Governo a che scopo?

Tutti parlano di esecutivo di scopo, guardano Mattarella e fanno la voce grossa. Nessuno vuole sporcarsi le mani

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allegranti@ilfoglio.it

13 Marzo 2018 alle 19:58

Quirinale, Sergio Mattarella

Quirinale, Sergio Mattarella alla cerimonia dei nuovi Alfieri della Repubblica (foto LaPresse)

Roma. Poche righe del documento votato lunedì dalla direzione Pd – con sette astenuti, tutti della componente di Michele Emiliano – restituiscono il senso dei prossimi possibili avvenimenti. E’ il passaggio in cui c’è scritto che il Pd “riconosce l’esito negativo del voto, garantisce il pieno rispetto delle scelte espresse dai cittadini e al Presidente della Repubblica il proprio apporto nell’interesse generale”. Il riferimento a Sergio Mattarella, non casuale dopo le parole sul senso di responsabilità rivolte ai partiti e il no agli egoismi di parte, è stata un’idea di Paolo Gentiloni in collaborazione, diciamo così, con Dario Franceschini (che in direzione non è intervenuto), poi avallata anche dal diversamente renziano Graziano Delrio.

   

Il ministro dei Trasporti, in futuro possibile guida del Pd, ieri a “Radio Anch’io” ha detto chiaramente che il governo di scopo non è da escludere. “Se Mattarella ci chiedesse di fare il governo? Valuteremo. Il Presidente ha sempre la nostra attenzione e la nostra collaborazione. Noi siamo disponibili ad ascoltare, diversamente da quello che hanno fatto Lega e M5S nel corso dell’ultima legislatura”. Gianni Cuperlo a “Circo Massimo” è ancora più netto: “L’ipotesi e l’eventualità che ci sia una iniziativa del capo dello stato rivolta a tutte le forze politiche per dar vita a un governo di scopo, con pochi obiettivi come la legge elettorale, io questo scenario lo vedo”. Resta naturalmente da capire quale sia lo “scopo”: Cuperlo precisa al Foglio che l’obiettivo è una nuova legge elettorale e poi il ritorno alle urne, ma sembra difficile che i parlamentari appena eletti – soprattutto i Cinque stelle, che hanno pure il limite dei due mandati – possano accettare di affrontare una nuova campagna elettorale in tempi brevi o medi. Intanto però il governo di scopo è sul tavolo e fra i renziani suscita pensieri variegati. “Bene”, dice al Foglio Stefano Ceccanti. “Intanto si partirà con quello”. C’è però da convincere una parte del Pd. “Hanno alternative?”, si chiede Ceccanti. Servirà tempo, comunque. “Secondo me è ancora molto, molto lunga”, dice al Foglio Lia Quartapelle.

   

“A me sembra uno scenario molto improbabile, forse il più improbabile di tutti”, dice al Foglio Fausto Raciti, segretario regionale del Pd siciliano. “Non dipenderà solo dal Pd”, aggiunge. E qui in effetti bisogna chiedersi che cosa voglia fare, per esempio, il M5s, che passa dagli appelli al senso di responsabilità alle sortite burbanzose. Parlando con i giornalisti stranieri nella sede della Stampa Estera (ingresso vietato ai cronisti italiani), il leader del M5s ieri ha detto che farà lui il presidente del consiglio, che Padoan è un avvelenatore di pozzi e che “non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella che la volontà popolare ha espresso con il 32,5 per cento dei voti”. Di Maio ha anche aggiunto: “Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale o di tutti”. Non esattamente un invito al dialogo. Ma d’altronde fino a qualche giorno fa il Pd ripeteva “opposizione, opposizione, opposizione” e, poco a poco, ha iniziato a farsi largo invece l’ipotesi del “governo di scopo”. Tutti usano toni ultimativi, definitivi, nessuno si vuole sporcare le mani. Chissà però che cosa ne sarà fra un mese.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Marzo 2018 - 23:11

    A che scopo? Intanto governo e agguanto vantaggi, al domani penseranno i saggi. Elementare Watson.

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