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Nessuno vuole vedere i nuovi fascisti

Il sovranismo, le ruspe e la guerra contro le Ong. I paragoni col Ventennio non sono assurdi

21 Novembre 2018 alle 06:00

Nessuno vuole vedere i nuovi fascisti

(Foto Pixabay)

Operatori e volontari di Medici senza Frontiere sono una gang di untori internazionali. Il procuratore capo di Catania è un magistrato integerrimo, paladino del popolo contro scabbia, tbc, hiv e tutte le epidemie infettive. La titolare della commissione Diritti umani della Camera è una paladina dei diritti umani, infornatrice (con la n, “Un forno gli darei”). Il riparo dell’associazione di Baobab era stato sgomberato 21 volte ma solo alla ventiduesima l’abbiamo saputo, perché ora a guidare le ruspe era Salvini, che ha piazzato una compagna di partito esperta di diritti umani a capo della commissione e ha commentato il provvedimento dell’integerrimo e tenace procuratore di Catania contro gli untori: “Faccio bene io che chiudo i porti”.

 

Il ministro dell’Interno, Salvini, riassumendo per intero su di sé il famoso effetto supplenza che contrassegna da qualche decennio la storia d’Italia ha dichiarato che le pene per i drogati vanno quintuplicate, senza ipocrite distinzione fra dosi modiche e consumi personali e leggerezza e pesantezza. Non ho tempo di completare l’indice ultimo, ma bastino gli scarni cenni ad ammonire i chierici che non vogliano tradire la loro missione perché insistano più coraggiosamente sull’illustrazione dell’improprietà, anzi dell’assurdità, di qualunque paragone fra le cose presenti e l’avvento del fascismo, così che la minoranza di elettori ancora prigioniera di stantii pregiudizi, differenze fra fascismi e antifascismi, uguaglianza degli esseri umani (o, mostruoso a dirsi, una torbida parentela fra umani e altri animali), bellezza del soccorso in mare eccetera, si allinei finalmente alla vasta maggioranza raccolta dietro la bandiera della sovranità e del primato della stirpe.

 

Il fascismo venne sulla scia del conflitto fra squadracce e forze dello stato: il regime novissimo che viene ha ripristinato il monopolio delle forze dello stato. Ruspe pubbliche, non ruspe squadriste. È un ministro democraticamente eletto col 17 per cento e già pervenuto al 40 che dal Viminale dirige le operazioni, non con squadristi di partito o servizi d’ordine militanti ma con le forze dell’ordine, perciò seguite al ventiduesimo sgombero da tutte le luci del varietà. Mi raccomando, intellettuali di rango: niente paragoni con l’avvento del fascismo, niente cosmopolitismi e pietismi, unità d’intenti, prima gli italiani, prima certi italiani che sapete voi, niente ricino, niente manganelli privati, solo statali. E medici con le frontiere, infermieri di filo spinato, marittimi e pescatori all’ordine. Prima le orate.

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Commenti all'articolo

  • niky lismo

    21 Novembre 2018 - 18:06

    E' patetico il tentativo dei fascisti di rimpallare i crimini del fascismo sugli avversari del fascismo: la dittatura fu generata dalle violenze del proletariato! l'occupazione tedesca è il risultato della lotta partigiana! l'ordine civile fu minato non dalla protervia del padronato agrario e industriale ma dalla "tracotanza violenta dei comunisti"! Continuate a gridarlo a squarciagola, i giovani cui avete sottratto la cultura e la conoscenza (tramite tv commerciali e wikipedia) non smetteranno di crederci. Invece a Sofri, condannato per omicidio, non compete ovviamente il diritto a esprimere un'opinione, né (di conseguenza) quello ad avere un'idea meritevole di ascolto piuttosto che di esecrazione preventiva, né (par di capire) alcuno dei diritti che la Costituzione garantisce invece a tutti. Ma, naturalmente, son convinti (i fascisti) di non essere tali...

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    • verypeoplista

      verypeoplista

      22 Novembre 2018 - 11:11

      "A Sofri, condannato per omicidio non compete il diritto a esprimere una opinione.." lei scrive . Bene. io ho scritto "PER FORTUNA anche Sofri può scrivere.." e scrivo anche"senza minimamente sentirsi ridicolo"e questa è una mia opinione motivata dal fatto che "l'omicidio....NON PUO' INDURCI a deplorare l'uccisione" (Sofri); ovvero quando leggerò che Salvini o chiunque altro dirà, se si verificasse, per esempio l'assasinio di un immigrato o di un altro politico,"l'uccisione dell'immigrato (o del politico) non è la nostra politica ma ciò NON PUO' INDURCI a deplorare l'assassinio" bè allora sarebbe Salvini o chiunque altro un fascista dando a questo aggettivo,oggi come negli anni 70,un significato di ottusa violenza e allora ho scritto: "ciò in un paese fortemente democratico lo stato reagirebbe"come reagì ieri con: le lotte continue, i neri e i rossi;come ho scritto generalizzando"alle varie e funeste lotte contro lo stato"."Esecrazione"?Solo ridicolo, "preventiva"? 46 anni fa .

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    21 Novembre 2018 - 16:04

    Siamo veramente un paese democratico, anche Sofri ciancia di violenza fascista; da "E' finita la pacchia" (il Truce) a "L'omicidio politico non è l'arma decisiva per l'emancipazione delle masse (vedi "moltitudini" di Toni Negri), anche se questo NON PUO' INDURCI a deplorare l'uccisione di Calabresi, atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia" (Adriano Sofri, editoriale 18 maggio 1972 "La posizione di Lotta Continua", e qui mi fermo). Se oggi come sottende el periodista (fa molto sub comandante Marcos y Pancho Villa) è in atto il fascismo, mi chiedo cosa sarebbe stato se Sofri allora avesse vinto con le funeste e ridicole idee propalate. Per fortuna anche Sofri può scrivere senza minimamente sentirsi ridicolo; ciò in un paese fortemente democratico che, in quel tempo, reagì (e lo farebbe anche oggi) alle varie e funeste lotte contro lo Stato.

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  • furlaninterfan

    21 Novembre 2018 - 09:09

    La mia più cara zia, una maestra cattolica e antifascista, mi raccontava che la tracotanza violenta dei comunisti nei confronti dei reduci dei proprietari terrieri e dei borghesi aveva contribuito a diffondere l'appoggio a chi si presentava come il garante dell'ordine civile, così disprezzato da Sofri.

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    • lorenzolodigiani

      21 Novembre 2018 - 16:04

      All’occasione una zia la di trova sempre.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      21 Novembre 2018 - 14:02

      Garantire l'ordine pubblico in modo immorale e in una società illiberale è un valore negativo. Sua zia era anti fascista, ma forse quando era già troppo tardi, e pure banale. Lei disprezza Sofri, per incapacità di ragionamento. Il panzone arrogante che dal balcone invocava ordine e orgoglio Italiano, e riempiva le piazze come oggi instagram, era lo stesso che promulgò le Leggi Razziali. Altro che ordine, altro che orgoglio, altro che Italiani ... Inverecondo allora e inverecondo oggi, nella sua reincarnazione.

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    • Carletto48

      21 Novembre 2018 - 11:11

      E' che questo non è stato mai riportato dall'Unità unica sorgente di verità in certi ambienti.

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