cerca

Vestiti da ometti

La moda bambino torna al “mini me”, versione ridotta degli abiti di mamma e papà. E affiorano ricordi di sofferte eleganze

25 Giugno 2018 alle 10:35

Vestiti da ometti

“I bambini si divertono a vestirsi come il babbo”, dice Gianluca Isaia. Nella foto, parte della sua collezione per preadolescenti (volendo, anche su misura)

Verso il 1840, dunque con ottant’anni di ritardo rispetto alla data di pubblicazione dell’Emile di Jean-Jacques Rousseau ma con tempistica perfetta su quelli del Vittorianesimo che voleva attribuire ogni virtù d’innocenza all’infanzia che sfruttava senza remore nelle miniere, i bambini smisero di vestire come piccoli adulti, e si iniziò a pensare un abbigliamento adatto a loro e al loro naturale desiderio di movimento. Con qualche rigidità di forma e di pensiero (il primo abito “per bambini” fu un’elaborazione della divisa...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi