Il Figlio

Serve una busta? La violenza, la trance e l'esaltazione delle compere di Natale

Annalena Benini

Di carta, di plastica, di cartone, capienti, minuscoli. Del supermercato, della gioielleria, del calzolaio, del macellaio. La casa si riempie di sacchetti inquietanti. Ma per fortuna ci sono i gatti

La casa si sta riempiendo di sacchetti misteriosi e rumorosi: non ho idea di che cosa ci sia dentro anche se credo di averli portati io in questa casa. Li ho trascinati per strada, ho salito le scale lamentandomi della fatica e mai nessuno che mi aiuti, li ho fatti entrare e poi mi si è cancellata la memoria. Ho provato a sbirciare dentro, ci sono dei pacchetti regalo, non mi dicono niente, sono dei pacchetti estranei. Non riesco a ricordare neanche se mi sforzo, i regali di Natale vengono acquistati in uno stato che ondeggia tra l’esaltazione, il nervosismo, la violenza e la trance.

  

Sono piuttosto certa della presenza di candele profumate, vituperate da tutti e anche per questo da me molto amate. Le candele sono l’ultimo gradino della scala sociale dei regali, insieme alle calze, e io infatti amo anche quelle. Le compro e poi non ho il coraggio di regalarle, faccio quindi degli altari di candele (non di calze) in cucina, e questi altari  indispettiscono molto i gatti. Vedono le fiammelle e lo ritengono un dispetto, così corrono, o meglio galoppano, fino alla loro vendetta preferita: l’arrampicata sull’albero di Natale e la gara di divoramento sacchetti. Ho sentito un gran fracasso misto a ruggiti, sono corsa in salotto e ho trovato l’albero rovesciato, con il suo gradevole carico di neve finta e palline rotte sul pavimento, ma nessun gatto nei paraggi: ho seguito le tracce di un sacchetto di carta smembrato, pezzi di faccia di Babbo Natale, pezzi di scritta: Merry Christmas, fiocchi di neve, cocci di palline dorate, e li ho trovati, tutti e due sdraiati  dentro un rettangolo di sole sotto una finestra. Fischiettavano. Non hanno nemmeno drizzato le orecchie alle mie urla, stavano lì sdraiati forse da mille anni. Albero, ma quale albero? Li ho costretti all’eye contact, volevo una confessione di colpevolezza, ma erano già in uno stato di beatitudine sul loro inarrivabile pianeta gatto, dove sogno di andare un giorno anch’io. Prendetemi con voi, che cosa vi costa? Voglio anche io fare crollare alberi per dispetto e subito dopo sdraiarmi al sole. Distruggere un divano e poi fare la faccia soddisfatta. Sparire per giorni e poi con uno sguardo dire: ho fame, sbrigatevi. 

  
E comunque, a parte i sogni, a parte gli alberi, che cosa vogliono da me tutti questi sacchetti? Io ho un problema con i sacchetti, mi fanno sentire insacchettata. Appena vedo un sacchetto, cerco di farlo sparire. I gatti li masticano, io li nascondo e se nessuno mi vede li butto. Di carta, di plastica, di cartone, capienti, minuscoli, sacchetti del supermercato, della gioielleria, del calzolaio, del macellaio. Sacchetti, io vi odio. Buste, io ho paura di voi. Vi moltiplicate a una velocità assurda, volete prendere il sopravvento, volete imbustarci e portarci via, appallottolarci come una carta da regalo strappata. “Signora, serve una busta?” “No! No basta, per carità, non mi serve!”. “Signora ma la giraffa impagliata come la porta? Signora, ma queste uova sfuse dove gliele metto? Prenda una busta da dieci centesimi, non sia tirchia”. E invece no, terrò le uova in mano, porterò la giraffa sulle spalle, romperò le uova, ucciderò la giraffa, ma niente più buste dominanti. Che amano ritrovarsi al centro del pavimento della stanza di mia figlia, vuote. Stanno prendendo un aperitivo e sparlano di me, dopo che lei le ha gettate lì. Sono minacciose. Ma arrivano i gatti al galoppo e si gettano nella mischia. Sacchetti, addio: non vincerete mai.

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.