Gli sgomberi che alimentano l'emergenza

Redazione

Il caso Baobab: così la politica di Salvini contraddice le intenzioni di Salvini

Volendoci sforzare, com’è doveroso, di non dubitare della buona fede del governo, bisogna dire che la guerra all’accoglienza a tutti i costi ha un evidente effetto collaterale: quello, cioè, di alimentare un’emergenza che pure si dice di voler risolvere. L’ultimo episodio di questa politica dello sgombero – sgombero selettivo, peraltro, visto che gli abusivi di CasaPound restano tranquillamente nella loro sede – è avvenuto martedì mattina al piazzale Maslax, a Roma, dov’è stato smantellato il presidio umanitario di Baobab che ospitava circa 140 migranti. Il tutto, a poche centinaia di metri dalla stazione Tiburtina: di fronte alla quale le nuove reclute di giovani romani della Lega, con metodi finora propri dei militanti di estrema destra, organizzano da settimane sit-in contro il presunto aumento dei casi di stupro legato alla presenza di stranieri che bivaccano nel quartiere.

 

Baobab da oltre due anni offre un rifugio ai migranti: lo fa in una condizione di degrado che una capitale europea non dovrebbe accettare, nel senso che dovrebbe invece cercare di istituzionalizzare, e regolarizzare, iniziative del genere. E invece Salvini, d’intesa con Virginia Raggi, opta per lo sgombero: rapido e brutale, forse anche in virtù di un’altra emergenza, quella legata ai primi cedimenti della Lega nei sondaggi.

 

Il risultato sarà forse la rimozione di tende e baracche dal piazzale Maslax ma anche, e sicuramente, la presenza di qualche decina di migranti in più in giro per le strade di Roma, a partire da oggi, visto che il Campidoglio fa fatica a trovare strutture dignitose e gli eventuali rimpatri non avverranno di certo nel giro di qualche giorno. E insomma Salvini, nel dichiarato tentativo di combattere l’emergenza migranti, rischia nei fatti di esacerbarla. Eterogenesi dei fini, a voler essere buoni.