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Che cosa non torna nell’arresto dei due genitori più famosi d’Italia

Se ci fosse stato il rischio concreto che Tiziano Renzi e Laura Bovoli manomettessero le prove a loro vantaggio o reiterassero il reato, sarebbe forse stato il caso di intervenire prima

19 Febbraio 2019 alle 19:45

Che cosa non torna nell’arresto dei due genitori più famosi d’Italia

Tiziano Renzi e Laura Bovoli (foto LaPresse)

Roma. Perché infliggere l’umiliazione dell’arresto? E’ l’interrogativo su cui si interroga Matteo Renzi, rispetto alla vicenda giudiziaria legata ai suoi genitori finiti due giorni fa ai domiciliari. E lo fa nelle stesse ore in cui il suo smartphone è inondato dai messaggi di solidarietà, anche dagli avversari che non ti aspetti, leghisti e grillini inclusi. Nessuno crede ai complotti ma alle singolari coincidenze, queste sì. Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono i genitori più famosi d’Italia, una coppia di quasi settantenni che, dal giorno successivo alla discesa in campo del figlio, dopo un’esistenza tranquilla da incensurati doc, finisce nel mirino di pm e giornalisti per vicende legate alla gestione delle aziende familiari. Prima a Genova, per bancarotta, poi a Roma, nell’ambito del caso Consip, Renzi senior viene travolto dal chiasso mediatico-giudiziario, infine archiviato.

 

Adesso arriva il colpo di teatro: addirittura l’arresto, il campanello che suona nella serata di lunedì. Il signore e la signora Renzi sono ufficialmente prigionieri nella propria abitazione. Nelle novantasei pagine dell’ordinanza il gip Angela Fantechi ordina gli arresti domiciliari per i reati di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. L’accusa è di aver svuotato le casse di tre cooperative – Delivery, Marmodiv e Europe service – provocandone il fallimento. Secondo il pm Luca Turco (già grande accusatore dei fratelli Lucia e Giovanni Aleotti, proprietari della Menarini, entrambi assolti in appello), Renzi senior e moglie avrebbero costituito alcune società al solo scopo di mettere a disposizione di quella principale, la “Eventi 6”, manodopera senza essere gravati di oneri previdenziali ed erariali. Un escamotage per aggirare gli obblighi di legge. La richiesta avanzata dalla procura fiorentina (che ha acquisito gli atti dai pm di Cuneo) risale allo scorso 26 ottobre, sono trascorsi dunque quasi quattro mesi prima che il gip la autorizzasse. Inquinamento probatorio e reiterazione del reato sono le esigenze cautelari riscontrate dal gip. Eppure, se l’indagato rischia di manomettere le prove a suo vantaggio o di reiterare il reato, sarebbe forse il caso di intervenire più celermente. Perché attendere un lasso di tempo così lungo? E se l’atto d’accusa verte su reati tributari e fallimentari, perché i magistrati non hanno optato per una misura interdittiva?

 

Al posto dell’arresto, avrebbero potuto interdire i due dallo svolgimento dell’attività imprenditoriale, metterli sotto controllo com’è avvenuto, almeno per Renzi senior, quasi ininterrottamente, negli ultimi tre anni. L’avvocato Federico Bagattini, che assiste entrambi i coniugi, studia le carte nell’attesa dell’interrogatorio di garanzia previsto per gli inizi della prossima settimana, si attenderà poi la pronuncia del tribunale del Riesame circa la congruità della misura cautelare. Al Foglio, Bagattini esprime “amarezza per un arresto che è stato una doccia fredda, nessuno di noi poteva immaginarselo”. La difesa intende contestare ogni accusa: Tiziano Renzi e Laura Bovoli non sono mai stati gli “amministratori di fatto” delle aziende finite nel mirino della procura, e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, al fine di consentire evasione d’imposta a Eventi 6, sarebbe un’ipotesi priva di fondamento. “Le prestazioni indicate sono state effettivamente svolte”, dichiara Bagattini. Vi è poi un’obiezione che chiama in causa la logica ancor prima che il diritto: secondo il gip, “attualmente è in corso di compimento, da parte di Renzi Tiziano e Bovoli Laura, la fase dell’abbandono della Marmodiv”. Ma se ciò è vero, risultano oscure le modalità in cui si sarebbe dispiegata la gestione occulta dell’azienda, e ancora più oscuri i motivi dell’arresto di due presunti innocenti. Senza processo, anzi neppure un rinvio a giudizio. Si conferma allora l’antica usanza, tutta italiana, per cui è più facile finire in galera prima di una condanna e non dopo. Non è complotto, è in-giustizia.

Annalisa Chirico

Classe 1986. Dottorato in Teoria politica alla Luiss Guido Carli, apprendistato pannelliano e ossessione garantista. Scrive di giustizia, politica e donne. "Siamo tutti puttane - Contro la dittatura del politicamente corretto" è il titolo del suo bestseller. Sul suo profilo Facebook si legge la seguente frase: "La mente è la mia chiesa, i tacchi il mio paracadute". Presiede Fino a prova contraria - Until proven guilty, il movimento cool per una giustizia giusta ed efficiente.

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Commenti all'articolo

  • FrancescoS

    20 Febbraio 2019 - 13:01

    La libertà personale è un diritto naturale inviolabile sul quale non si può agire disinvoltamente

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  • eleonid

    20 Febbraio 2019 - 07:07

    Se la nostra giustizia fosse in mano a dei santi ,credo che saremmo il paese più felice al mondo. Ma purtroppo così non è , e quindi credo che anche la nostra giustizia dovrà essere posta sotto tutela. Qualcuno penserà che così facendo diveremmo un paese di tutti mascalzoni , ma almeno l'ingiustizia sarebbe palese e trasparente e quindi giusta.

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  • carlo.trinchi

    19 Febbraio 2019 - 21:09

    Perché non si aspetta di leggere le carte? Perché si fa cagnara e basta? A quando una riforma della giustizia? Renzi poteva. Prima di gridare al complotto si auto incolpi prima.

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    • stearm

      20 Febbraio 2019 - 09:09

      Scusi, ma come avrebbe potuto Renzi fare una riforma della giustizia? Avrebbe perso la maggioranza parlamentare, visto che la metà malata del PD che stava cercando di rottamare avrebbe sicuramente fatto cadere il governo. Io Credo che si possa ben dire che Renzi non sia stato capito dall'elettorato di centro-destra, che non è stato in grado di mettere in discussione i propri pregiudizi ideologici ancorati ad una visione del mondo novecentesca. Renzi l'hanno invece capito bene proprio i nipotini di Stalin, ovvero la parte massimalista della sinistra, che infatti lo considera giustamente il nemico d'abbattere.

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  • angelino 57

    19 Febbraio 2019 - 21:09

    Chi di giudice colpisce di giudice perisce!!! Serve da lezione per la sinistra che ha sempre usato i giudici per danneggiare gli avversari politici!!

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    • Gianpiero

      20 Febbraio 2019 - 09:09

      Scusi ma di quale sinistra sta parlando, dei 5 Stelle, di personaggi come De Magistris o Ingroia, di Grasso e compagni, di Travaglio e forcaioli vari? Renzi e la sinistra riformista non sono mai stati giustizialisti, per questo sono sempre stati odiati da quelli sopra citati e dalla destra reazionaria e fascistoide.

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    • stearm

      20 Febbraio 2019 - 09:09

      Certo non aver capito che Renzi paga proprio il fatto di aver cercato di sconfiggere quella 'sinistra' e che proprio quella 'sinistra' si sta adesso vendicando vuol dire essere vissuti in un universo parallelo negli ultimi otto anni. Purtroppo i paraocchi ideologici di molti italiani hanno sancito la sconfitta politica del primo tentativo serio di portare l'Italia nel Ventunesimo secolo.

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      • eleonid

        20 Febbraio 2019 - 13:01

        Sono d'accordo

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        • luzi.marta

          21 Febbraio 2019 - 10:10

          marta 21 febbraio 2019 - 10;38 Sono d'accordo anch'io

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      • Chichibio

        20 Febbraio 2019 - 12:12

        Già. Infatti il referendum non è passato perché troppi italiani non ne hanno compreso l'opportunità e molti altri hanno seguito gli imbonitori di mirabolanti promesse.

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    • carmelo.gammino

      20 Febbraio 2019 - 07:07

      sei indignato O fai il partigiano di questo o quello?

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