Nicola Morra è un senatore grillino e il presidente della commissione Antimafia (Foto Imagoeconomica)

L'Antimafia di Morra segue il modello Davigo

Luciano Capone

“Sospettati”, ma di cosa? L’attacco dell'esponente M5s a lady Mastella svela la barbarie giustizialista del grillismo di governo

Roma. La commissione Antimafia intesa come ufficio per la distribuzione di patenti morali e di agibilità politica. C’era stato un accenno sotto la presidenza di Rosy Bindi, che periodicamente stilava la cosiddetta lista degli “impresentabili”, ovvero dei candidati che pur essendo in possesso di tutti i diritti politici la commissione Antimafia consigliava di non votare in quanto indagati per qualche ipotesi di reato. Questa usanza barbara, al limite dello stato di diritto, viene superata di slancio all’epoca del governo del cambiamento con il grillino Nicola Morra al posto della Bindi. Vittima dell’uso politico dell’antimafia, intesa come strumento di delegittimazione degli avversari, è sempre lei: Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella, ora senatrice di Forza Italia e membro di quella commissione Antimafia da cui era stata messa all’indice prima dell’assoluzione.

 

Secondo Morra, la Lonardo è una “sospettata” – non si sa di cosa – e quindi bisogna fare attenzione alla sua attività a Palazzo San Macuto: “Verrà registrato ogni eventuale tentativo di ostacolare il lavoro della Commissione – ha dichiarato Morra –. Abbiamo il dovere di garantire sempre la tutela nei confronti di chi possa essere sospettato ma abbiamo parimenti il dovere di tutelare le ragioni dello stato. Lo stato siamo noi e un po’ di sano egoismo in termini di prudenza preventiva non guasta”. Non si comprende di cosa sia “sospettata” la senatrice Lonardo, né perché la sua attività politica debba essere oggetto di “prudenza preventiva” (qualsiasi cosa questa espressione poliziesca e sgrammaticata voglia significare). Anche perché la Lonardo, insieme al marito ora sindaco di Benevento, è già stata sottoposta abbastanza alle attenzioni (leggi: accanimento) della magistratura: dopo l’interruzione forzata dell’attività politica a causa degli arresti domiciliari, la distruzione dell’Udeur (il partito considerato alla stregua di un’associazione a delinquere) e circa 10 anni di processi, è stata assolta con formula piena.

 

Dopo le frasi di Morra, la senatrice di Forza Italia ha chiesto un intervento dei presidenti Fico e Casellati: “Chiedo alla presidente del Senato e al presidente della Camera di intervenire a tutela della mia dignità personale, sia come senatrice che come cittadina italiana per le stravaganti, inquietanti, offensive immotivate dichiarazioni del presidente della commissione Antimafia”. E ha annunciato anche una querela nei suoi confronti e ne ha chiesto le dimissioni: “Non si capisce come questo indegno presidente, che denuncerò in ogni sede sul piano penale, possa accusarmi di un presunto sospetto circa il dovere di tutela delle ragioni dello stato. Siamo ai limiti della democrazia quando si pronunciano parole di questo genere che lasciano presagire azioni pericolose, ricattatorie e intimidatorie”.

 

Il senatore Morra, interpellato dal Foglio, dice che “non c’è alcun intento persecutorio, essendo stata assolta è una senatrice che ha la stessa dignità e la stessa meritevolezza di essere attenzionata”. Ma in che senso? Di cosa la signora Mastella sarebbe sospettata? “Siamo tutti sospettati, a partire dal sottoscritto”. Quando chiediamo se non si senta in dovere di porgere delle scuse alla senatrice Lonardo, Morra attacca il telefono. Tutti sospettati, come impone il metodo Davigo, tutti presunti fiancheggiatori della mafia fino a prova contraria. A questo punto viene da chiedersi se davvero l’esponente del M5s abbia l’equilibrio e le qualità morali per occupare un ruolo istituzionale così delicato. 

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  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali