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Perché la scoperta dell’acqua calda è una delle più importanti della storia

Prevale l'idea che il passato contenga valori che la modernità ha poi corrotto. Ma basta pensare a come era davvero il cibo di una volta per ricredersi

24 Giugno 2018 alle 06:11

Perché la scoperta dell’acqua calda è una delle più importanti della storia

"In un'osteria romana", di Carl Bloch (1866)

Ma riusciremo a essere moderni? Capisco che non è facile, ci vuole senso di responsabilità, ma ci vogliamo provare? La modernità, lo sappiamo, regala parecchi benefici, ma sta portando con sé un diffuso e vasto senso di deresponsabilizzazione collettiva. Non so, il cibo per esempio. Mangiamo in abbondanza grazie alla rivoluzione verde, altrimenti gli chef non diventavano di moda. Ma ci lamentiamo del cibo, di volta in volta è meno saporito, poco salubre e a volte avvelena per troppa chimica. Via gli additivi, i conservanti, simboli dei poteri forti e viva il naturale, simbolo della natura appunto, che è tanto buona. Campagne contro questo e quello, al grido di zero tutto. Poi vai a vedere le cause di morte e che trovi? Diabete. Ora, il diabete è dovuto agli additivi o alla nostra cattiva gestione del cibo?

  

Mangiamo tanto e male, non ci muoviamo, però la colpa è sempre di qualcun altro. Voglio dire, una multinazionale la trovi sempre. E pure un servo delle multinazionali che, corrotto, lavora per la corruzione. E’ così per tutto ormai, i batteri non esistono e se esistono sono un’invenzione delle multinazionali, la chimica è pericolosissima, il cibo è contaminato ecc. Eppure una cosa buona la società occidentale l'ha prodotta: la responsabilità individuale. Ma niente, questo nefasto modo di ragionare (la colpa è sempre di qualcun altro) si appoggia a una fallacia, il sapere nostalgico, la convinzione che il passato contenga valori che la modernità abbia poi corrotto. Basta sostenere che una volta non era così per dire che la colpa è degli altri che ti hanno ridotto così. Il sapere nostalgico è la madre di tutti i ragionamenti fallaci, perché altera la misurazione. Ma chi si ricorda, per rimanere in ambito alimentare, del cibo di una volta?

 

Meno male che ogni tanto si ritrova qualche diario di quei viaggiatori di una volta. Prendi l’americano Fred Gaisberg, che nel 1900 viene in Italia perché cerca interpreti per incidere i primissimi dischi. Arriva a Napoli e nota cose bizzarre. Per esempio, greggi di capre condotte attraverso le strade. Si fermano vicino alle case e sono munte presso la porta del cliente, o se necessario condotte al piano superiore dell’abitazione. Le capre e pure le mucche, anche queste sono munte presso le porte dei consumatori. Gaisberg è un americano amante della modernità e della tecnica7, e queste usanze non fanno per lui. Così scrive: “Non abbiamo toccato il latte per tutto il periodo che siamo stati lì per paura di bere latte di capra”. Certo, chiamarle bizzarria…che esagerazione! Sono pratiche ecologiche e sostenbilità, anche a Roma fra poco potremo vedere le capre e le vacche che brucano nelle ville e magari stilleranno latte crudo per noi. Sempre a proposito di sostenibilità e di cose naturali, Gaisberg notò non senza un certo ribrezzo che dentro un negozio di maccheroni, c’era una gatta con i suoi cuccioli. Dormiva in un recipiente dove c’erano anche i maccheroni. Eh, i vecchi sapori scomparsi.

 

Eppure, tornando alle capre, una volta - era agli inizi del XX secolo - il latte era il terreno di coltura ideale per molte malattie, c’era una stretta correlazione tra il suo consumo e la tubercolosi. 160.000 morti l’anno. Nel 1900 la mortalità infantile era, negli Stati Uniti, pari al 40 per cento. Un terzo di tutti i morti erano bambini. Nel 1905 le statistiche riportano più di 100 mila bambini morti, di cui 39 mila deceduti per diarrea. Certo, sono proprio belle le capre che brucano, ma ci sono dei problemi se non sappiamo conservare latte e derivati. Meno male che la specie umana si dà da fare per porre rimedio ai problemi, e meno male che Louis Pasteur nel 1866 aveva mostrato definitivamente che riscaldare a temperature superiori ai 60 °C per un certo tempo impediva che funghi e batteri si sviluppassero, alterandone le proprietà del prodotto e facendolo andare a male. In seguito applicò la sua scoperta anche alla produzione della birra. Ma nel latte no, si dovette aspettare almeno altri 30 anni prima che la pastorizzazione venisse accettata. Qualcuno pare che pastorizzasse in segreto (complotto complotto). Insomma, la scoperta dell’acqua calda è una delle più grandi scoperte dell’umanità, eppure chi riesce a vedere la bellezza di una sala di pastorizzazione? Chi promuove la modernità? Meglio parlare delle capre all’aria aperta, tanto se muore qualcuno è colpa della multinazionale.

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