in audizione

Cavo Dragone: "La Nato è il solo scudo per la nostra libertà e democrazia"

Dai Balcani alla Somalia, dalla missione Atalanta alla Aspides. L'Italia sempre più visibile nelle aree di crisi sul fianco est dell'Alleanza e nel Mediterraneo, dice il capo di stato maggiore della Difesa. E lancia l'allarme sulla disinformazione russa in vista delle elezioni

"Un sano esercizio di realismo ci deve portare a considerare la Nato come il solo e vero scudo di cui disponiamo per difendere la libertà e la democrazia", ha detto il capo di stato maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone, in audizione informale davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

   

Gli ultimi sviluppi hanno portato la Nato a rivedere tanto il proprio modello di forze quanto i piani di difesa. "Se mettiamo a
sistema la crisi nello stretto di Aden, l'evoluzione dello scenario geopolitico dal Sudan al Sahel, fino all'Africa occidentale e alla regione dei grandi laghi, si vede prendere forma una fascia di instabilità che minaccia l'Europa, in grado di condizionare flussi commerciali, movimenti migratori e approvvigionamenti energetici". A questo quadro va aggiunto "il terrorismo, questo mostro che non ha mai smasso di essere operativo, ha rialzato la testa nei giorni scorsi con l'attentato a Mosca contro persone inermi", ha aggiunto Cavo Dragone. "Lo scenario globale già fortemente compromesso rischia di complicarsi ancora di più con conseguenze imprevedibili nei diversi quadranti strategici, dove crescono i punti di attrito con la Russia e i suoi alleati simpatizzanti. Il nostro impegno per la stabilità internazionale è quindi destinato ad aumentare".

  

Le tornate elettorali che interesseranno anche l'Italia potrebbero costituire l'occasione per un intensificarsi della strategia di
disinformazione da parte della Russia, con l'obiettivo di disorientare le opinioni pubbliche, ha detto il capo dello stato maggiore della Difesa. "E' evidente che si contrappongono due visioni antitetiche della realtà e del mondo, e noi non possiamo permetterci tentennamenti: ne va del nostro modello di vita e dei nostri valori democratici", ha affermato Cavo Dragone. "In tale scenario, saremo chiamati a sostenere sforzi Nato e Ue in paesi come per esempio Moldova e Georgia, per rafforzarne le istituzioni e accompagnare il processo di avvicinamento euroatlantico", ha aggiunto.

     

A fronte di una politica strategica sempre più profilata per la sicurezza degli interessi internazionali e della stabilità internazionale, la Difesa dell'Italia sta assumendo un ruolo sempre più visibile nelle aree di crisi sul fianco est della Nato e nel Mediterraneo allargato, ha detto il capo dello stato maggiore. "Nel corso del 2024 svolgeremo la funzione di Framework Nation nel Battlegroup di Forward presence in Bulgaria del vice comandante di Eufor Altea, monteremo la storica guida della missione europea in Somalia, oltre a riprendere il comando di Kfor. Nel settore marittimo, manteniamo il comando operativo di Irini e avremo il comando tattico di Atalanta, oltre a quello di Aspides e della Standing Naval Forces nel Mar Mediterraneo, quindi un impegno anche a livello di comando molto significativo", ha affermato Cavo Dragone. La complessità dello scenario geopolitico attuale, nonché le minacce alla sicurezza internazionale, sono all'origine del dispiegamento delle Forze armate dell'Italia all'estero, ha aggiunto. "La dimensione operativa è senza precedenti dal dopoguerra: dai Paesi baltici, lungo tutto il fianco est della Nato, dal Medio Oriente al Corno d'Africa, dal Mar Rosso sino al Golfo di Guinea passando per il Sahel".

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