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Il populismo è il vero oppio dei popoli

Il nemico dell’opposizione è l’assuefazione e la confusione fra trash e pop

2 Febbraio 2019 alle 06:19

Il populismo è il vero oppio dei popoli

Foto LaPresse

Il trash ha una sua nobiltà, ma così è troppo e troppo poco. Non sta bene attaccare Giggino chiamandolo bibitaro, i bibitari potrebbero risentirsi, ma anche “dottor Di Maio”, come ha fatto Landini, è grottesco. Gaddificare il Truce, nel senso di Carlo Emilio, con un nomignolo malefico tratto dalla libidinosa euforia del Fascismo è assolutamente sbagliato, ma non c’è alternativa presentabile. Il trash è trash, non è il pop, e così come si presenta, appunto, è troppo, sconcerta, è troppo poco, alla fine annoia. Ora anche il blocco navale: bum! E’ una girandola, prima l’abolizione della povertà, e adesso che siamo in recessione sono in tanti appecoronati al sussidio di pigranza, ai vari congegni “contro il lavoro” inventati da questi rivoluzionari che hanno imparato la rivolta delle moltitudini dal bibitaro-massa, e sentono il calore della comunità clientelare come una volta Toni Negri quello della comunità militante proletaria e dell’operaio-massa. Fa perfino simpatia il vice dei vice, Conte, ripreso e intercettato labialmente a colloquio con la Merkel, che trangugia il caffè ristretto imbarazzata e gli dice ridendo, a proposito della dichiarazione di guerra alla Francia, che “è un po’ semplicistico”. Troppo poco: una dichiarazione di guerra al giorno leva il medico elitario di torno. La competenza ridonda, specie in un tempo in cui si dichiara il freddo un prodotto del caldo, ma qui si esagera.

 

Il vero nemico dell’opposizione, posto che sia possibile immaginarla in questo circo, è l’assuefazione. Il populismo è l’oppio dei popoli. Si sonnecchia, si intristisce, ci si danna, si sogna estenuati e fumati in mezzo allo sfarfallio di pecche, mende, grossolanità, abusi velleitari e cacolalie che ti circondano. Anche Berlusconi, che ci legge in copia, sarà troppo vecchio per una nuova resistenza ma ha scoperto di essere stato riscoperto, in paragone con la fervida attività dei suoi successori trash, lui che era un pop. Sì, anche lui faceva gaffe, irritava gli antifa, ispirava sentimenti farlocchi antiautoritari, ma poi c’era Letta, dico Gianni, il più pop dei pop insieme a Confalonieri, che sistemava le cose per l’amministrazione e la politica. Al Cav. nessuno si è assuefatto, la lotta dura è stata condotta senza tregua né misura, ma qui tra i liberali favorevoli al blocco navale e i marxisti tolleranti del sussidio rischiano vita lunga sia el gobierno sia Freccero, sua anima e banditore. 

 

Per interrompere il circolo, che a coccolarlo diventerà vizioso, come diceva Ionesco, occorre tenere presente che la caduta del contratto è sicura, manca solo la data ma è ravvicinata, eppure morto un contratto se ne fa un altro. Il potere, sopra tutto se sia gestito con tanta disinvoltura, è un bel collante per dei giovanotti malvissuti che gli si sono abbrancati dopo la lotteria del 4 marzo. E se cercassero poi un rinnovo, in mancanza di alternative e data la nota ritrosia degli eletti a farsi ricandidare e forse rieleggere, sarebbe un bel guaio. Prima o dopo le europee, non importa. 

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    03 Febbraio 2019 - 00:12

    Opio vero e oppio contraffatto. I popoli desiderano l’oppio,. In qualsiasi modo offerto e declinato sia. Politeismo, monoteismo, filosofia, cultura, monarchia, repubblica, ideologie variopinte, democrazia. Populismo, collettivismo, liberalismo, idealismo, positivismo, pressapochismo inclusi. Nella storia dell’uomo s’assiste al drogarsi dei popoli, ma mai tutti con la stessa “qualità” di oppio. Capito cosa sottintenda, “mai tutti con lo stesso oppio?” Sintomatico no? Al drogarsi dicevo, con l’oppio prevalente nei vari periodi. In sostanza, in effetti, tutto il nostro appassionato, perenne sbudellarci si riduce alla preferenza per un oppio o un altro. Sempre di oppio si tratta. Logico, naturale: la capacità d’ingannare, mentire a noi stessi, è il pilastro portante del nostro istinto di sopravvivenza e nelle ineludibili disuguaglianze in cui è cementato. Postea, gaudio magno cum, allacciamoci nel tango. .

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  • giantrombetta

    02 Febbraio 2019 - 11:11

    Carissimo Giuliano, hai sempre ragione. Aggiungerei quasi per compiacere il tuo sottile piacere d’avere ogni tanto torto. Le elezioni europee saranno una conta con il proporzionale. Dopo di che si vedra’ se, come dici tu, il contratto spurio già ora non regge, se non per il gusto di gestire il potere da parte dei giovanotti malvissuti, come argutamente sottolinei. Si andasse ad elezioni anticipate, pare che il centro destra di marzo a trazione leghista conquisterebbe la maggioranza assoluta. Ma gli interrogativi sono mille. Primo, in caso di rottura del contratto il Parlamento potrebbe non essere sciolto con un nuovo contratto 5 Stelle/Pd, sognato da una parte dei pentastellati e dei dirigenti del Pd e di altri vagabondi sinistrorsi. Secondo, chissà se Salvini avrebbe ancora voglia di intrupparsi, ancorché da ras, nel centro destra con Berlusconi & C. E mi fermo qua, con gli interrogativi, perché lo spettacolo del circo cui ci tocca essere spettatori paganti cambia ogni di’ copione.

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  • carlo.trinchi

    02 Febbraio 2019 - 07:07

    Il 4 marzo non fu una lotteria ma una sconfitta annunciata. Quello del Renzi redivivo con il suo libro di chiacchiere e di migranti aiutati a casa loro dopo averne imbarcati 600.000 fu un trash-pop di socialista geneticamente modificato. Quindi i populisti a cui non sta seguendo l’antitodo per debellarli e più questi ci sbattono giu’ e più il popolo li tira su. Il trash-pop è ricreazione è folclore e tale rimane e li ingrassa.

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