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Ildegarda di Bingen, una santa molto pop

Scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista, filosofa, linguista, cosmologa, guaritrice, naturalista, consigliere politico e profetessa, la monaca benedettina sarà protagonista del prossimo album di Branduardi

11 Agosto 2019 alle 06:00

Ildegarda di Bingen, una santa molto pop

Ildegarda di Bingen riceve una visione e la descrive al suo segretario. Dal manoscritto Scivias

Una santa del XII secolo ma estremamente pop sarà la protagonista dell’album che Angelo Branduardi pubblicherà il 4 ottobre, a sei anni di distanza dal precedente. Si tratta di Hildegard von Bingen, in tedesco - o se preferite Ildegarda di Bingen, in italiano - monaca benedettina, badessa di Bingen, scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista, filosofa, linguista creatrice di uno dei primi esempi di lingua artificiale, cosmologa, guaritrice, naturalista, consigliere politico e profetessa, venerata non solo dalla Chiesa Cattolica ma anche da luterani e anglicani, già beata dal 1324, ed elevata a santa il 10 maggio del 2012 da Benedetto XVI, che la dichiarò anche dottore della Chiesa.

  

Patrona degli esperantisti proprio per quel suo esperimento di “Lingua ignota”, Ildegarda è stata “saccheggiata” da cinema e musica. Un film su di lei è ad esempio “Vision-Aus dem Leben der Hildegard von Bingen”, pellicola tedesca del 2009 di Margarethe von Trotta con Barbara Sukowa. Non è stato mai doppiato in italiano, anche se fu presentato al Festival del Cinema di Roma del 2014. In compenso in film italiani Ildegarda è stata interpretata da Ángela Molina in “Barbarossa” di Renzo Martinelli, pure del 2009; e da Sonia Bergamasco in “Niente è come sembra” di Franco Battiato, del 2007. Un album con sue composizioni fu lanciato sul mercato discografico nel 2012 da Guy Sigsworth, lo stesso produttore di Madonna, Britney Spears e Seal.

 

  

Per Branduardi Ildegarda è una “mistica del 1100, che ha fatto un sacco di cose pazzesche, fra le quali scrivere e cantare musica. È un personaggio molto affascinante e assolutamente rivoluzionario per l’epoca”. Il titolo dell’album sarà “Il cammino dell'anima”, e uscirà nel giorno di San Francesco, santo al quale Branduardi ha dedicato l’album “L’infinitamente piccolo”,  in cui aveva addirittura messo in musica un intero canto della Divina Commedia. Nel 1983 aveva invece composto la colonna sonora per “State buoni se potete”, film di Luigi Magni su san Filippo Neri in cui aveva anche recitato come attore. Nel 1986 sempre per Magni aveva poi realizzato la colonna sonora di “Secondo Ponzio Pilato”. Spiega infatti Branduardi che  “la musica è nata con la religione, con lo sciamano che faceva da tramite tra l’uomo e Dio. Per Hildegarde von Bingen la musica è la forma più alta dell’attività umana, quella che meglio riflette l’ineffabile suono delle sfere celesti”.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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