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L’anti europeismo sull’immigrazione peggiorerà i nostri guai

Perché anche Salvini scoprirà presto che i suoi amichetti in Europa sono nemici dell’interesse italiano

7 Giugno 2018 alle 06:17

L’anti europeismo sull’immigrazione peggiorerà i nostri guai

Foto LaPresse

Bloccare oppure governare? L’illusione coccolata da Matteo Salvini di risolvere i residui problemi legati alla gestione dei migranti triangolando con gli stati più euroscettici del continente e scommettendo sul sostanziale isolazionismo dell’Italia nasce da un equivoco: l’idea che sia possibile portare avanti un piano di immigrazione zero e che per realizzare questo sogno sia necessario schierare i propri carrarmatini contro la maledetta Europa. Al contrario di quello che vorrebbe fare credere Salvini, il no arrivato due giorni fa al vertice dei ministri dell’Interno a Lussemburgo alla riforma del trattato di Dublino sulla politica di asilo può essere considerato una vittoria per l’Italia per le ragioni opposte a quelle suggerite dal ministro dell’Interno. Il no del nostro paese a quella riforma poteva avere un senso perché la riforma del trattato di Dublino non offriva ai paesi più esposti all’immigrazione condizioni sufficientemente accettabili per imporre all’Europa basi minime di solidarietà nella redistribuzione dei migranti. E quando Salvini ricorda di voler imprimere una svolta nella gestione dei migranti insieme con Ungheria, Austria e Polonia dimentica che la ragione per cui i paesi di Visegrad hanno festeggiato il no alla riforma di Dublino è perché quella riforma, a loro avviso, costringeva l’Europa a essere troppo solidale con i paesi più esposti all’immigrazione.

 

Quali che siano le intenzioni future sull’immigrazione da parte di questo governo – ieri i nuovi inquilini del Viminale hanno pubblicato i dati sugli sbarchi nel 2018: al 6 giugno sono diminuiti del 77 per cento rispetto al 2017 – è destino di Salvini accorgersi che anche su questo fronte essere antieuropeisti rischia non di migliorare ma di aggravare i problemi dell’Italia.

 

Serve un’Europa più forte per redistribuire i profughi e i migranti regolari arrivati in Italia. Serve un’Europa più forte per avere gli strumenti per combattere in Africa il business dei trafficanti. Serve un’Europa più forte per intervenire militarmente sui confini dei paesi dove l’immigrazione regolare e irregolare transita con più facilità. Serve un’Europa più forte per stringere accordi con quegli stati da cui partono migranti irregolari che non possono essere rimpatriati fino a quando non ci saranno accordi di collaborazione con i paesi che li ricevono. Serve un’Europa più forte per rimpatriare con efficacia i migranti irregolari che arrivano in Libia prima ancora che questi possano partire (tra il 2017 e il 2018 l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha effettuato 25.000 rimpatri volontari). E servirebbe un’Europa più forte, e meno divisa, anche qualora Salvini dovesse provare a portare avanti una battaglia non per governare l’immigrazione ma per respingerla sul modello australiano: se mai i respingimenti dovessero diventare legali non si può respingere nessuno se prima non si costruiscono accordi con altri paesi per deviare i barconi.

 

Anche su questo fronte, l’antieuropeismo di Salvini, rischia di essere dannoso non solo perché può aggravare i problemi dell’Italia ma perché potrebbe fare il gioco di quei paesi euroscettici con cui Salvini si intende a meraviglia ma che dietro i rassicuranti sorrisi antimerkeliani nascondono la volontà di fare quello che Salvini ha promesso che avrebbe evitato andando al governo: trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa. E dunque la domanda è lecita caro ministro: per governare i flussi bisogna isolarsi e scappare dall’Europa, illudendosi che un paese che si affaccia sul Mediterraneo possa fermare l’immigrazione, o bisogna lavorare affinché l’Europa riesca ad aiutarci a governare il fenomeno con ancora più efficacia? La sovranità sovranazionale e l’interesse nazionale sono conciliabili solo a condizione che si capisca che l’Europa non è un problema ma una grande opportunità: basta scegliersi per una volta gli alleati giusti.

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  • oliolà

    07 Giugno 2018 - 18:06

    Tre son le cose che vanno anche a me. 1) Un'Europa più forte. Non sapendo come fare, gli antichi Padri presero la scorciatoia che non ne impegnava lo Spirito, qualsiasi cosa potesse essere, e che, comunque, era difficilmente individuabile, forse inesistente. Partirono dall'Economia e, a un certo punto del percorso, anziché un'Europa forte, fecero un euro forte. Tòh, fatta l'Europa bisognava fare gli Europei. Almeno i Savoia avevano le idee chiare: volevano uno stato unitario sotto la loro dinastia. Poi, è andata come è andata. 2) Deviare i barconi. Ci vorrebbe il capitano Nemo col suo Nautilus. per indirizzarli dove? Mi viene in mente il Continente Antartico, ma si tratta di Bene Indisponibile dell'Umanità. E poi, le temperature percepite sono bassine. Non rimarrebbe che l'Africa da cui quasi tutti scappano. 3) Alleati in Europa. Su basi dello Spirito o dell'Economia? vedi punto 1).

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  • Giovanni

    07 Giugno 2018 - 16:04

    Che il problema dei migranti sia stato preso dalla Sinistra molto sottogamba e con un atteggiamento di superiorità morale nei confronti del popolo italiano che invece vedeva con sempre maggiore preoccupazione l'incancrenirsi della situazione nei centri storici delle maggiori città italiane ma anche in molti piccoli centri dove a volte il numero dei migranti sopravanzava quello degli abitanti, è indubbio. L'arrivo di Minniti e dei suoi alquanto drastici provvedimenti è arrivato troppo tardi. Troppo facile per i partiti populisti farne la loro bandiera. Sono convinto che il "reddito di cittadinanza" e il blocco dei migranti costituiscono circa la metà dei voti incassati da "casaleggios" e leghisti. Un centrosinistra più attento e colloquiale con la cittadinanza avrebbe probabilmente disarmato il nemico ma ormai "cosa fatta capo ha" e occorre una rigenerazione che forse sarà lunga e dolorosa ma assolutamente necessaria.

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  • DBartalesi

    07 Giugno 2018 - 14:02

    Giusto criticare, cercar di far ragionare, rammentare che...guarda che due più due non fa cinque e non lo dicono solo quelli di sinistra...,Ma,in questo momento il vento dell'opinione pubblica sembra essere tutto a favore del " governo del popolo" e insomma a remar contro si rischia di farsi male e poi...Come fare arrivare al popolo messaggi di cautela, tolleranza, lungimiranza? Utilizzando i talk show, proprio quelli che il popolo lo hanno arruffato per benino e spintyo verso la ricerca di un tribuno? Ce lo stiamo dicendo, sarà una lunga marcia, e poi non è detto non abbia ragione quel grande provocatore che è Vittorio Sgarbi, che ha così motivato il voto al governo: "...Perchè dove c'è disordine io propspero...Una fiducia piena per vedere il vostro declino!". Perchè così si fanno male prima di noi e la gente capisce. Magari.

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    • Skybolt

      07 Giugno 2018 - 18:06

      Veramente ha anche detto che Salvini agisce su mandato di Berlusconi....

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  • marcospinelli

    07 Giugno 2018 - 12:12

    Marco Spinelli .Nel momento in cui soccorri i migranti solo quando sono nelle tue acque territoriali e dai 20 di galera senza nessun tipo di sconto pena agli scafisti per tratta degli schiavi il problema dell'immigrazione clandestina lo risolvi immediatamente,l'affare diventerebbe troppo pericoloso per chi si arricchisce sulla pelle di gente che scappa dai problemi del Terzo mondo.

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