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Crescita, euro e riforme fiscali. Cosa pensa Giovanni Tria, il possibile ministro dell'Economia

Spunta il nome dell'economista, professore di Tor Vergata al posto di Paolo Savona. Ecco alcuni dei suoi articoli scritti per Il Foglio

31 Maggio 2018 alle 18:38

Crescita, euro e riforme fiscali. Chi è Giovanni Tria, il possibile ministro dell'Economia

Giovanni Tria

[Articolo aggiornato alle 19,15] Questa volta sembra quella definitiva. Si è concluso con un accordo il lungo incontro di questo pomeriggio tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nascerà un governo politico con Giuseppe Conte premier. Intanto Mattarella ha convocato Carlo Cottarelli per rimetterlo dall'incarico. 

Non c'è ancora una lista ufficiale dei ministri, ma alcune fonti parlamentari dicono che per la guida del ministero dell'Economia sarebbe stato proposto il nome di Giovanni Tria. L'economista, presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione e professore ordinario di economia politica all'università di Tor Vergata, è stato per molti anni un collaboratore del Foglio. Qui alcuni dei suoi articoli, scritti insieme a Ernesto Felli, per la rubrica "Diario di due economisti". 

    


   

I guai di aver applicato il modello euro prima che il “paziente” fosse pronto

L’Europa zoppicante ma senza bastone si sta solo spaccando la testa

   

I giochi ancora aperti

L’Europa non ha solo squilibri nelle finanze nazionali da fronteggiare, ha degli squilibri macroeconomici che nel lungo periodo possono provocare un restringimento del potenziale di crescita

  

Moralismo e reticenza: così la Bce sta dimostrando la propria finta indipendenza dagli stati

Mentre Stati Uniti e Gran Bretagna hanno Banche centrali nel pieno delle loro funzioni perché hanno dietro uno stato, la Banca centrale europea è falsamente indipendente

  

  

Destra e sinistra hanno fatto un po’ il loro tempo anche in politica fiscale. La crescita sia la stella polare delle tasse

Il piglio giusto su Europa e sinistra. Le troppe carenze su spesa pubblica e Pa. Addetti ai lavori a confronto sul manifesto del premier Matteo Renzi svelato dal Foglio

  

Tre obiettivi per la crescita da mettere sul tavolo del governo Letta

Limiti e opportunità di una nuova riforma fiscale 

   

Lavorare costa

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Mercato razionale

Il nostro cervello è fatto per le scelte economiche?

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    31 Maggio 2018 - 22:10

    Mi sembrano idee molto vicine a quelle sostenute da Savona. Forse l'unica differenza sta nella questione della predisposizione del piano B da usarsi per accrescere il potere contrattuale in sede europea (alla quale avrebbe rinunciato se così deciso in sede politica). Se dunque Mattarella voleva un ministro dell'economia pro-Draghi e pro-Germania, ha fatto un bel buco nell'acqua. Alla fine si ritrova non con uno, bensì con due ministri di grande competenza ma entrambi in grado di agire concordemente nel senso auspicato da Salvini di una revisione delle regole europee.

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    • Skybolt

      31 Maggio 2018 - 22:10

      Certo, ma ormai lo storytelling di Casa Matteo ha permeato l'universo dei giornaloni e giornalini. Sarà perchè Savona lo conoscono tutti, e Tria invece solo chi legge il Foglio? Ai MERCATI l'ardua sentenza. P.S. Anche il prof. Savono ha scritto diversi pregevoli interventi sul Foglio, di cui uno molto pregevole sulla necessità che i sistemi di pagamento digitali, se davvero si vuole spingere sulla riduzione delle transazioni in contante, siano gestiti dagli Stati, magari usando la blockchain, e sottratti alle banche e altre imprese private, libere di offrire valore aggiunto. Dopotutto se si accetta contante non si paga, e allora perchè se si usa un servizio come il PagoBancomat, che è più sicuro di un bonifico, l'esercente dovrebbe pagare? Savona fogliante!!!!

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