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Anche Podemos ha la sua Quarto. Lo scandalo di Valencia che ha portato all’espulsione di una deputata

La deputata regionale Covadonga Peremarch è accusata di aver fatto votare dei minori per vincere le primarie. I dirigenti la espellono e ne chiedono le dimissioni, lei resiste e resta al suo posto

13 Gennaio 2016 alle 14:55

Anche Podemos ha la sua Quarto. Lo scandalo di Valencia che ha portato all’espulsione di una deputata

Covadonga Peremarch

In Italia l’ultimo problema del Movimento cinque stelle è il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento per una pasticciata storia di sospette infiltrazioni camorristiche. In Spagna Podemos ha a sua volta espulso Covadonga Peremarch: una 24enne che è la più giovane deputata nell’assemblea regionale della regione autonoma di Valencia, e che è stata accusata di aver imbrogliato alle primarie. Eletta ad Alicante, Covadonga Peremech è finita sotto accusa assieme a quasi tutta la dirigenza locale del partito. Avrebbe fatto votare alle primarie anche minorenni o gente residente in altri luoghi, alterando i loro dati. Inoltre, si parla anche di un’opera di screditamento di altri candidati, attraverso conti falsi nelle reti sociali. Tutti i sanzionati condividevano infatti un gruppo di WhatsApp chiamato “Ganemos Elda”, dalle cui conversazioni emergerebbe il riconoscimento di aver cercato di “influire sul risultato delle elezioni tanto al Consiglio cittadino come alla Segreteria generale di Alicante”.

 

ILa Commissione per le garanzie democratiche di Podemos ha saputo dell’esistenza del gruppo per una denuncia anonima. In Spagna agli eletti viene dato un documento ufficiale che certifica la loro condizione: il cosiddetto Acta. “Consegna l’Acta”, le ha intimato Antonio Montiel, segretario generale di Podemos nella Comunità valenzana, chiedendole dunque formalmente le dimissioni. Nel frattempo lei e i dieci membri del Consiglio Cittadino Municipale di Alicante erano stati già sospesi per un anno. “Spero e ho fiducia che attui con coerenza ideologica”, ha spiegato Montiel con linguaggio che ricorda quello grillino in modo impressionante. “Le ho ricordato l’obbligo di adempiere al codice etico e bisogna aspettarsi che in capo a 24 ore formalizzi le sue dimissioni e faccia consegna volontaria dell’Acta. Tutti gli eletti del partito hanno sottoscritto un codice etico”. “Si tratta dell’impegno dei dirigenti di Podemos con i valori che reggono la vocazione di servizio con la quale siamo venuti alle istituzioni”.

 

[**Video_box_2**]Peremarch ha risposto dicendo che la sanzione “è illegittima come tempo e come forma. Arriva con un mese di ritardo, violando gli stesso statuti della Commissione per le garanzie democratiche, perché avrebbe dovuto emettersi entro il 13 dicembre come data limite. In riferimento a forma e contenuto, manca di base giuridica e di fatti verificabili. Di fatto lo stesso dettame della Commissione per le garanzie mi assolve dell’accusa segnalando che nessun minore ha votato (alle primarie). E questa è l’unica cosa dimostrata dall’equipe informatica di Podemos, che per il resto non ha dato prova alcuna che sostenti le altre accuse”. Insomma, si fa espellere, ma non si dimette. Esattamente come Rosa Capuozzo.

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