ansa

Editoriali

Fico, l'Orbán di sinistra. Sull'Ucraina il premier socialista slovacco è pari al conservatore ungherese

Redazione

Nazionalista, anti immigrati e pro russo, la posizione di Robert Fico è sovrapponibile a quella del presidente ungherese. Il Pd, che vuole condannare tutti i populisti filo-russi, dovrebbe ricordarsi nelle sue risoluzioni anche della Slovacchia

Il primo ministro socialista slovacco  Robert Fico ha dichiarato che l’unico modo per far terminare la guerra in Europa è che l’Ucraina ceda una buona parte del suo territorio alla Russia. Nel “compromesso”, evocato da Fico alla televisione pubblica, non farebbe parte l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, contro cui la Slovacchia continua a opporsi. In pratica, l’accordo dovrebbe risolversi con un premio all’invasore, senza alcuna garanzia di sicurezza per l’invaso che escluda la possibilità di una nuova invasione in futuro. Fico ha vinto le elezioni in Slovacchia con un programma nazionalista, anti immigrati e pro russo, promettendo lo stop all’invio di armi all’Ucraina, il blocco al potenziale ingresso di Kyiv nella Nato e l’opposizione alle sanzioni alla Russia. Insomma, la posizione del premier populista di sinistra slovacco è sovrapponibile a quella del premier populista di destra ungherese. Fico ha infatti anche espresso un appoggio a Viktor Orbán per la decisione dell’Ungheria di bloccare il pacchetto europeo da 50 miliardi di aiuti per l’Ucraina.

Questa sovrapposizione porta anche a una riflessione sulla politica interna italiana. Formalmente, la principale ragione per cui il Pd ha deciso di non votare con il governo sull’Ucraina è un passaggio sulla condanna dell’Ungheria di Orbán, chiesta da Schlein e non appoggiata da Meloni. Il tema delle cattive compagnie, come si vede, non riguarda però solo la destra. Sebbene Fico sia sospeso dal Pse, come d’altronde Orbán non fa parte del gruppo europeo dei conservatori, sia il partito del premier slovacco Smer sia il partito socialdemocratico Hlas che appoggia il governo Fico  fanno parte del Pse. Non sono cioè stati espulsi dalla famiglia socialista del Pd. Se l’obiettivo è condannare tutti i populisti filo-russi, allora il Pd dovrebbe inserire nelle risoluzioni anche una condanna della Slovacchia. Altrimenti, l’uso della figura di Orbán è  solo un pretesto per distinguersi dal governo. Ma sulla politica estera e il futuro dell’Europa non è il caso di fare giochi del genere.

Di più su questi argomenti: