La versione di Toninelli sui migranti smentisce quella di Salvini

Il ministro delle Infrastrutture dice a radio Capital che non ci sarà nessuna chiusura dei porti: "Non è mai stata all’ordine del giorno" e "c'è una condivisione totale all'interno del governo sulle soluzioni al problema"

12 Giugno 2018 alle 12:58

[L'intervista a Danilo Toninelli inizia a 1:01:00]


   

Il caso della nave Aquarius ha mostrato la frattura tra la Lega salviniana e una parte del Movimento 5 stelle. Ieri Filippo Nogarin, il sindaco pentastellato di Livorno, con un post sulla sua pagina Facebook si era schierato contro il governo e in difesa dei migranti a bordo dell'imbarcazione della Ong Sos Méditerranée – salvo cancellare il post una ventina di minuti dopo averlo pubblicato. Oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, in un'intervista a Radio Capital sconfessa il leader del Carroccio, Matteo Salvini: "La chiusura dei porti non è mai stata all'ordine del giorno", dice Toninelli, secondo il quale per la Aquarius, "una volta salvati i migranti, l'area più vicina era La Valletta". Alla domanda se sulla vicenda dell'Aquarius non avesse prevalso la linea del Viminale, Toninelli risponde che "c'è una condivisione totale all'interno del governo sulle soluzioni al problema dei migranti. Capisco che da un punto di vista giornalistico, si vuole creare sempre la figura del vincitore e di chi comanda, ma ricordo che il M5s ha sempre lottato fortemente con il business dell'immigrazione". Ora, "abbiamo messo i nostri tecnici al lavoro per trovare quelle soluzioni che finora non sono state date".

    

Domenica mattina invece, il ministro dell’Interno aveva twittato una sua foto con l'hashtag “chiudiamo i porti”. Una posizione ribadita anche con un post sulla sua pagina Fecebook: "Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi", aveva scritto Salvini. "Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina".

     

     

Il titolare del Viminale aveva poi in parte rettificato e spiegato che i porti italiani sarebbero rimasti chiusi solo per le navi delle ong che lavorano nel Mediterraneo, mentre altre navi che portano migranti, come quelle della Guardia costiera, sarebbero state accolte. Toninelli a radio Capital ha dichiarato invece che non ci sarà nessuna chiusura dei porti e che c’è "totale condivisione" all’interno del governo sulla gestione dei migranti.

    

    

Interpellato sui motivi dell'invio della lettera a Malta da parte del ministro dell'Interno Salvini e non da parte del ministro competente per i porti, cioè lui – il ministro delle Infrastrutture e Trasporti – Toninelli spiega che "la lettera di Salvini è una totale fake news. Non esiste una lettera ma una mail inviata a Malta per chiedere di rispondere a un obbligo: salvare vite. All'ordine del giorno non c'è mai stata la chiusura dei porti italiani ma l'apertura dei porti altrui". E, ha aggiunto il ministro grillino, "a norma di diritto del mare, il porto più vicino e sicuro era quello di Malta". Quanto poi alla gestione delle prossime navi, "ogni situazione è diversa. Dipenderà da dove sono stati salvati e da chi".

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