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I fratelli di Matteo

I volti (con qualche sorpresa) della nouvelle vague salviniana. Giovani e persino multietnici

11 Marzo 2018 alle 06:19

I fratelli di Matteo

Toni Iwobi e Matteo Salvini. Foto LaPresse

Cresciuti all’ombra di Matteo Salvini, ma anche militanti della politica ventre a terra sul territorio che hanno condiviso con il segretario federale l’esperienza dei boy-scout della Lega: il coordinamento dei Giovani padani. Poi le competenze tecniche apprese nelle università. I volti nuovi che emergeranno sia a Montecitorio sia in Regione Lombardia nella Lega, sono un crogiuolo genetico. Persino etnico.

  

La figura che ha colpito di più per la sua valenza simbolica è un volto nuovo, anche se non per l’anagrafe: il primo senatore italo-nigeriano, Toni Iwobi, 65 anni, vive nella bassa bergamasca, a Treviglio. Con il nuovo leader della Lega pochi anni fa è diventato responsabile del dipartimento dell’immigrazione del partito. Esempio di integrazione: due lauree, una piccola impresa informatica. Non piace a Balotelli, ma amen. In Senato porterà avanti le politiche di immigrazione e sicurezza: distinguendo fra gli immigrati regolari e integrati da quelli entrati illegalmente. Anche se il neo senatore, a chi lo conosce bene, ha sempre detto che non si può fermare l’immigrazione perché fa parte della storia dell’umanità. Poi ci sono i giovani, cresciuti con Salvini, fra cui si distingue certamente Giulio Centemero. Madre rumena, padre italiano, 39 anni. Schivo, laureato in economia, è stato a Bruxelles con un ruolo tecnico insieme a Salvini e tre anni fa ha preso in mano il dissestato bilancio del partito per risanarlo. Il tesoriere della Lega diventata blu è nato a Milano, vive ad Arcore e, oltre allo yoga, la sua passione è la finanza agevolata. Dopo la Statale, ha studiato in Scozia, esperto di start up. Se glielo chiedete, vi parlerà a lungo in gergo tecnico, ovviamente in inglese, di venture capital e private equity. E’ considerato oltre che riservato, moderato, o meglio istituzionale. Come dice lui stesso al Foglio: “Se non si può ragionare, preferisco tacere”. Considerato molto valido anche dalla vecchia guardia, in Parlamento si occuperà di lavoro e finanza. Con lui arriverà a Montecitorio anche un volto noto solo a Milano, fedelissimo pretoriano di Salvini: Alessandro Morelli, capogruppo a Palazzo Marino, è stato assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Identità. La sua devozione (e la vigile sorveglianza del feudo salviniano a Milano durante le diverse guerre puniche all’interno del partito) è stata premiata. A Roma arriverà anche Andrea Crippa, 31 anni, coordinatore federale dei Giovani padani e assistente di Salvini all’Europarlamento. Nonché protagonista del video virale sul museo egizio che ha fatto gli sconti agli arabi. Altri volti nuovi avanzeranno in Regione. Salvini li chiama tutti fratelli ed è facile trovarli tutti insieme nei locali di Gianmarco Senna, il leghista ristoratore dell’Isola che è stato il consigliere regionale di Milano più votato. 

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