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Tutti ai posti di comando. Il nuovo potere di Lombardia

“E’ la giunta che conta”. Ecco chi va alle poltrone pesanti del governatore Fontana

8 Marzo 2018 alle 14:59

Tutti ai posti di comando. Il nuovo potere di Lombardia

Matteo Salvini con Attilio Fontana (foto LaPresse)

Si può regnare sicuri, per parafrasare Milton, in Lombardia. Archiviata la pratica Giorgio Gori, degnissimo sfidante che ha ottenuto il risultato peggiore per il centrosinistra dai tempi di Masi, ora ad Attilio Fontana tocca governare. E anche se il mare è in bonaccia, le acque, in politica si fanno agitate in fretta. E allora è la giunta che conta, come diceva il Terzo segreto di Satira per Majorino e Beppe Sala. Peraltro, quando si ha un bilancio di miliardi di euro, una Regione da 10 milioni di abitanti con un pil da medio stato europeo, c’è poco da improvvisare. Ecco dunque qualche profilo da tenere d’occhio per capire chi terrà i rapporti con il mondo produttivo.

 

MISTER BILANCIO - Sarà un tecnico, probabilmente. Il nome ancora non c’è, e pare proprio che Guido Guidesi, solido esponente leghista nato a Codogno nel 1979, ragioniere, non arriverà a Palazzo Lombardia, come si era vociferato. L’identikit di chi dovrà gestire i conti della Regione l’aveva fatto in tempi non sospetti Massimo Garavaglia, il quasi ex assessore al Bilancio di Roberto Maroni: uno bravo a far di conto, e soprattutto bravo a orientarsi tra i corridoi di Roma. Requisito fondamentale e forse essenziale. Garavaglia, due lauree e tanta sicurezza fornita alla giunta, l’aveva detto: io vado a Roma. Stanco, a livello personale, delle mille questioni che gli piovevano sulla scrivania. Il prossimo capo del Bilancio, dovrà rispettare tutti i requisiti. Con un plus: non deve essere di Milano, e dunque garantire una rappresentatività anche ai territori più lontani, naturalmente sotto rappresentati negli organi di governo.

 

IN SALA D’ATTESA - Di Sala, a Milano, ce ne sono vari. Oltre al più famoso, Beppe. C’è Angelo, che fa il presidente di Aler Milano e che avrà un ruolo centrale operativo in viale Romagna, ma forse non solo, nel nuovo assetto dell’assessorato alla Casa-Welfare. Una partita della quale si sta occupando direttamente Giulia Martinelli, che ha seguito la stesura del programma di Fontana e per la quale si è anche vociferata la possibilità di un assessorato pesante. Poi c’è un altro Sala, Fabrizio. Vicepresidente della giunta Maroni, ha fatto il pieno di voti in Brianza. Per Fabrizio Sala tutti parlano della vicepresidenza, ma chissà. Si sa anche che vorrebbe le Attività produttive proprio perché il territorio dal quale proviene offre la più alta concentrazione di aziende e aziendine che fanno grande la Lombardia. Uomo di politica, Sala sta coperto e attende. Sala d’attesa.

 

E’ LA SQUADRA CHE CONTA - Davide Caparini, Lucio Brignoli, Stefano Bolognini, Max Ferrari. Su alcuni quotidiani sono tutti accreditati di entrare in giunta. Sono stati gli uomini più vicini a Fontana in una campagna nella quale la decisione più difficile, ma anche la più azzeccata, è stata quella di viaggiare sottotraccia. Infatti la macchina ha viaggiato tanto veloce da non essere stata neppure rilevata dai sondaggisti, che prevedevano un distacco minimo e invece l’avvocato di Varese ha fatto il pieno di voti spendendo praticamente niente. Dunque? Legittimo che aspirino a un ruolo, che potrebbe essere più sostanziale che formale. Del resto, di Caparini si conosce l’abilità nella gestione della comunicazione. Bresciano, figlio del mitico Bruno, con una storia lunga di militanza alle spalle, Caparini potrebbe gestire tutta la comunicazione interna alla Regione. Bolognini, ex assessore provinciale ma grande tessitore, è in predicato come capo di gabinetto. Conosce praticamente tutte le istituzioni che contano, si muove bene negli ambienti chiusi, è un fedelissimo di Matteo Salvini. Lucio Brignoli ha anche lui doti di organizzatore, e la segreteria potrebbe essere cosa sua. Comunque, è la squadra che conta. E Fontana lo sa.

 

L’ARCANGELO RAFFAELE - Hanno titolato: “L’ultimo ciellino in Regione non ce la fa”, riferendosi a Raffaele Cattaneo da Varese. Presidente del Consiglio regionale uscente, assessore indimenticato ai Trasporti. Ma soprattutto grande tecnico, con esperienza riconosciuta da tutti. Varesino come Fontana. L’agiografia del nuovo governatore racconta della prima sua vittoria elettorale, a Induno Olona. L’avversario era proprio Cattaneo. Ma sono diventati amici nella lunga militanza comune nel centrodestra. E Fontana sa quanto Cattaneo possa valere. Lui potrebbe aspirare a un posto nella politica del governo regionale. Da assessore, insomma. Strada stretta ma percorribile: dipenderà da Fontana e da Noi con l’Italia. Oppure per lui si potrebbero spalancare le porte del ruolo tecnico, in un percorso che ricalcherebbe quello fatto da Andrea Gibelli, oggi alla presidenza di FNM dopo aver fatto il segretario generale. Una scelta di vita, beninteso. Di Cattaneo si parla, vista la passione per le infrastrutture, anche per un ruolo apicale nella nuova super-azienda delle infrastrutture creata da Maroni negli ultimi tempi del suo mandato. Si vedrà.

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