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Bene Maggioni e Campo Dall'Orto. E per fortuna la Rai non è la Bbc

Promosso il pattino del Nazareno nella tv di stato (che male c'è) e Bronson che rottama i sindacati e concede vacanze autogestite, altro che Camusso e compagnia. Bocciata la Svimez e quel Sud piagnone che non ha bisogno di soldi ma di politici degni del nome. Non pervenuto il Viminale. Il Pagellone fogliante della settimana politica di Lanfranco Pace

8 Agosto 2015 alle 14:00

Bene Maggioni e Campo Dall'Orto. E per fortuna la Rai non è la Bbc

Monica Maggioni (foto LaPresse)

LA RAI NON E’ LA BBC: MENO MALE SENNO SAI CHE ROTTURA  DI PALLE

Non si riesce a capire perché la nuova governance della Rai stia tanto sullo stomaco a Rep. e dintorni, sì va bene si vedono segnali di pattino del Nazareno, ma che male c’è? I nuovi consiglieri non sono fulmini di guerra ma abbiamo visto di peggio e poi con chi avrebbe dovuto mettersi d’accordo Renzi se non con Berlusconi?

 

Al barbuto Grillo non va giù Monica Maggioni:  avrebbe gestito malissimo Rai News, spendendo molto e facendo poco. Forse il comico non ricorda come era prima, la faziosità e la sciatteria persino nella messa in pagina.

 

La Maggioni è giornalista di lungo corso, sa come si trova e si cucina una notizia. Nel pool ristretto degli inviati di guerra è stata una delle poche ad aver capito che non c’era bisogno di aggiungere al dramma della guerra l’adrenalina personale del giornalista: aver saputo parlare al pubblico in modo non ansiogeno è un buon viatico per una presidenza rotonda che non se la meni troppo, ma che sia ferma e determinata.

 

Ancora più sconcertante è la critica fatta dal noto revisore dei conti altrui nonché senatore pd Massimo Mucchetti, non so se in quota o in semplice sintonia con la minoranza interna, al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Lo rimprovera di aver lasciato La7 con un’audience da miseria e le pezze al culo: in verità aveva già allora idee innovative, alcune ancora oggi reggono e sono un punto di forza della rete di Urbano Cairo.

 

Non è un ragioniere, né un contabile certo. Ma quando parla di televisione sa quello che dice. Comunque da tempo non si vedevano alla guida della Rai due professionisti giovani per età e per spirito: 9 a loro e a coloro che li hanno scelti.

 

 

NO NON E’LA BBC

E meno male, sennò sai che rottura di “cugliuni” sarebbe. Ha ragione Pippo Baudo, quelli avranno pure stile e un prestigio ma in prima serata sono capaci di trasmettere un torneo di freccette o una partita di biliardo e in generale azzeccano una serie ogni tre anni. La loro forza è effettivamente l’informazione ma la condividono  con tutte le televisioni che trasmettono in lingua inglese. Al Jazeera per dire, con scoop e notizie affidabili, si è ritagliata in pochi anni un ruolo più importante della BBC.

 

Si può recriminare sulla scarsa diffusione dell’italiano, ma nel mondo dell’informazione siamo paese da seconda o terza fila. Non si ricordano scoop mondiali delle nostre televisioni e nemmeno dei giornali, nonostante la presenza sullo stesso territorio di due stati di cui uno d’importanza planetaria. A dire il vero qualche scooppino in materia ecclesiale c’è stato ma lo hanno fatto piccoli giornali di nicchia a diffusione limitatissima. 

 

L’idea della news room cui stava già lavorando il direttore generale uscente Gubitosi è ottima, infatti tutti i giornalisti e direttori della casa la stanno aspramente combattendo. Una medaglia poi a chi riuscirà a far dimagrire la ridondante struttura dell’informazione regionale. Che si merita un 3: è assolutamente inutile ed è visibilmente  strutturata secondo le veline degli assessori.  Voto 8 al trash e alla televisione del dolore in cui stiamo perdendo terreno che però possiamo recuperare. E 10 alla nostra fiction, quella ben fatta, per tutti valgano Montalbano, il vecchio e il giovane. E l’indimenticato maresciallo Rocca.

 

 

CUCCURUCU

Così il Corriere della sera: “Al Viminale è venuto il sospetto che certe notti devastanti tra droga e alcol siano abitualmente in cartellone non solo a Riccione ma anche in altre località” …

 

A noi è venuto il sospetto che al Viminale non ci sia nessuno.

 

 

LE NOTIZIE NON VALGONO UN CHIODO

Nella prima puntata di “In Onda estate” in versione agostana, Tommaso Labate, giovane ardito del Corriere, Davide Parenzo, nomade di suo, complice di Cruciani nelle “zanzarate” e soprattutto invidiato compagno della bella e brava Natania Zevi di Agorà, infine Peter Gomez, numero due del regime fondato dall’ayatollah Travaglio: questi ripeto si trovano per le mani il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Lo dovrebbero cuocere a fuoco vivo per una quarantina di minuti. Che gli chiedono? Come lui avrebbe votato nel caso Azzollini se fosse stato della partita al Senato. Se non sia il caso di cancellare anche il poco che è rimasto dell’istituzione voluta un tempo dai padri costituenti e che si chiamava immunità parlamentare. Infine se sia giusto che il condannato Galan percepisca un vitalizio.

 

Ora a parte che questa storia di insistere in pubblico su quanto guadagni, quanto prendi di pensione, è molto volgare e mal si addice a chi è invitato alle nozze Borromeo-Casiraghi, prima o poi qualcuno comincerà a chiedersi e a chiedere quanto guadagnano Gomez e Travaglio e Mentana e la Gruber e Crozza e vorrei tanto allora sentire i commenti della santa società civile: a parte questo, dicevo, Orlando è ministro della giustizia, sta preparando una riforma dei codici che potrebbe essere importante ma magari no, potrebbe essere una fuffa totale. Sarebbe stato interessante scavare. D’acchito gli si poteva chiedere perché l’Italia è con la Francia il solo paese occidentale in cui sembra normale che si stia in carcere mesi a volte anni prima del processo di primo grado, perché è contrario al rilascio su cauzione o dov’è finita la separazione non dico delle funzioni ma almeno delle carriere dei magistrati. Giusto per sapere chi è il ministro, se lui o Sabelli o Cantone. Il giornalista che per eccesso di chiodi preferisce alimentare polemiche residuali è da 4. Da 7 un ministro che non credeva alle sue orecchie e se l’è cavata con un sorriso furbetto.

 

 

SEMPRE VIRGIN

Richard Branson ha trasformato in marchio e in imprese la cultura e lo spirito della Londra sessantottina, ora si propone come guru di una nuova filosofia del lavoro: le vacanze illimitate. I dipendenti del gruppo Virgin potranno starci quanto vorranno, starà al loro discernimento, al loro buon cuore insomma, tornare al lavoro prima che l’azienda subisca danni. Senza lo stress del ritorno fissato in anticipo, secondo Branson torneranno con più motivazioni e più voglia.  Dopo il lavoro senza ufficio, l’orario di lavoro à la carte ecco le vacanze autogestite. 10 al roscio inglese. E noi qui ancora dentro i quadri contrattuali della Camusso, alla quale va un 4 anche se tirata in ballo di traverso, evocata per semplice assonanza. Zero ai tranvieri dell’Atac, non hanno il senso della misura e da lunghe vacanze stile Branson non tornerebbero nemmeno con i paracadutisti. 

 

 

BENVENUTI AL SUD

La vera domanda  l’ha fatta, credo, Fabrizio  Rondolino: abbiamo chiuso il Cnel, perché non chiudere anche la Svimez? Da lustri ce li dilania e ce li tartufa con trite sociologie e allarmi rosso vivo sulla questione meridionale che sarebbe centrale per la nazione tutta. Ora la suddetta questione esiste da centocinquanta anni e passa: dopo così tanto tempo o si è risolta da sola o più probabilmente non esiste.

 

La verità è che al Sud tutto è schermo e rifrazione di illusione: di quel quarto o terzo di Pil sommerso che c’è in Italia buona parte viene da lì. Allora ha senso prendere sul serio le statistiche, i dati sulla disoccupazione, sul reddito delle famiglie? No, non ne ha. Questo non vuole dire che lì sia California. I problemi esistono ma sono tutti riconducibili a uno solo: l’insipienza e l’incompetenza feroci del ceto politico-burocratico che sta facendo più danni della criminalità organizzata. Il sud non ha bisogno di soldi né di investimenti pubblici ma di politici degni del nome. De Luca in cinque anni rimetterebbe in sesto la Campania, se lo lasciassero fare. In altre regioni forse occorrerebbero prefetti e commissari governativi, di quelli che sanno dire no e riescono a non saltare in aria. A volte il concetto di democrazia è sopravvalutato e non sempre il popolo sceglie nel proprio interesse: Oliverio in Calabria, molto amico del premier, Crocetta in Sicilia, querulo nemico dello stesso, sono uno scherzo. Voto 4 per evidenti limiti nella loro capacità di governo, 8 a De Luca, a prescindere. E zero alla Svimez e alla lunga dinastia dei meridionalisti de noantri.

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