Di Maio, Castelli e la banda degli onesti

Il vicepremier e il sottosegretario continuano ad alimentare il caso sulle tessere del reddito di cittadinanza. Dopo aver annunciato che erano già in stampa ora Giggino cambia: “Il mio staff sta lavorando con Poste”

Fausto Vitali

Ormai siamo al gioco dei 6 milioni di tessere. Ci sono, non ci sono, ci saranno. Chissà. Da quando Luigi Di Maio, ospite di Corrado Formigli, ha ufficialmente dichiarato di aver dato mandato di stampare tra i 5 e i 6 milioni di tessere per i destinatari del reddito di cittadinanza, è successo di tutto. Interrogazioni parlamentari, denunce, smentite, conferme e scene più o meno imbarazzanti come quella che ha visto protagonista il sottosegretario all'Economia, Laura Castelli, ospite di Otto e mezzo mercoledì sera.

  

Ma andiamo per ordine. Nessuno sa ancora bene i dettagli del reddito di cittadinanza. È ovvio visto che la Manovra è ancora oggetto di trattativa con la Commissione Ue. Il governo sta cercando in tutti i modi di evitare la procedura di infrazione. Ma, assicurano Di Maio, Salvini & Co., le misure simbolo non verranno cancellate, né rinviate. Intanto passano i giorni e qualcuno, forse, comincia a dubitare che le promesse fatte in campagna elettorale verranno effettivamente mantenute. Così Giggino, forse in un eccesso di zelo, annuncia che le tessere sono già in fase di stampa.

  

Una frase che potrebbe tranquillamente essere derubricata a slogan se non fosse che, venisse confermata, si configurerebbe un'ipotesi di reato (abuso d'ufficio e danno erariale). Non a caso, appena Di Maio ha fatto il suo annuncio, il Pd e le altre opposizioni hanno iniziato a incalzarlo. Nel frattempo Castelli, invece di dissipare i dubbi, ha contribuito ad aumentarli, confermando, pur a mezza voce e spiegando di non poter fornire dettagli, che quanto detto dal vicepremier era pura verità.

   

 

La domanda, però, è sempre la stessa: come può il governo aver autorizzato la stampa di milioni di tessere quando ancora non c'è una legge che disciplina il reddito di cittadinanza? E soprattutto, chi si sta occupando di questa operazione? Un soggetto pubblico, un soggetto privato? È stata fatta una gara? 

 

 

Interrogata durante la puntata di Otto e mezzo, nonostante le molte obiezioni dei presenti, Castelli non ha risposto alle domande limitandosi a far sapere che le card sono in fase di stampa, lei e Di Maio sanno tutto e sveleranno il mistero al momento debito. Da Bruxelles il vicepremier ha leggermente cambiato la sua versione: “Visto che sul reddito c'è questo giallo delle tessere di cui si parla in Italia, ci tengo a dire che io già da due settimane ho dato ordine al mio staff di lavorare con Poste per avviare tutto il progetto del reddito di cittadinanza, che include anche la stampa delle tessere. Quindi, non c'è nessun giallo sulle cosiddette carte di credito per la spesa del reddito”.

 

Verrebbe da dire che ad alimentare il “giallo” sono stati proprio il ministro e il sottosegretario. Per evitare il caos di questi giorni, infatti, sarebbe bastato non dire niente. Un po' quello che ha fatto il sottosegretario al ministero del Lavoro, il leghista Claudio Durignon, rispondendo a un'interrogazione presentata dal deputato di Forza Italia, Paolo Zangrillo.

 

Gli interroganti, infatti, chiedevano proprio “se sia vero che sono in corso di stampa o siano già state stampate le tessere per beneficiare del reddito di cittadinanza, chiarendo con quale strumento formale il ministro interrogato avrebbe dato mandato di stampare le tessere, a quale soggetto e con quali procedure sia stata affidata tale attività e quali siano e dove siano indicati i dettagli attuativi della misura”.

 

Durignon si è limitato a spiegare che il “reddito di cittadinanza è una delle priorità di questo Governo e la sua istituzione è prevista proprio dal contratto sottoscritto tra le due forze politiche di maggioranza” e che “ciò che è stato dichiarato dal ministro Luigi Di Maio, durante la trasmissione televisiva citata, rappresenta la logica conseguenza dell'intento di questo governo di attuare, in tempi quanto più celeri possibili, la realizzazione di tutte queste misure in grado di rilanciare il tessuto sociale, economico e produttivo di questo Paese”.

 

Insomma Durignon non ha detto che le tessere sono già in fase di stampa. È evidente che si tratta di una fake news. O forse, semplicemente, Durignon non sa che Di Maio e Castelli, come Totò e Peppino nel film la Banda degli onesti, stanno facendo tutto di nascosto, in una tipografia nascosta chissà dove.