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L'appello dei grillini fuoriusciti per abbandonare il "Casalgrillo"

I cinque ex deputati del M5s che hanno fondato Alternativa libera si rivolgono agli attivisti: "Abbiate coraggio, uscite allo scoperto e provate a cambiare le cose".

13 Gennaio 2016 alle 19:27

L'appello dei grillini fuoriusciti per abbandonare il "Casalgrillo"

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (foto LaPresse)

“Una volta usciti si sta meglio, si è più leggeri e più liberi. Non ci sono più rospi da ingoiare, non bisogna più arrampicarsi sugli specchi per giustificare errori non nostri”. Firmato, i cinque ex deputati del M5s (tre dei quali sentiti dal Foglio la settimana scorsa) che hanno fondato Alternativa Libera: Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco. I parlamentari hanno scritto una lettera aperta agli eletti e agli attivisti del M5s, “a chi soffre in silenzio”, dopo i recenti fatti di Quarto, per invitarli a uscire allo scoperto e ad abbandonare il Casalgrillo. Il progetto del Movimento si è rivelato fallimentare ed è ormai quanto di più lontano ci sia dall’idea iniziale: “Non mentite a voi stessi - scrivono - e non nascondetevi dietro a un dito. Ormai è sempre più evidente che la splendida idea che ci aveva scrollato dal torpore, ci aveva unito e convinto ad impegnarci in prima persona non verrà mai messa in pratica”.

 

Rassegnati, delusi, insoddisfatti. I deputati ex grillini sanno come ci si sente a stare nel M5s, dove ci sono “capi”, “padroni” e “depositari della verità assoluta”. Nella lettera, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non vengono mai citati ma è evidente che il riferimento principale sono loro. “Vi vediamo sempre più imbarazzati in questa situazione che vi spinge verso uno di due estremi parimenti terribili: lì dove siete o ci si adegua al branco, si china il capo e si va avanti a testa bassa oppure ci si relega in un angolino, auto-ripiegandosi sul proprio piccolo ambito di lavoro che in sordina si continua a portare avanti, spesso in maniera egregia”. Dunque, cari parlamentari superstiti, “cosa conta di più per voi? Da cosa è fatta la politica? È fatta dal marketing o dagli ideali?”. Loro, i fuoriusciti, stanno provando a dare qualche risposta. “Abbiamo messo da parte il risentimento e la frustrazione (che pure abbondavano) stiamo tentando di costruire un nuovo movimento, correggendo gli errori riscontrati, salvando i principi buoni, affinando alcuni aspetti in base a quello che con l’esperienza diretta abbiamo imparato in questi anni vissuti attivamente in Parlamento e sui territori”.

 

[**Video_box_2**]Quindi l’appello rivolto ai vecchi compagni di viaggio: “Abbiate coraggio, uscite allo scoperto e provate a cambiare le cose. Non siate complici di un disegno che punta a sterilizzare il dissenso degli italiani che hanno votato per una forza che si proponeva di cambiare il Paese”. Quel cambiamento insomma non c’è stato, come avevano già raccontato al Foglio i parlamentari cacciati o usciti dal M5s, ormai diventato un partito come tutti gli altri.

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