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Assolti Eni e Scaroni. Quando a perseguitare basta l’ipotesi

Maxi bersagli & micro risultati per il processo che indagava sulle presunte tangenti in Algeria

19 Settembre 2018 alle 21:05

Assolti Eni e Scaroni in Algeria. Quando a perseguitare basta l’ipotesi

Foto Imagoeconomica

Spesso, o quasi sempre, basta “l’ipotesi” della procura per procedere alla persecuzione mediatica. Invece di rado, o quasi mai, la reputazione viene ripristinata con il proscioglimento o l’assoluzione. Sarà quindi interessante vedere come verrà riportata – a quale riga o in quale box nascosto – la notizia di assoluzione in primo grado dell’ex amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, e del manager, Antonio Vella, che erano imputati per corruzione internazionale per presunte tangenti in Algeria pagate, tra il 2008 e il 2011, all’ex ministro dell’Energia del paese africano e ai suoi collaboratori per ottenere appalti petroliferi.

  

La sentenza di condanna riguarda solo Saipem perché, secondo i giudici, la controllante Eni non è mai stata messa al corrente di una attività di corruttela per cui, per i manager del Cane a sei zampe, il “fatto non sussiste”. Era la stessa conclusione a cui arrivò il giudice per le indagini preliminari tre anni fa che aveva prosciolto Vella e Scaroni. Era la procura di Milano ad avere fatto ricorso, accolto dalla Cassazione per vizi di forma, mandandoli a processo. Al netto del legittimo convincimento degli inquirenti, ha certo più appeal un’indagine che mira al bersaglio grosso e si sposa con un’altra presunta “maxi-tangente” del colosso petrolifero italiano (e dell’inglese Shell) in Nigeria, di cui si attende a breve la prima sentenza. Ha più risonanza messa in quei termini, tanto che nel discorso mediatico le due vicende sono spesso andate a braccetto, col risultato di demonizzare la compagnia e i suoi vertici che, come si sa, si guadagnano commesse in paesi borderline. Purtroppo a lasciare per anni le sentenze preventive in mano ai media è difficile che sia resa giustizia.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    20 Settembre 2018 - 10:10

    A Formigoni, invece, hanno aumentato la pena. Ha fatto o rifatto almeno nove ospedali nei tempi e nei costi stabiliti. Siccome in Italia i costi (sempre!) raddoppiano e i tempi triplicano, si può dire che Formigoni ha fatto risparmiare allo Stato almeno un miliardo di euro. In Lombardia c'è la sanità migliore d'Italia. Ah, però era amico di un fornitore della Regione, che gli pagava le cene di lusso e la crociera (una all'anno) ai Caraibi! E poi gli ha acquistato una casa in Sardegna! Allora facciamo così: mettiamo in "conto tangenti" il valore della barca (qualche milione di euro); valutiamo la casa 1 milione di euro in più che mettiamo nel conto; facciamo il conto delle cene e le contabilizziamo colà (colà=conto tangenti): e così arriviamo ai 6 milioni (6 milioni: come Del Turco!). Il fatto è che nel 1963 hanno abolito il divieto alle donne di fare il magistrato: è stato quello l'errore.

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  • imentori@ophiere.it

    imentori

    20 Settembre 2018 - 09:09

    Per me Scaroni sarebbe un presidente del consiglio perfetto. Conosce così bene la macchina statale che se c'è qualcuno che può disinnescare i blocchi delle alte burocrazie è lui.

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