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Cottarelli sale al Colle (senza ministri). Si avvicinano le elezioni anticipate

Il premier incaricato mezz'ora a colloquio con il Capo dello Stato Mattarella. Sarebbe a un passo dal rinunciare (ma il Quirinale smentisce). E ora i partiti pensano al voto il 29 luglio

29 Maggio 2018 alle 18:09

Cottarelli sale al Colle (senza ministri). Si avvicinano le elezioni anticipate

Carlo Cottarelli e il presidente Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Sembrava solo una formalità. Carlo Cottarelli convocato al Quirinale per le 16.30, la lista dei ministri di fatto pronta, una rapido colloquio con Sergio Mattarella e poi la speranza che il governo neutrale, complice anche il “pressing” di spread e mercati, potesse ottenere la fiducia della Camere. Invece no. Cottarelli si è effettivamente presentato al Quirinale alle 16.30 ma dopo aver parlato con il Capo dello Stato se ne è andato senza rilasciare dichiarazioni.

 

Nemmeno Mattarella si è presentato davanti ai giornalisti e al suo posto, dopo qualche minuto di comprensibile smarrimento, è arrivato il suo portavoce Giovanni Grasso. Che ha semplicemente spiegato che “il premier incaricato ha riferito al presidente della Repubblica sullo stato della situazione e tornerà a riferire domani mattina”.

 

A questo punto le voci hanno iniziato a circolare incontrollate. La prima, quella più accreditata, è che Cottarelli, complice forse anche la difficoltà a reperire ministri per un governo che difficilmente otterrà la fiducia del Parlamento e che dovrà limitarsi a portare il paese alle urne nel più breve tempo possibile, sia ad un passo dal rinunciare. Fonti del Quirinale, però, spiegano che il premier incaricato “ha semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista dei ministri” e che “nessuno ha parlato di rinuncia all'incarico”. Il dubbio in ogni caso resta. Così come la domanda: se Cottarelli rinuncia cosa succederà dopo?

 

Qui le risposte divergono. C'è chi sostiene che Mattarella potrebbe affidare l'incarico a Matteo Salvini riesumando il mai nato governo grillo-leghista. Ma l'ipotesi appare assai remota, anche perché difficilmente il leghista rinuncerebbe, giunti a questo punto, a rinominare Paolo Savona come ministro dell'Economia. L'unica strada percorribile, quindi, sembra essere quella delle elezioni anticipate. Magari già a fine luglio. I partiti, a quanto si apprende, sarebbero favorevoli. Ma a questo punto difficilmente si saprà qualcosa prima di domattina.

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