore - Sono felice della possibilità di appoggiare come cittadina le tesi pro Tav!

Carla Fasciano

     

Al direttore - Aderisco in pieno a questa iniziativa promossa dal direttore perché è venuto il momento di fare qualcosa per fermare questi nuovi barbari che con il loro comportamento stanno portando il nostro paese alla rovina.

Giancarlo Ciampaglia

     

Al direttore - Sottoscriviamo il nostro sì alla Tav per non rimanere isolati in una visione antiquata e retrograda della realtà che ci circonda. Bella iniziativa.

Manuela Venanzo e Roberto Cau

    

Al direttore - Sottoscrivo il manifesto del Foglio. Senza crescita non c’è futuro e non ci sono opportunità, soprattutto per coloro che oggi ne hanno di meno.

Giuseppe Sappa

    

Al direttore - Sottoscrivo con grande entusiasmo il manifesto per l’Italia veloce. Ma non si limiti a essere una semplice raccolta di firme a favore del tratto mancante tra Torino e Lione. Sia piuttosto un vero e proprio programma di crescita per questo paese in barba ai piani di sabotaggio di quell’accozzaglia (temporaneamente) al potere. Un programma che vada dalla mobilità alla burocrazia, passando per la giustizia, il fisco, gli ordini professionali, il turismo, quello che serve per stimolare la crescita al sud e accelerarla al nord, per la sicurezza nelle città, i rifiuti, l’energia. Sia un piano che ripensi l’occupazione di questo paese non come elemosina di stato, ma come reali opportunità per persone preparate presso privati che hanno necessità di competere nel mercato globale. Sia un piano che punti a dare opportunità a chi ha voglia di investire e guadagnare nel proprio paese e non sia costantemente tentato dal mollare tutto e portare i propri sogni in paesi che non mortificano l’iniziativa privata con tasse e procedure senza senso. Sia un piano che torni finalmente a scaldare i cuori di chi, sopraffatto dalla paura del futuro, ha iniziato ad assecondare solo il brontolo della propria pancia e a ragionare con un altro organo. Sia questo il vero cambiamento del quale una banda di incapaci si sono impossessati senza avere alcuna idea di come realizzarlo.

Francesco Margarito

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