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L’Italia recupera il patto fra Gheddafi e Berlusconi per frenare l’immigrazione

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Fan, Vanguardia, Pais, Sueddeutsche Zeitung

16 Luglio 2018 alle 09:54

L’Italia recupera il patto fra Gheddafi e Berlusconi per frenare l’immigrazione

Palazzo Chigi, giugno 2009: l'allora presidente del Consiglio Berlusconi incontra Muammar Gheddafi (foto LaPresse)

Salvini: l’Italia è intenzionata a riprendere le relazioni economiche con la Russia
Mosca, 16 lug 08:38 - (Agenzia Nova)  - Il vicepremier e ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, ha dichiarato che il governo italiano in carica intende compiere ogni sforzo per ripristinare i rapporti commerciali con la Russia. Salvini ha visitato Mosca in occasione della finale del Campionato mondiale di calcio. Il ministro si è dichiarato orgoglioso di essere il primo ministro del nuovo governo italiano ad aver visitato la Russia per tenere una serie di incontri politici ed economici. "Sono orgoglioso di essere il primo ministro del nuovo governo italianorecatosi in missione ufficiale in Russia, e non per la partita, ma per gli incontri politici ed economici di domani", ha dichiarato Salvini. Oggi è previsto un incontro del ministro con l’omologo russo Kolokoltsev.
Fan
 
Italia-Spagna: “El Pais”, il dibattito sull’immigrazione accentua la “guerra fredda” fra i due governi
Madrid, 16 lug 08:38 - (Agenzia Nova)  - L’Italia chiude i porti ai naufraghi e la Spagna li apre accogliendo Aquarius ma le posizioni dei due governi in materia di immigrazione non sono così distanti e le discrepanze che alimentano l’attuale “guerra fredda” non sono così recenti. Lo scrive il quotidiano “El Pais”, che dedica un lungo articolo alle relazioni fra Roma e Madrid, evidenziandone il progressivo deterioramento. In effetti, si legge, non c’è maggior distanza simbolica fra la filantropia scenica del leader socialista, Pedro Sanchez, e la reputazione xenofoba di Matteo Salvini, la vera controfigura del premier, dal momento che il suo protagonismo nella politica tricolore sorpassa di gran lunga quella di Giuseppe Conte così come la notorietà dell’alleato di governo del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio. E così, continua “El Pais”, se Sanchez governa con un profilo “buonista”, Salvini persevera nel suo ruolo di “feroce twittatore”. Le discrepanze etiche ed estetiche fra Spagna e Italia non sono una novità ma richiamano antiche rivalità. “La verità è che Mariano Rajoy e Matteo Renzi non si sopportavano”, ha rivelato l’ex ministro degli Esteri del Partito popolare (Pp), José Manuel García-Margallo. “Fra i due – ha aggiunto – non c’era chimica e ciò si è tradotto in freddezza nelle relazioni politiche”. Eppure, sottolinea “El Pais”, nonostante le apparenti distanze, c’è una questione che unisce Madrid e Roma, ovvero la pressione migratoria, un problema comune per i paesi della frontiera meridionale dell’Europa.
El Pais
 
L’Italia recupera il patto fra Gheddafi e Berlusconi per frenare l’immigrazione
Madrid, 16 lug 08:38 - (Agenzia Nova)  - A sette anni dalla caduta di Muammar Gheddafi, a cui hanno contribuito l’Italia e altre otto potenze internazionali attraverso la Nato, il governo di Giuseppe Conte e Matteo Salvini, sostenuto dalla Onu a Tripoli, ha recuperato un contestato patto per frenare i flussi migratori. Lo rende noto “La Vanguardia”, ricordando che l’accordo in questione, o “trattato di amicizia”, era stato sottoscritto dal dittatore libico e dall’allora premier Silvio Berlusconi e prevedeva, fra le altre cose, che il tiranno ricevesse 5 miliardi di euro per frenare i flussi africani diretti in Europa. Per Gheddafi, porsi come barriera naturale all’immigrazione rappresentava l’occasione perfetta per cercare di essere reintegrato nella comunità internazionale mentre al governo italiano faceva comodo dal momento che l’arrivo massiccio di clandestini era una delle principali preoccupazioni europee. “Non conosciamo i dettagli, ma il patto firmato a Tripoli lo scorso 7 luglio è lo stesso che firmarono Gheddafi e Berlusconi e che venne sospeso dopo la rivoluzione”: ha detto a “Efe” Essam al Gaiti, ex corrispondente libico in Tunisia. “Lo spirito e i termini del patto sono gli stessi così come lo è il tono: pagare per rilegare il problema in Libia”, ha spiegato al Gaiti. Il documento è stato siglato dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e dal leader del governo sostenuto dalle Nazioni Unite, Fayez al Serraj.
Immigrazione: cinismo in mare
Berlino, 16 lug 08:38 - (Agenzia Nova)  - "Nel Mediterraneo c’è un gioco funebre e di potere che potrebbe durare per tutta l’estate". A sostenerlo è il quotidiano tedesco "Sueddeutsche Zeitung". Chiudendo i suoi porti, l’Italia costringe l’Europa a ripensare le politiche di asilo; gli immigrati a volte restano in balia delle onde per giorni, la loro sorte in sospeso. Le persone bisognose "sono diventate una promessa di politici cinicamente calcolatori", afferma il quotidiano: è permesso loro di sbarcare a terra solo quando è chiaro chi porta il “peso” delle operazioni. Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, è orgoglioso di aver cambiato le dinamiche del fenomeno migratorio con la sua durezza nei confronti degli sbarchi e la retorica contro i servizi di soccorso marittimo privato. I gruppi di scafisti libici, per adattarsi alla nuova situazione, hanno di nuovo cambiato le loro tattiche: invece di piccoli gommoni, inviano vecchi pescherecci, a malapena in grado di navigare. Quest’anno 1.422 rifugiati sono annegati nel Mediterraneo. La maggior parte di loro è morta al largo della Libia, quando ancora c’erano una dozzina di navi delle Ong in attesa di fronte alle coste.
Italia: Beretta, la fabbrica di armi più antica del mondo
Madrid, 16 lug 08:38 - (Agenzia Nova)  - Il 70 per cento delle armi di piccolo taglio d’Europa, che si utilizzano per caccia o sport, non si fabbricano nella periferia di una grande città ma in un paesino di montagna sulle Alpi italiane. Si tratta di Gardone Val Trompia, un Comune di appena 10mila abitanti dove non arriva neanche il treno. Lo scrive il quotidiano “La Vanguardia”, secondo cui Gardù, come si dice in dialetto bresciano, è conosciuto in tutti il mondo per l’industria delle armi che impera in questo luogo da secoli.

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