Gran Milano

Molti cantieri, molto onore. L'immobiliare tra crisi e Pnrr

Paola Bulbarelli

Regina De Albertis, presidente di Assimpredil Ance, fa il punto per un settore strategico, dopo l’approvazione del dl Aiuti contro l’emergenza dei rincari di energia e materiali, che rischia di bloccare la ripresa

Da una parte i privati. Dall’altra il pubblico. Da un lato “la grandissima quantità di risorse private che arriveranno sul territorio con grandi investimenti di fondi: in primis l’intervento di Porta Romana che sta portando avanti Coima, le grandi operazioni a Segrate, Piazza d’Armi, gli Scali ferroviari. Milano è una città molto attrattiva per quanto riguarda il capitale privato immobiliare”, spiega al Foglio Regina De Albertis, presidente di Assimpredil Ance. E dall’altro i bonus e i super bonus, ora visti e rivisti dal governo comprese nuove strette e regole ben precise. “Che era quello che chiedevamo, perché non si ha idea del numero di imprese che si sono improvvisate. E’ stata denunciata proprio da Ance una situazione insostenibile con 16 mila 300 nuove imprese non qualificate spesso composte da una sola persona. Sono solo nuovi soggetti Iva legati all’opportunità del super bonus. Ci doveva essere una qualificazione e una barriera all’ingresso alle imprese che volevano partecipare al super bonus. Ora bisognerà rivolgersi a quelle che hanno la certificazione SOA, fino ad oggi necessaria alle aziende per poter partecipare a determinati appalti pubblici”.
 

De Albertis fa il punto per un settore strategico, dopo l’approvazione del dl Aiuti contro l’emergenza dei rincari di energia e materiali, che rischia di bloccare la ripresa. “Un testo con tanti sottotesti di difficile interpretazione su alcune cose – spiega – L’entità degli stanziamenti previsti sono positivi, tutto è da capire come verranno trasferiti alle imprese”. Sono stati stanziati 3,5 miliardi aggiuntivi per il 2022 di cui 2 miliardi circa servono per andare a finanziare gli aumenti relativi alle opere in corso o a quelle già aggiudicate, quelle i cui lavori sono già stati pattuiti e a questi due miliardi devono essere aggiunti 500 milioni che rientravano nel decreto precedente. In più sono stati stanziati altri 7 miliardi e mezzo suddivisi in un miliardo e mezzo all’anno da qua al 2026 per le opere che devono essere avviate successivamente. “La cifra è importante e secondo le stime di Ance può essere abbastanza capiente in quanto si era stimato per il 2022 un ammontare totale di opere che si aggirava intorno al 33 miliardi con una maggiorazione del  20 per cento di costi di costruzione per tutto quello che è successo”.
 

Ci potrebbero essere soldi in più che riguarderebbero il comune di Milano, risorse aggiuntive, sempre in relazione al Pnrr,  per le grandi città con popolazione oltre agli 800 mila abitanti e anche qui sono previsti fondi suddivisi per anno che prevedono la dotazione di 100 milioni per il 2022, 200 per il 2023 e 2024 e altri 100 per il 2025 finalizzati a forzare gli investimenti dei grandi comuni. Queste le ultime novità in tema di Pnrr, e non solo perché sarà previsto altro in occasione delle Olimpiadi di  Milano-Cortina per le opere pubbliche previste sul territorio. Un grido dall’allarme è stato lanciato anche al presidente lombardo Fontana, a proposito dell’impennata del costo delle materie prime e dell’energia: “Gli stanziamenti previsti a coprire il secondo semestre del 2021 non sono ancora stati resi effettivi e attendevamo entro il 30 marzo il testo con l’elenco dei nuovi prezzi dei 56 materiali presi in considerazione. Ma nulla di fatto”. Il rischio di un blocco c’è ancora? “Certo, perché questa è solo una bozza degli aiuti, si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e qualcosa può ancora cambiare. Il governo sembrava non rendersi conto della gravità della situazione, pensando di risolvere la questione scaricando tutto sull’anello più debole della filiera. Ora si sono accorti che questo non è possibile e che ognuno deve fare la propria parte”.  La previsione è di tenere i prezzari aggiornati del 2021. “E su questi mettere un incremento del 20 per cento, nelle more delle varie regioni che dovrebbero fare un aggiornamento al loro elenco prezzi entro luglio 2022 sperando che questo venga fatto A tutta questa situazione si associa un effetto speculazione, e se la guerra dovesse finire, come auspichiamo, non ci sarà una automatica revisione dei prezzi, anzi”. 
 

Di più su questi argomenti: