cerca

Il sovranismo che vuole uccidere l'Europa

Sulle frontiere, la partita vale più dell’euro. Il governo deve respingere non i barconi, o Macron, ma i nemici dell’Italia

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

22 Giugno 2018 alle 06:18

Il sovranismo che vuole uccidere l'Europa

Viktor Orban (foto LaPresse)

O di qua o di là. Per uno strano scherzo del destino, il mini summit sull’immigrazione convocato domenica prossima a Bruxelles dalla Commissione europea potrebbe diventare un’occasione straordinaria per permettere a Luigi Di Maio, a Matteo Salvini e a Giuseppe Conte di capire, in modo informale, discreto, senza doverlo raccontare ai propri follower, quello che finora il governo italiano non sembra aver capito: portare avanti in Europa un’alleanza con i nemici dell’Italia non è solo una pazzia strategica ma è il modo migliore per non fare gli interessi del nostro paese. L’occasione in questione è legata non allo stralcio della bozza d’accordo sui “secondary movement” che avrebbe dovuto essere discussa domenica a Bruxelles e che aveva portato il governo italiano a minacciare la non partecipazione al vertice (ieri Angela Merkel ha detto che è stato un malinteso e che la bozza non verrà discussa e forse prima o poi qualcuno dovrà segnalare ai nuovi inquilini di Palazzo Chigi che per comunicare con i leader stranieri, oltre a Facebook, esistono anche i telefoni).

 

L’occasione è legata a un aspetto più importante, che coincide con il profilo dei paesi che ieri hanno comunicato di aver preso la stessa decisione che mercoledì stava per prendere l’Italia: disertare il vertice di domenica. I quattro paesi che non parteciperanno al summit sono i paesi di Visegrad. E una delle ragioni per cui Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia non hanno intenzione di lavorare insieme a Germania, Francia, Spagna e Italia per cominciare a costruire un accordo capace di certificare che le frontiere dei paesi più esposti all’immigrazione sono le frontiere dell’intera Europa, e non solo le frontiere di quei paesi, è che i paesi di Visegrad hanno scelto ormai da tempo di sabotare ogni tentativo dell’Unione di essere più solidale con gli stati più colpiti dall’immigrazione. Essere più solidali significa riformare il regolamento di Dublino per imporre un nuovo principio di responsabilità che non valga solo per chi salva vite in mare (il trattato impone ai migranti di presentare la richiesta di protezione nel primo paese in cui arrivano) e significa lavorare affinché vi sia una redistribuzione di migranti e di profughi legata a un sistema di quote costruito su un modello sempre meno volontario e sempre più vincolante (dal 2015 a oggi, il programma studiato dalla Commissione europea per trasferire alcune categorie di richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri paesi dell’Unione è stato rispettato da Ungheria, Slovacchia, Danimarca, Repubblica ceca e Polonia con le seguenti modalità: in tre anni, il numero di richiedenti accolti dall’Italia è stato pari a zero).

 

L’occasione che domenica prossima avrà il governo italiano è dunque semplice. E’ l’occasione per capire che l’unico modo che ha il nostro paese per evitare che la strategia salviniana sia pericolosa non solo per i migranti che si avvicinano all’Italia ma anche per tutti coloro che vivono in Italia è rendersi conto che chi vuole trasformare il nostro paese nell’imbuto dell’immigrazione, lavorando sottotraccia per tornare ai confini precedenti a Schengen, non deve essere coccolato come se fosse un amico da sostenere: deve essere trattato come un nemico da combattere. Vale per il quadrilatero di Visegrad ma vale anche per il ministro dell’Interno tedesco Seehofer, amicone di Salvini ma sostenitore, come sa bene Angela Merkel, della necessità di respingere alla frontiera i richiedenti asilo entrati nell’Ue da un altro stato membro. E se il premier e i vicepremier avranno la pazienza di ragionare sull’immigrazione, non per guadagnare like ma per guadagnare credibilità, non potranno non capire un punto semplice. L’Italia non ha bisogno di fare sceneggiate in Europa, ma ha bisogno di fare l’opposto di quello che sta facendo oggi. Non litigare, ma negoziare. Non strillare, ma ragionare. Non boicottare, ma rendersi conto che la geografia dell’Italia non si può cancellare, che l’immigrazione non si può bloccare e che minacciare di chiudere le frontiere per un paese che ha le frontiere in mare significa rassegnarsi a fare il gioco dei nostri nemici europei, molti dei quali non vedono l’ora di chiudere ogni frontiera per trasformare l’Italia nel campo profughi del continente. E’ probabile che il summit di domenica non permetta di fare passi in avanti nella costruzione di un’Europa più solidale. Ma l’Italia sovranista mai come oggi dovrebbe rendersi conto che se sul tema dell’immigrazione l’unico paese che in Europa non può permettersi di essere sovranista quel paese è proprio l’Italia. “In questi tempi difficili che viviamo – ha detto ieri il presidente francese Emmanuel Macron – vi chiedo di non cedere il vostro amore per l’Europa. Ve lo dico con grande serietà. Molti la detestano, ma la detestano da molto tempo, e li vedete crescere, come una lebbra, un po’ ovunque in Europa, in paesi in cui pensavamo che fosse impossibile vederla ricomparire”. Visto dalla Francia, il sovranismo è una lebbra che minaccia l’Europa.

 

Visto dall’Italia, il sovranismo è una lebbra che non minaccia solo l’Europa ma minaccia prima di tutto l’Italia. E’ anche per questo che il governo anti europeista italiano avrebbe la necessità di diventare con urgenza non un amico dei suoi nemici, ma un nemico degli anti europeisti che quando giocano con gli interessi dell’Europa stanno giocando semplicemente con gli interessi dell’Italia. Sarebbe bello che lo ricordasse il presidente del Consiglio. Sarebbe giusto che lo ricordasse non solo il presidente della Repubblica francese ma anche quello italiano. Sui migranti, e sulle frontiere, si gioca una partita che vale forse persino più dell’euro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    22 Giugno 2018 - 14:02

    Visto dall'Italia, il sovranismo è l'antidoto a personaggi squallidi come Macron "il candido", quello che sosteneva la bozza che imponeva ai clandestini di rimanere o ritornare verso il paese di primo approdo, quello europeista col culo degli altri, quello che ridiscute l'affare S.Nazaire, quello che vota Amsterdam invece che Milano per la sede EMA, quello che ordina le incursioni a Bardonecchia, che da sempre chiude i porti , che manda l'esercito a Ventimiglia, che se fosse coerente dovrebbe aderire al gruppo di Visegrad, dove sarebbe accolto con tutti gli onori. Ma come si fa ad annoverare la Francia fra i nostri alleati? Bisogna avere occhi ed orecchie foderate di fette di salame. Le quote dei clandestini da ricollocare sono disattese anzitutto dalla Francia, che ne avanza circa 9000 da noi, aut che bale. E' la lebbra dell'europeismo a prescindere, che causa disaffezione e difficoltà ai cittadini, quella che va fermata. E soprattutto va tagliata la cresta al galletto d'oltralpe.

    Report

    Rispondi

    • Andrew

      22 Giugno 2018 - 17:05

      Lucidissimo ( come al solito).....a differenza dei direttori! Sic

      Report

      Rispondi

  • carlo.trinchi

    22 Giugno 2018 - 14:02

    Macron deve dire che fare, Macron deve cambiare verso e dare risposte allo sfascio europeo dovuto anche ai migranti. Se pensano di spingere l’Europa verso l’Africa non lo devono dire, lo vediamo da soli. Qui non e’ il sovranismo che attacca l’Europa ma è l’Europa che non combatte il sovranismo sul suo stesso terreno. Ma Macron e Merkel vogliono l’Europa o vogliono qualcos’altro? Questo dobbiamo chiederci. Salvini è il prodotto dello sfascio nazionale è il prodotto della sfiducia verso una politica morta e parassitaria che ha lucrato sui migranti, una politica buonista che ci ha portato a votare contro, contro e basta e quando si arriva oltre il 60% di consenso populista è Macron e Merkel che devono capire e agire e non fantasticare campi africani a babbo morto. L’Europa deve battere un colpo e, se non di cannone, di navi che bloccano i mari europei. È il popolo democratico che lo vuole prima dei dittatori voluti dal popolo.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Giugno 2018 - 13:01

    Sarà un caso o incidente storico che i paesi anti immigrati fossero tutti organicamente inclusi nel Patto di Varsavia?

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    22 Giugno 2018 - 12:12

    Sovranismo o non l'Europa come comunità non è mai esistita ,morta alla nascita perche asfitica . Ogni giorno c'è un conflitto malamente sanato tra i tre stati più importanti . In genere è la Francia che mena fendenti perchè la sua grandeur resti illibata. Secondo me molti fanatici europeisti ( politici giornalisti intellettuali) cantano odi a l'Europa unita sapendo di mentire. Le prove ? Basta iniziare su il problema migranti poi nel fagocitare garandi aziende e molto altro. Gli Inglesi popolo di antico lignaggio ed esperienza all'Europa fantoccio hanno detto,no grazie.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi