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Il caso Lorenzo Diana, icona antimafia abbandonata alla gogna dalla Saviano Associati

Tra garantismo ideologico e giustizialismo partigiano. L'ex senatore cade nella polvere e attorno ha solo terra bruciata

Luciano Capone

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capone@ilfoglio.it

15 Maggio 2019 alle 09:53

Tra garantismo ideologico e giustizialismo partigiano. Il caso Lorenzo Diana

Lorenzo Diana (foto LaPresse)

Per rialzarsi e ripulirsi dal fango, Lorenzo Diana ha dovuto aspettare quattro anni. Più precisamente tre anni, dieci mesi e quattro giorni, per ricevere dalla Dda di Napoli la richiesta di archiviazione per l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. L’ex senatore del Pds e segretario della commissione Antimafia è stato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, uno dei primi oppositori del Clan dei Casalesi, quando nel casertano la camorra non la combatteva convintamente neppure lo stato. Per la...

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Luciano Capone

Luciano Capone

Sono cresciuto in Irpinia, a Savignano. Sono al Foglio da 12-13 anni, anche se il Foglio non l’ha mai saputo, da quando è diventato la mia piacevole lettura quotidiana. Dal 2014 sono sul Foglio e stavolta lo sa anche il Foglio. Liberista sfrenato, a volte persino selvaggio.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Maggio 2019 - 12:12

    Un cittadino che ha scontato una pena pur innocente non potendo per legge adire alla giustizia per la macelleria giudiziaria subita dovrebbe avere il coraggio di attaccare con ferocia i magistrati che lo hanno 'perseguitato ' e insultarli a voce alta e dire " Ho fatto la galera per la vostra inettittitudine la vostra incompetenza e supponenza ,siete dei mascalzoni e ora rimettetemi in galera per aver offeso la vostra sacrilega toga".Come diceva don Abbondio?

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