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Le verità di Renzi

L’ex segretario non ha ancora deciso che fare sul governo, ma nel Pd molti temono lo strappo

18 Aprile 2018 alle 06:01

Le verità di Renzi

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Ormai sono diventate un appuntamento fisso per i giornalisti. Le smentite di Matteo Renzi arrivano con regolarità alle agenzie: l’ex segretario non vuole il governo di tutti, l’ex segretario non vuole il governo con la Lega, l’ex segretario non vuole il governo con i grillini. Di questo passo non ci sarà più una formula di governo che Renzi possa volere. Ma qual è la verità ?

 

Spulciando tutte le innumerevoli formule di governo a cui Renzi ha detto di no, i giornalisti sono arrivati alla conclusione che l’ex presidente del Consiglio vorrebbe un esecutivo del Presidente. Ma in realtà anche questo è sbagliato. Renzi infatti è convinto che un governo del genere sarebbe esiziale per il Partito democratico perché costringerebbe il Pd a prendersi delle responsabilità, consentirebbe alla Lega e al Movimento 5 stelle di dare le carte perché potrebbero far saltare un esecutivo siffatto quando vogliono, andando alle elezioni in un momento per loro propizio.

 

Gira che ti rigira non si capiscono le future mosse dell’ex segretario. E il bello è che non solo non le capiscono i cronisti ma anche la maggior parte dei suoi, fatta eccezione per quelli della cerchia strettissima che però sono incaricati di depistare.

 

In realtà Renzi non ha ancora deciso per una formula. Dentro di sé spera ancora che dopo le elezioni regionali in Molise e in Friuli Venezia Giulia Salvini e Di Maio facciano un governo cavando il Pd dall’imbarazzo e lasciandolo in grado di agire con maggiore disinvoltura da una posizione di opposizione.

 

Ma poiché quella di un governo Salvini-Di Maio non appare affatto un’ipotesi certa, Renzi sa che a un certo punto il Pd potrebbe essere chiamato a rientrare nel gioco del governo. E allora il segretario non si preclude nessuna formula. Per questo le può smentire tutte. Perché non ne ha sposata ancora una. Sta soppesando i pro e i contro ed è pronto a scartare e a sposare la linea che a suo giudizio conviene di più al Pd. Con due punti fermi: il governissimo di tutti è impossibile e il governo del Presidente è foriero di brutte sorprese per il Pd, un po’ come fu con il governo Monti.

 

Ma molti dirigenti del Pd temono un ulteriore scarto da parte dell’ex premier. Hanno cioè paura che se alla fine il Pd con Martina dicesse di sì a una qualsiasi ipotesi di quelle in campo, Renzi oserebbe lo strappo con il Pd portandosi via una pattuglia parlamentare sia alla Camera dei deputati che al Senato. E’ il grande enigma su cui stanno ragionando in questi giorni Maurizio Martina, Dario Franceschini e Andrea Orlando.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    06 Maggio 2018 - 17:05

    Certo, lo strappo potrebbe essere una soluzione sia per Renzi e i suoi circa 120 fedelissimi sia per Martina e i suoi circa 100 filo-pentastellati. Mi spiace per Franceschini che nella sua funzione di ministro della cultura ha fatto cose egregie e per Del Rio che come ministro alle infrastrutture ha dimostrato di saperci fare. Tuttavia un partito continuamente diviso in fazioni e soggetto a lotte intestine è meglio che si divida e ognuno vada per la sua strada. In seguito sarà sempre possibile allearsi e collaborare su obbiettivi specifici. Quelli del PD che vogliono collaborare con i 5 SS non capiscono che è un vero e proprio suicidio politico.

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  • carlo.trinchi

    02 Maggio 2018 - 03:03

    Martina si sta incartando da solo. Ascolta troppi cattivi consiglieri. E stia attento perché chi vuole il governo con i 5S sono le serpi in seno ora innocue ma comunque fastidiose che cercano di scaldarsi in qualunque modo per sopravvivere. Il punto per loro non è il PD ma fare fuori Renzi. A volte gli strappi sono una via di fuga rigeneratrice e, chissà se rivoluzionaria?

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  • Giovanni Attinà

    18 Aprile 2018 - 09:09

    Diciamo la verità: il Pd è in stato confusionale e, di fatto, ambisce a rientrare in gioco. Sinceramente poi non capisco di questo partito gli annunci perché i vincitori governino assieme. Va bene che siamo una nazione gestita all'italiana, ovvero confusione totale, ma non mi pare che in altre nazioni, vedi Spagna, vengano fatte alleanze tra partiti contrapposti. Certo l'Italia ha bisogno di un governo, ma ci vuole anche una certa coerenza.

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  • leobrun

    18 Aprile 2018 - 08:08

    Quella dello strappo definitivo nel PD è l'unica auspicabile.

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