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Calenda certifica "il nulla" dell'amministrazione Raggi

"Al tavolo per il rilancio della città manca una controparte politica", dice il ministro intervenendo alla Costituente per Roma. Gentiloni: "L'amministrazione non è al massimo dell'efficienza"

12 Gennaio 2018 alle 17:51

Su Roma non basta la mano del governo. Serve un sindaco "razionale"

LaPresse/Fabio Cimaglia

Il rilancio di Roma è una questione nazionale di cui il governo ha provato a farsi carico, ma si affronta insieme a delle istituzioni locali capaci e disponibili. Il messaggio è del premier Paolo Gentiloni che, chiamato a commentare la situazione in cui si ritrova oggi la capitale, ha spiegato: "Noi siamo il governo della Repubblica e nei confronti di una città come Roma abbiamo ovviamente uno spirito di collaborazione anche se dall'altra parte c'è spesso una sospettosa riluttanza ad accettare questa collaborazione". Il riferimento è al rapporto con l'amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi, grande assente questo pomeriggio al Tempio di Adriano, dove Gentiloni, insieme ai ministri Carlo Calenda e Graziano Delrio, ha partecipato all'incontro "Una costituente per Roma" organizzato dal deputato Pd Roberto Giachetti, già candidato sindaco della Capitale alle scorse amministrative.  

 

Invitata da Giachetti, il sindaco – con cui "è difficile avere un contatto", come ha precisato il vice presidente della Camera – ha deciso di non presenziare alla "Costituente per Roma" per "impegni improrogabili". Un'assenza che però non ha impedito a Raggi di essere chiamata in causa durante il dibattito. "Questa – ha continuato Gentiloni durante il suo intervento – non è una città che si può governare semplicemente cercando di gestire la sequela di emergenze che si presenta giorno per giorno, e non sempre ci si riesce come è abbastanza evidente. Anche l'amministrazione teoricamente più efficiente farebbe fatica ad avere un'ottica solo di gestione di emergenze, e peraltro non mi pare che siamo in una condizione di avere il massimo dell'efficienza". 

     

Anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, è intervenuto parlando del complicato rapporto con l'amministrazione grillina, vissuto in prima persona durante il tentativo di mettere in piedi un "tavolo per Roma". "Andrebbe istituzionalizzato – è tornato a dire Calenda – a patto che la richiesta sia condivisa dalla sindaca, Virginia Raggi, che si impegni a partecipare in prima persona mettendoci anche del capitale politico". I lavori non si fermano, ha spiegato il ministro, e "tutto quello che possiamo fare con la Regione lo portiamo avanti anche senza la sindaca di Roma" ma con l'amministrazione resta uno strappo: "Il problema non è tanto la differenza di vedute ma la totale mancanza dei processi di lavoro: materialmente non ho una controparte. L'approccio dell'amministrazione deve essere razionale, altrimenti si deve dichiarare il fallimento del tavolo". 

   

Non si è fatta attendere la replica del sindaco: "Siamo in campagna elettorale, quindi ricomincia a valere il principio secondo il quale vince chi urla, offende e attacca l'avversario con buona pace dei programmi. Oggi è il turno di Gentiloni contro Raggi". "Se Gentiloni è davvero in buona fede come pare – ha detto Raggi – si impegni sui decreti attuativi della legge per Roma Capitale. Per governare questa città servono i poteri che hanno tutte le altre grandi capitali d'Europa e non chiacchiere prima del voto. Questa è la vera prospettiva di lungo periodo". 

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