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Facite ammuchina! Salvini e l’irreversibilità del suo essere sciacallo

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

7 Marzo 2020 alle 06:00

Facite ammuchina! Salvini e l’irreversibilità del suo essere sciacallo

(foto LaPresse)

Al direttore - Ma è nei momenti di difficoltà che l'Italia tira fuori il meglio: sciopero generale il 9 marzo indetto dai Cobas.

Andrea Minuz

  


 

Al direttore - Visto come ci stanno trattando, Giggino nostro pare sia intenzionato a varare nuove linee-guida per tutte le sedi diplomatiche italiane all’estero: “Facite ammuchina”.

Luca Del Pozzo

Vairy good! 

 


Al direttore - Nel suo saggio “La morale degli scacchi”, pubblicato nel 1786, Benjamin Franklin sostiene che il gioco richiedeva lungimiranza (nel calcolo delle conseguenze a lungo termine di una scelta), circospezione (nella stima della forza dell’avversario), cautela (per evitare azioni azzardate) e perseveranza (nella ricerca della mossa risolutiva, senza lasciarsi scoraggiare dai propri errori). Sono quattro regole (o virtù) che, se applicate affidandosi agli scienziati nella partita contro il coronavirus, possono portare alla vittoria. Dopo colpevoli ritardi e qualche incertezza di troppo sulle misure da adottare, forse il governo sta finalmente imboccando la strada giusta. Invece altri, in particolare Salvini, sembra che conoscano solo la morale della dama.

Michele Magno 

A proposito. Matteo Salvini ha rilasciato due giorni fa, in piena emergenza coronavirus, un’intervista a un giornale spagnolo, il País, per attaccare il governo e per dire chi guida oggi l’Italia “non è in grado di gestire la normalità né tanto meno l’emergenza”. Suggerirei, al senatore, di tradurre dallo spagnolo all’italiano il seguente termine, chacal, e avrà facilmente la contezza di quello che irreversibilmente è.


Al direttore - Come Ella ha scritto il 6 marzo, in conseguenza dell’epidemia indotta dal coronavirus si è materializzato l’anticorpo della stabilità politica. “Ex malo bonum”. Naturalmente, non può trattarsi di una condizione effimera, come traspare dal pensiero di un esponente di punta della Lega, qual è Giancarlo Giorgetti, il quale rinvia la formazione di un nuovo governo a quando sarà cessata l’emergenza del virus e si dovrà affrontare quella economica. E, qui, ritorna, ormai stantia e sterile, l’ipotesi di un esecutivo Draghi “inaudita altera parte” o, quasi sicuramente, “contraria altera parte”, per cui non si capisce se la chiamata in ballo serva di più a invocare un presunto demiurgo o a valorizzare se stesso quale presunto vicino all’ex presidente Bce, il quale si dovrebbe guardare bene dai vicini. Ma c’è di più. Non sono due i tempi: la guerra contro il Covid-19 va combattuta sul terreno sanitario e su quello economico (per le conseguenze). Non vi è un prima e un poi. Oggi, assunta la priorità della tutela della salute, delle necessarie misure che a tal fine si adottano occorre valutare le conseguenze sul versante economico ed effettuare i necessari interventi. L’impostazione dei due tempi con il proposto temporeggiamento rischierebbe di metterci al cospetto di una realtà economica, quando si decidesse di affrontare la relativa emergenza dopo la fine di quella sanitaria che purtroppo non sarà brevissima, di gran lunga peggiore dell’emergenza attuale. Certo, quest’ultima condizione sarebbe l’optimum per chi continua a pensare a un nuovo governo, ma non per gli interessi del paese e dei cittadini.

Angelo De Mattia 

 


Al direttore - Caro direttore, tu quoque? Ritenere che, come hai scritto, io possa entrare a far parte della maggioranza e sostenere il governo Conte non è solo falso, è offensivo. Sarebbe una decisione priva di senso politico. Dunque, per me, inconcepibile. Mai fatto scelte utilitaristiche, il mio unico cruccio è la governabilità futura. Governabilità messa a rischio dallo scombussolamento del mio partito, Forza Italia, e dalla manifesta incapacità di Matteo Salvini di calarsi nei panni del leader di coalizione così come in quelli dell’uomo di stato. Nella speranza di contribuire a sanare questo duplice vulnus ho partecipato alla nascita di Voce libera, l’associazione di Mara Carfagna. Davvero pensi che possa bruciare tutto, progetto politico e credibilità personale, sul falò delle vanità come uno Scilipoti qualsiasi?

Andrea Cangini, senatore di Forza Italia 

Grazie della precisazione e in bocca al lupo.

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