La traversata

di Andrew Miller, Bompiani, 336 pp., 19 euro

La barca su cui Maud Stamp salpa da Bristol l’ha quasi uccisa e l’ha anche salvata, proprio come il suo attaccamento alla vita, che dimostra sin dalle prime pagine quando dopo una caduta a bordo dell'imbarcazione su cui sta lavorando da sei metri di altezza si rialza e cammina, più velocemente di quanto Lazzaro abbia risposto alle sollecitazioni di Gesù nella Bibbia. Maud studia Biologia a Bristol ed è una di quelle rare persone così genuinamente fedeli alla propria natura da essere soggette alla costante interpretazione del resto del genere umano, poco propenso a farsi persuadere dalla reale esistenza dell’autenticità e molto più incline a squarciare veli di Maya dove possibile. Solo che Maud è davvero come si mostra: indipendente, decisa, solitaria, forte. E’ comune che un carattere simile possa generare incomprensioni e velleità eroiche, che una donna con questa indole ai più possa apparire come la fanciulla da salvare perché in fondo fragile, con misteri che nasconde o frigida e anaffettiva, così come è certo che quasi nessuno arrivi a toccare la sua anima. Tim è vittima, come molti altri, dell'idea che si è fatto di lei, e ne rimane molto scottato. Il loro è il classico incontro fra antipodi, che pure si amano, ma mai in un modo che possa soddisfare il bisogno d’affetto dell’altro, se questo bisogno può essere realmente colmato. Nemmeno la nascita della figlia sanerà le crepe della relazione in cui si sono impantanati. Ma ecco che quell’abitudine che secca e uccide viene frantumata da un evento doloroso e inaccettabile e se ne sente la mancanza, perché la quotidianità aliena, ma quando scompare per sempre causa ferite eternamente esposte. Si sanguina giorno dopo giorno e non si può più tornare indietro. La traversata dello scrittore inglese Andrew Miller palesa che la quotidianità può dialogare e dire qualcosa che sia interessante al punto tale da potersi fare narrazione. E questo è bello e destabilizzante. Miller ha scritto un romanzo da maneggiare con cura, che interroga sin dall’inizio, che stanca ed esalta, che non fa stare tranquilli. Si resta impressionati dalla capacità magnetica di raccontare per filo e per segno ogni aspetto e gesto di una giornata e di saperlo fare in modo poetico, cioè dando un senso alle cose senza mai esplicitarlo. La traversata è un libro sull’amore e sulla pretesa, sulle scelte che non hanno mai conseguenze a breve termine, sul viaggio che non è solo scoperta geografica, ma darsi una possibilità, sul sottile confine tra desiderio e disfatta, tra vivere e sopravvivere. Finale aperto, come la vita.

 

LA TRAVERSATA
Andrew Miller
Bompiani, 336 pp., 19 euro

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