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Virginia Woolf e Vita Sackville-West. Il carteggio sull’amore, il sesso, i libri, la vita tutta

Il rapporto burrascoso tra le due scrittrici in una raccolta di lettere che uscirà in libreria il 28 marzo 

23 Marzo 2019 alle 06:00

Il rapporto burrascoso tra le due scrittrici in una raccolta di lettere che uscirà il 28 marzo 

(Foto Pixabay)

Lunedì 5 dicembre 1927

Ricordati di Virginia.

Dimentica il resto.

Se ti telefono, mi dici che sei pazza di me?

Se ci vediamo, mi baci? Se fossimo a letto insieme, mi...

Stasera Orlando mi eccita: stesa accanto al fuoco, scrivo l’ultimo capitolo.

La tua Virginia

Virginia Woolf, Vita Sackville-West, “Scrivi sempre a mezzanotte. Lettere d’amore e desiderio”, a cura di Elena Munafò, con un saggio di Nadia Fusini (Donzelli editore)

  

Ho sempre amato i libri fatti di lettere, per l’intimità che offrono. Per le piccole cose della vita quotidiana così esposte. Per i segreti che ogni volta mi sembra di scoprire. Per il fatto che sto leggendo parole quasi sempre non pensate per la pubblicazione, e quindi provo anche il senso di colpa di chi sta violando una regola di segretezza. Ma questo carteggio scelto e curato con dedizione da Elena Munafò (le lettere di Vita sono tradotte da Sara De Simone, quelle di Virginia da Nadia Fusini) illumina un grande amore fra due donne in un modo che va completamente oltre la curiosità, e investe il senso dell’esistenza, della letteratura, la possibilità di un’amicizia amorosa che durerà per sempre, fino al suicidio di Virginia Woolf. Questo libro uscirà in libreria il 28 marzo, segnatelo sul calendario e ricordatevene. Per le lettere, che sono straordinarie, bellissime, traboccanti vitalità, speranza, brillantezza, e che raccontano un rapporto costruttivo e importantissimo per entrambe.

 

Virginia aveva quarant’anni quando conobbe Vita che ne aveva trenta. Virginia stava scrivendo Mrs Dalloway, era nel pieno della creatività e si sentiva vecchia. Vita era una scrittrice aristocratica e di successo, madre, sposata, libera, amante delle donne (con cui non smise mai di tradire Virginia), “donna brutale, promiscua”, “che va con qualsiasi donnetta”, le scriverà Virginia: che grazie a lei scoprirà di amare le donne. Bisogna leggere queste lettere, e assolutamente anche i saggi che le accompagnano e che sono lo studio profondo di questo rapporto erotico, affettuoso, pieno di gelosia, nostalgia, vivacità.

 

Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 1925, Virginia scopre che le donne sanno amare le donne, lei che è “sessualmente codarda” e, scrive Nadia Fusini, “per lei è l’umile, grata, sottomissione alla felicità; a una gioia che non ha mai provato prima. È un’esperienza mistica. Che in queste lettere trabocca”. E che non solo insegnerà a Virginia il desiderio e l’eccitazione, ma le darà conforto, vicinanza, attenzioni, anche dolore per le assenze di Vita. E le permetterà di scrivere “Orlando”. “Ma senti, supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente (il cuore non ce l’hai, tu che t’intrattieni nei vialetti con la Campbell) – supponi che ci sia quel luccichio della realtà che talvolta emana dai miei personaggi, come la lucentezza dell’ostrica – ti secca? Di’ sì o no”.

 

Vita risponde a Virginia, l’11 ottobre del 1927, quando la loro storia ha esplorato tutta l’intimità possibile ma è molto lontana dall’intiepidirsi e dal mostrare la quiete che porta con sé il tempo: “Mio Dio, Virginia, non mi sono mai sentita così elettrizzata e atterrita come davanti alla prospettiva di essere proiettata nelle sembianze di Orlando. Che divertimento per te, e per me anche. Ebbene, qualunque vendetta tu vorrai mai esercitare, ce l’avrai tra le mani. Sì, va’ avanti, rigira la frittella, che sia ben dorata su entrambi i lati, mettici il brandy, e servila calda. Hai la mia completa approvazione”. L’amore, il sesso, i libri, la vita insieme.

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