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Costruire, una bella filosofia di famiglia. Regina De Albertis

La giovane ingegnere che guida Borio Mangiarotti, il progetto SeiMilano come lo sognava papà. Sviluppo e verde

20 Maggio 2018 alle 06:18

Costruire, una bella filosofia di famiglia. Regina De Albertis

Foto: www.seimilano.com

Regina De Albertis lo ha definito “ambizioso”. Forse perché sono dieci anni che è fermo o forse perché suo padre Claudio ci aveva sempre creduto, purtroppo senza vederlo partire. Sta di fatto che il progetto SeiMilano prende finalmente il via per non fermarsi più fino al 2022, anno in cui si prevede possa dirsi finito. La giovane ingegnere che pare una liceale, consigliere della Borio Mangiarotti – impresa fondata dal suo bisnonno nel 1920 e nella quale lavorano pure il fratello Edoardo (aspetti finanziari) il cugino Iacopo Stella (parte amministrativa) e la cugina Marta Stella (marketing) – parte veloce a parlare di quello che senza dubbio, pure da un punto di vista affettivo, è il cantiere al quale tiene di più. “L’area (sud-ovest di Milano, ndr) che è stata acquista da mio padre nel 2008 ha visto diverse vicende giudiziarie: i lavori di bonifica già avviati nell’ex cava di Geregnano, dove si sviluppa una parte molto consistente del progetto, sono stati interrotti a causa di un sequestro (dal 2010 al 2013) per un esposto promosso da comitati cittadini di zona. La legittimità del percorso di bonifica è stata confermata con ben due assoluzioni perché ‘il fatto non sussiste’ e senza rilevare alcun elemento di criticità. In aggiunta la cooperativa Nives, che era un soggetto attuatore per il 6 per cento dello sviluppo, è fallita e Borio Mangiarotti ha dovuto salvare quasi cento famiglie che avevano già versato molti denari, dando un’abitazione nell’adiacente intervento di via Parri che abbiamo sviluppato e collocato sul mercato nel 2014. Oltre a ciò la società Acqua Marcia Immobiliare, che era soggetto attuatore per il 77 per cento, è stata sottoposta a procedura di fallimento e abbiamo rilevato tutte le loro volumetrie. Quindi oggi Borio Mangiarotti è l’unico soggetto attuatore con una cooperativa, la Solidarnosc, che detiene una piccola percentuale delle volumetrie, il 6,5 per cento. Siamo ripartiti secondo il progetto di bonifica approvato e vigente”.

 

A dimostrazione che la Borio Magiarotti, con una storia lunga 97 anni e giunta al quarto ricambio generazionale, è una delle protagoniste del panorama immobiliare, non solo milanese, dentro un mercato altalenante e oggi, soprattutto in una metropoli come Milano, divenuto attrattivo per i grandi sviluppatori internazionali, attivi nei maggiori progetti di rigenerazione urbanistica. A cavallo fra le due guerre e nel periodo della ricostruzione l’impresa “di famiglia” ha con i più importanti progettisti, da De Finetti a Muzio a Figini, realizzando edifici che sono oggi la storia del paese. Ma determinante, anche per la città, è stato il ruolo di Claudio De Albertis, nipote del fondatore, presidente della Triennale di Milano, di Assimpredil Ance e dell’Associazione nazionale costruttori edili, che ha tracciato una trada capace di coniugare amore per l’architettura, intelligenza urbanistica, impegno culturale e ambientale. Questo, per continuare le azioni del padre, è ciò che si prefigge anche Regina De Albertis. Tant’è che SeiMilano sorgerà su una superficie di oltre 300 mila metri quadri, fra Via Calchi Taeggi e Via Bisceglie  e comprenderà residenze, uffici, una piazza commerciale, funzioni pubbliche e un grande parco urbano di 200.000 metri quadri. Il masterplan è di MCA Mario Cucinella Architects, mentre il disegno del parco è stato affidato allo Studio Internazionale Michel Desvigne – Studio MDP. Il progetto sarà sviluppato in partnership con il fondo americano Varde, con cui la società ha siglato una joint venture che prevede un investimento di oltre 250 milioni di euro. “In dodici fermate, da piazza Duomo a Bisceglie, siamo in un parco di venti ettari dove realizzare una città giardino”. Un parco con dimensioni analoghe ai giardini pubblici Montanelli e del Parco Nord e che si ispirerà alla Pianura Padana: un’alternanza di superfici boschive, filari alberati, frutteti, prati, orti, corsi d’acqua, rogge in una sorta di continuità tra città e il confinante paesaggio agricolo. SeiMilano si inserisce in una città Metropolitana orientata a progetti di rigenerazione urbana che vedono nel verde l’elemento principale: il nuovo parco pubblico andrà infatti ad arricchire gli oltre 24 milioni di metri quadrati di verde già presenti nel tessuto urbano. Da vero conoscitore del territorio, Borio Mangiarotti ha concretizzato quello che altri sviluppatori non hanno potuto o saputo fare. “Abbiamo preservato e promosso le nostre competenze, ri-orientandole in base alle esigenze contemporanee”. Senza dubbio è un momento positivo per Milano da un punto di vista immobiliare con nuove costruzioni e riqualificazioni in ogni dove. “Senza dubbio. Anche perché l’amministrazione dà molto supporto al promotore privato che vuole fare bene per la sua città cercando di unire l’interesse pubblico, l’interesse privato con i capitali e i fondi stranieri; unendo questi mondi, e senza dimenticare il supporto del settore bancario, si possono mettere in piedi dei grandi progetti. Milano ha le potenzialità e una forte imprenditoria, pronte a scommetterci”.

Paola Bulbarelli

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