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Il rischio testa-coda del turbo-sospetto

L'enorme attenzione che Repubblica e La Verità hanno prestato all'arresto dei genitori di Renzi

20 Febbraio 2019 alle 06:01

Il rischio testa-coda del turbo-sospetto

La casa dei genitori di Tiziano Renzi e Laura Bovoli (foto Imagoeconomica)

Molti ricorderanno le polemiche scatenate dalle parole del gesuita padre Ennio Pintacuda quando definì il sospetto “l’anticamera della verità”. Giovanni Falcone che sull’antimafia aveva idee diverse da Leoluca Orlando e i gesuiti che lo sostenevano, gli rispose come per lui, da magistrato, fosse invece l’anticamera del khomeinismo. Polemiche antiche, superate. Da ieri poi, dopo l’articolo di fondo di Claudio Tito su La Repubblica, sospetto si declina al plurale e lo si fa muovere velocissimo. ”Chi ha ricoperto incarichi istituzionali di altissimo livello non può farsi trascinare in un turbinio di sospetti come questo”. Un sospetto che túrbina moltiplicandosi. Il turbo-sospetto, questo l’aspetto ancora più interessante, è riferito a Matteo Renzi, definito nell’articolo di Tito equiparabile a Salvini, Di Maio e Berlusconi, nomi, almeno due su tre, che per il lettore di Repubblica equivalgono a quelli di Gengis Khan o di Jack lo squartatore. Qui non ci si addentra nel merito ma si nota la singolarità, nel giorno in cui il Truce Salvini viene salvato dal M5s, e tutti i giornali se ne occupano con grande rilievo, di due sole testate che dedicano più spazio in prima pagina agli arresti domiciliari per i genitori di Renzi: sono la Verità e la Repubblica. Di suo il quotidiano di largo Fochetti aggiunge una appassionata difesa dei magistrati. “Per il loro lavoro occorre rispetto” è il monito di Tito che aggiunge come occorra “aspettare le sentenze e non commentarle”. Su questo divieto di commento è slittata la frizione con un inevitabile testa-coda del turbo. Una evidente esagerazione, forse per celebrare l’anniversario di “Mani pulite” che ricorreva giusto l’altro ieri.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    20 Febbraio 2019 - 19:07

    Mi onoro di aver avuto il privilegio di sentirLa accendersi in diretta..oddio..accendersi..l'ho percepito perché ero ancora a letto, al buio, concentrato solo sulla Sua voce (a proposito: è tornata garrula e sono assai felice di ciò). E' stato bellissimo.

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  • mastrofrancescolucia

    20 Febbraio 2019 - 14:02

    Se Repubblica non naviga in buone acque è anche perché dei lettori forti , una volta fedelissimi, hanno smesso di acquistarla per le posizioni politiche troppo tese a seguire l'aria che tira, talora acriticamente.Io , per es, ho cambiato testata, optando per il Foglio

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  • luiga

    20 Febbraio 2019 - 10:10

    Repubblica è il massimo sponsor di Zingaretti e la vivacità di Renzi in questo momento è fastidiosa, bisogna oscurarlo in qualche nodo.

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  • giantrombetta

    20 Febbraio 2019 - 09:09

    Caro Bordin, quanto mi mancano e ci mancano Bettino Craxi e Marco Pannella. Nell’anniversario della cosidetta rivoluzione salvifica di Mani Pulite ho riletto il discorso di Bettino pronunciato nel silenzio del Parlamento e quello di Marco sul caso Tortora, nelle piazze silenti del Paese. Letture che mi aiutano a capire dove e perché siamo finiti dove siamo. Ovvero alla vigilia di qualcuno che proponga una riforma costituzionale che sancisca finalmente l’affidamento anche formale del governo al Csm, raccogliendo applausi e consensi. Oso pensare che anche lei ogni tanto sia tentato di trarre medesime conclusioni. Cattivi pensieri? C’era una volta il primato della politica...e c’erano uomini politici che si battevano per onorarlo e difenderlo, quel primato. Talora sbagliando, certo. Ma agli errori umani la politica, anche drammaticamente ma democraticamente, ha sempre saputo porre rimedio. L’antipolitica mai, dicono i libri di storia. Qualche sciagurato sospetta di no?

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    • leless1960

      20 Febbraio 2019 - 13:01

      Ci pensavo proprio ieri, a Marco Pannella: ma sbaglio o fu lui il primo a fare della lotta "alla partitocrazia" un totem assoluto? Se avesse ragione, torto, parziale ragione come spesso accade, ciascuno può stabilirlo da sé, ma senz'altro fu un precursore dell'antipolitica, del "c'ho ragione solo io", e del "gli altri sono tutti ladri".

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