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Sulla Tav, per il M5s, i costi sono i benefici

Più investimenti, meno accise, meno pedaggi autostradali e switch del trasporto da gomma a ferro. Le voci negative dell’analisi costi-benefici sulla Torino-Lione sono in realtà gli obiettivi politici del “contratto di governo”

13 Febbraio 2019 alle 20:50

Sulla Tav, per il M5s, i costi sono i benefici

(Foto LaPresse)

Se, come anche i grillini sostengono, sulla Tav Torino-Lione bisogna avere un approccio “non ideologico”, allora proprio dopo aver visto l’analisi costi-benefici il M5s dovrebbe essere entusiasticamente favorevole al completamento dell’opera. Perché i numeri dell’analisi economica, a prescindere dalle penali e delle conseguenze politiche internazionali, non sono affatto “estremamente negativi, direi impietosi”, come ha affermato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.   Anzi, proprio nell’ottica del M5s sono estremamente positivi. Lo studio elaborato, in maniera molto professionale dal gruppo guidato...

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Luciano Capone

Luciano Capone

Sono cresciuto in Irpinia, a Savignano. Sono al Foglio da 12-13 anni, anche se il Foglio non l’ha mai saputo, da quando è diventato la mia piacevole lettura quotidiana. Dal 2014 sono sul Foglio e stavolta lo sa anche il Foglio. Liberista sfrenato, a volte persino selvaggio.

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Commenti all'articolo

  • ing.grasso

    14 Febbraio 2019 - 19:07

    Il Ministro pubblichi la lettera di incarico data ai tecnici (trasparenza ! ): quali sono i costi e quali i benefici da confrontare. Da quanto Lui afferma citando con entusiasmo "i numeri" si può dedurre che gli italiani stanno ancora pagando i costi per la costruzione -avvenuta qualche secolo fa- nelle stesse regioni della "VIA DOMIZIA" , attuale Strada Statale 23 del Colle del Sestriere. Distinti saluti. Francesco Grasso

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  • giantrombetta

    14 Febbraio 2019 - 09:09

    Tutto vero, caro Capone. La contraddizione più vistosa e stravagante che mi par di notare e’ molto semplicemente questa: uno statalista dichiarato e convinto che per decidere si avvale di metodi e strumenti che sono in uso presso gli odiati protagonisti capitalisti speculatori. Toninelli ogni giorno dice che lo Stato non deve trarre profitto dalle infrastrutture e dai servizi che mette a disposizione del popolo sovrano. Ed infatti proclama che nelle autostrade finalmente nazionalizzate non si pagheranno più i pedaggi che ingrassano le tasche degli attuali concessionari. E dunque al fondo e’ vero che letta in quest’ottica la conclusione dello studio del prof. Ponti dovrebbe indurre per coerenza gli statalisti a 5 Stelle a dir Si Tav. Ma si potrebbe anche aggiungere che sempre in ottica statalista il deficit previsto dalla Torino - Lione potrebbe essere coperto con un’accise sui futuri utenti, come già lo Stato fa con gli utenti di tutti gli autoveicoli. O no?

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