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Le vere alleanze si misurano con l'Europa

Basta guardare all’Ue per capire che Lega e M5s possono governare insieme

15 Marzo 2018 alle 06:05

Le vere alleanze si misurano con l'Europa

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

Matteo Salvini non ha parlato ieri alla stampa estera come un aspirante premier che intende difendere gli interessi del suo paese in un’alleanza – l’Unione europea – che avrà difetti ma che è una realtà di successo. A sentire il segretario della Lega l’Italia potrebbe seguire il Regno Unito e prendere la porta d’uscita. L’euroscetticismo salviniano, occultato in campagna elettorale, si è manifestato apertamente: confondendo gli “eurocrati” con l’Europa, Salvini ha fatto capire di preferire gli Stati Uniti di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin. Auguri. Sennonché ci si può chiedere quale sia l’ubi consistam di un centrodestra che ha in Silvio Berlusconi un europeista critico ma convinto. E in Forza Italia un partito alleato di Angela Merkel, della maggior parte dei capi di governo europei, e che esprime il presidente dell’Europarlamento. Quanto all’euro per Salvini è “una moneta sbagliata”, della quale si potrebbe fare a meno. Tanto a meno che il nostro debito pubblico, assieme al resto d’Europa, è stato salvato dalla Banca centrale europea di Mario Draghi: un uomo proposto a quella carica da Berlusconi nel 2005. L’euro disprezzato da Salvini è lo stesso che Draghi ha reso la moneta più stabile al mondo, alla quale l’80 per cento dei cittadini dell’Eurozona non intende rinunciare.

 

Andiamo avanti.

 

L’abolizione della riforma Fornero sulle pensioni è la priorità di Salvini: ma quella legge fu votata anche da Forza Italia. I suoi presupposti (passaggio al sistema contributivo, il pensionamento collegato all’aspettativa di vita) furono norme varate dal centrodestra di Roberto Maroni e Maurizio Sacconi. Così come il Jobs Act è il naturale proseguimento dell’opera di Marco Biagi, Maroni, Berlusconi. E’ ovvio chiedersi: cos’hanno a che fare le idee di Salvini con quelle di Berlusconi? Le vere alleanze, in Italia e non solo, si misurano con le idee sull’Europa. E forse questa legislatura ci aiuterà a capire quali sono in Italia le vere divisioni della politica. Che sono diverse da quelle osservate in campagna elettorale.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    15 Marzo 2018 - 11:11

    L'Europa, così come la conosciamo, non è nient'altro che un comitato d'affari franco-tedesco (più tedesco) malamente camuffato, il quale fa, dal suo punto di vista giustamente, i propri interessi, che quasi mai coincidono con quelli italiani. L'euro avvantaggia soprattutto la Germania, come si vede dal suo surplus commerciale, che però rifiuta di rimettere in circolo, facendo i propri interessi. Se l'euro fosse stato di per sé indice di stabilità, che bisogno ci sarebbe stato di salvarlo? Non risultano, malgrado la crisi abbia investito tutti, analoghi salvataggi per dollaro e sterlina, ad esempio. Vedremo se sarà ancora la moneta più stabile del mondo quando finirà il QE di Draghi. E visto che l'80% dei cittadini non intende rinunciarvi, perché non lo facciamo sancire da un bel referendum, visto che nessuno ha mai chiesto formalmente il nostro parere? La Lega poi era già giustamente contraria nel 2011 alla legge Fornero (non c'era ancora Salvini), dove sta la novità?

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