(Foto LaPresse)

I parcheggi, come certi amori, salvati solo da Battiato. Di tanti capelli ci si può fidare

Simonetta Sciandivasci

“Il favoloso mondo di Amélie” è un film che dovrei vergognarmi di citare, ma in Kieslowski non ho trovato una cosa saggia come quella che dice la cameriera bionda e greve. E cioè che chi conosce i proverbi è buono

Cara Annalena, “Il favoloso mondo di Amélie” è un film che dovrei vergognarmi di citare, ma in Kieslowski non ho trovato una cosa saggia come quella che dice la cameriera bionda e greve. E cioè che chi conosce i proverbi è buono. Si dice anche a casa mia, con un’aggiunta: di uno che ama le canzoni italiane ci si può fidare. Mi chiedo se sia un principio di solidità di coppia sufficiente e se alla mia amica attratta da uno che non vota come lei, non legge come lei (non legge affatto), non la pensa come lei su niente tranne che sul fatto che non si muore per amore di nessuno ma dei toast sì, io debba consigliare di amarlo senza se e senza ma, perché lui conosce Battisti e Dalla meglio di chiunque altro. So che lui sbufferà quando lei gli racconterà di Handke e che lei, allora, chiamerà me, per parlarne, e io mi annoierò. Però sono proprio tentata di dirle di gettarglisi tra le braccia, perché avranno sempre una canzone, e perché una volta, mentre cercavano parcheggio e lo hanno trovato ed è partito Battiato, lui è sfrecciato via e le ha detto che non potevano non ascoltarlo tutto con i finestrini abbassati, e la terza ingranata, e affanculo il parcheggio. Immagino ci si possa fidare a vita di uno che non interrompe un pezzo di Battiato, anche se per colpa sua mi toccherà parlare con la mia amica di letteratura austriaca. Sono superficiale? Sono superficiale.


Per la tua amica: sposta la bottiglia e lascialo guardare se di tanti capelli ci si può fidare. 

Annalena

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