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“La Bbc deve boicottare l’Eurovision”. Perché? Ma è ovvio, perché sarà in Israele

"Anche se l'evento musicale dovrebbe essere intrattenimento, non si possono non fare considerazioni sui diritti umani”, hanno scritto i firmatari dell'appello 

31 Gennaio 2019 alle 06:00

“La Bbc deve boicottare l’Eurovision”. Perché? Ma è ovvio, perché sarà in Israele

(Immagini prese da Facebook)

Roma. Quest’anno l’Eurovision sarà ospitato da Israele. Così deve essere, la passata competizione musicale è stata vinta dall’israeliana Netta Barzilai e il regolamento prevede che sia il paese dell’ultimo vincitore a organizzare l’evento successivo. Ma si tratta di Israele – già l’anno scorso la povera Barzilai era stata accusata di tutto, anche di appropriazione culturale soltanto per essersi presentata sul palco vestita da giapponese –, la nazione che sempre, qualsiasi cosa faccia o dica, si trascina dietro critiche prevedibili e scriteriate.

 

Così un manipolo di esponenti della cultura britannica ha inviato una lettera alla Bbc per chiedere all’emittente televisiva di cancellare la copertura dell’evento perché anche se l'Eurovision dovrebbe essere “intrattenimento, non si può essere esenti dal fare considerazioni sui diritti umani”. E hanno aggiunto i firmatari: “Non possiamo ignorare la sistematica violazione israeliana dei diritti umani palestinesi”. Da Vivienne Westwood a Peter Gabriel, da Mike Leigh a Julie Christie, da Maxine Peake a Roger Waters, la lettera accorata, che segue una già inviata a settembre del 2018 per chiedere agli organizzatori del festival di trasferire il concorso in un paese che ha “ un rispetto maggiore per i diritti umani”, chiede all’emittente di boicottare lo stato ebraico.

 

La prossima settimana, Londra sceglierà il nome dell’artista che rappresenterà la nazione al festival e lo farà nell’ambito di una trasmissione sempre della Bbc, dal titolo “You decide”, “Tu decidi”. Il titolo del programma ha offerto ai firmatari lo spunto per una riflessione che rivela la mancanza di buon senso contenuta nella lettera: “Per qualsiasi artista dotato di coscienza, questo – rappresentare la propria nazione in Israele – sarebbe un dubbio onore. Loro e la Bbc dovrebbero prendere in considerazione che ‘You decide’ – Tu decidi –, non è un principio esteso ai palestinesi che non hanno la possibilità di decidere di mandare via l’occupazione militare israeliana e di vivere liberi dall’apartheid”.

  

Eurovision è un evento musicale, nato con lo scopo di offrire un programma televisivo che attraverso la musica unisca e coinvolga vari paesi. Chiedere di boicottare, oscurare, condannare il festival perché si svolge in un paese che ancora lotta per la propria esistenza, tradisce lo scopo stesso del concorso. Questa lettera si aggiunge alla serie di iniziative – di recente la Malaysia ha vietato l’ingresso agli israeliani alle Paraolimpiadi del 2020 – contro Israele, uno stato democratico che le campagne di boicottaggio promosse da personaggi della cultura insegnano a odiare.

Micol Flammini

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Commenti all'articolo

  • Sauron

    31 Gennaio 2019 - 11:11

    E se lo facessero in qualche paese arabo, magari?

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