Le tre grandi assenze della nostra storia che fanno di noi un paese bloccato

Il ribellismo, la fuga dal centro politico, il fastidio del “leader”. Cassese spiega perché non sappiamo decidere e rifuggiamo dalla decisione

16 Aprile 2018 alle 18:37

Le tre  grandi assenze della nostra storia che fanno di noi un paese bloccato

Foto LaPresse

Professor Sabino Cassese, a un mese e mezzo dalle elezioni politiche generali del 4 marzo 2018, non abbiamo ancora un governo, e non pare si vedano spiragli. Un paese bloccato? Volevamo che il popolo scegliesse il Parlamento e, indirettamente, il governo. Ma siamo ritornati a una formula elettorale prevalentemente proporzionale, e, quindi, dobbiamo accettare che il Parlamento prenda il suo tempo per decidere. Se, però, prende questo come esempio della difficoltà di decidere in Italia, ebbene, in tal caso le...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    17 Aprile 2018 - 10:10

    Il problema è uno solo: tutto quello che sta succedendo risale alla stesura della nostra Costituzione. Basta andare a leggere la documentazione che ha portato alla nascita della Repubblica. L'obiettivo è stato sempre quello di fare tutto all'italiana, ovvero confusione perenne con rituali bizantini.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    17 Aprile 2018 - 01:01

    Dov'è il baco? Basta cantare il nostro inno nazionale " ... perché non siam popolo, perché siam divisi." Il professor Cassese lo mette per esteso e dettaglia culturalmente. Ma sia da Leopardi, sia dall'inno che dall'analisi del professore viene fuori la realtà del nostro modo d'intendere e fare politica. Da noi, ogni forza politica non riesce a impostare un iter condiviso, un programma di interesse generale per il Paese, sganciato dai propri contingenti interessi particulari. L’anomalia non è tanto che i vari partiti espressioni di visioni e progetti politici e sociali diversi, tendano a seguire i propri interessi, quanto che gli stessi siano divisi al loro interno in correnti, conventicole, micro feudi e rivalità personali. Ne deriva l’assenza di una cultura degli interessi generali del Paese. Patologia comune dall'Alpe alla Sicilia.

    Report

    Rispondi

  • carlo.trinchi

    16 Aprile 2018 - 20:08

    E il partito comunista dove lo mettiamo? Tutto vero però ora che non possiamo fare una rivoluzione di sangue, non siamo protestanti, non abbiamo avuto guerre che ci avrebbero dato l’ordine delle caserme, che facciamo? Continuiamo con i minuetti presidenziali? Con le sceneggiate dei capi partito? Oppure saltiamo cent’anni in un giorno solo e chi può ci dia un segnale di cambiamento. Quel passato non avuto non giustifica il ritardo, non giustifica chi giustifica ed anche giudica.

    Report

    Rispondi

  • joepelikan

    16 Aprile 2018 - 20:08

    E grazie a Dio! Solo in Italia abbiamo veramente realizzato il "limited government".

    Report

    Rispondi

Servizi