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Falsi di moda

L’universo dei social crea forme ibride di comunicazione. E il limite tra pubblicità, cronaca, banalità e mistificazione è sempre più vago

31 Luglio 2017 alle 11:11

Falsi di moda

Chiara Ferragni (foto LaPresse)

Chi crede che le fake news siano materia per terroristi dell’informazione concentrati sull’assalto dei migranti al Brennero o la distorsione maliziosa dell’abbraccio di Giuliano Pisapia a Maria Elena Boschi, è perché non frequenta il mondo editoriale del commercio, della moda, del design, della bellezza, dove la soluzione più praticata per arginare l’emorragia di copie e pubblicità è diventato il branded content, cioè i contenuti sponsorizzati, insomma le vecchie marchette vestite di nuova tecnologia, e la professionalità di chi li compila...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    31 Luglio 2017 - 15:03

    Grillo alle elezioni politiche lo hanno votato circa otto milioni di follower gli stessi che fanno i click a Chiara Ferragni. La domanda è " questi cliccaroli se lo mettono il cappello quando il sole picchia duro?"

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