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Democrazia diretta (e svuotata)

Oltre il quorum e la democrazia rappresentativa c’è il modello Casaleggio

6 Dicembre 2018 alle 06:00

Democrazia diretta (e svuotata)

Il ministro dei Rapporti col Parlamento e della Democrazia diretta Riccardo Fraccaro (Foto Imagoeconomica)

La democrazia liberale e il suo prodotto istituzionale, la democrazia rappresentativa, non stanno tanto bene. Lo vediamo tutti i giorni e a varie latitudini nel processo di marginalizzazione delle assemblee parlamentari e nella nascita di fenomeni politici di massa extra partitici ed extra parlamentari. C’è quindi l’esigenza di rafforzare le istituzioni democratiche mettendo in connessione la rappresentanza politica con la società favorendo forme di ascolto e partecipazione. Il rischio è però di buttare via tutto, aprendo le porte a una deriva plebiscitaria i cui geni antidemocratici sono ben visibili.

 

Il ministro grillino per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro sta portando avanti una proposta di modifica costituzionale per introdurre una delle bandiere del M5s, il referendum propositivo senza quorum: “Il sistema della rappresentanza per delega resta, ma è evidente come non sia più sufficiente – ha detto alla Stampa –. Deve poter decidere chi va a votare, non chi resta a casa”. Discutere di una riforma dell’istituto referendario è cosa sana, probabilmente ha bisogno di un tagliando e forse per restituirgli il ruolo che aveva è anche necessario ridurre il quorum visto che rispetto a decenni fa la partecipazione si è notevolmente ridotta.

 

Ma ciò di cui parla Fraccaro è tutt’altro: l’abolizione del quorum con una partecipazione politica sempre più bassa vuol dire consegnare il potere di imporre leggi a piccole minoranze organizzate. Un modello è proprio il M5s, che pur essendo il primo partito del paese vede partecipare alle proprie votazioni poche migliaia di persone. Ma guardare alle dinamiche plebiscitarie e all’organizzazione verticistica del M5s è importante per capire che alla base della “democrazia diretta” non c’è il potenziamento delle istituzioni rappresentative, ma il loro svuotamento. Come il “comitato di conciliazione” avrebbe dovuto svuotare il Consiglio dei ministri. Quando Fraccaro indica la democrazia diretta, il saggio guarda alla democrazia eterodiretta da Casaleggio.

Redazione

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