Lukashenka parla dei suoi avvertimenti a Prigozhin e vuole la Wagner ancora a Minsk

Alcune immagini satellitari pubblicate dal sito Radio Liberty mostrano che i campi della compagnia mercenaria vengono smantellati, ma il dittatore ha detto che invece la milizia rimarrà in Bielorussia
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25 AUG 23
Ultimo aggiornamento: 06:29 PM
Immagine di Lukashenka parla dei suoi avvertimenti a Prigozhin e vuole la Wagner ancora a Minsk

Foto Ansa 

Aljaksandr Lukashenka ha detto di aver cercato di mettere in guardia sia Evgeni Prigozhin sia Dmitri Utkin, la mente e il braccio della compagnia Wagner, durante un colloquio in cui erano presenti soltanto loro tre: lui, Lukashenka, il dittatore bielorusso che aveva mediato la fine della marcia su Mosca, e loro, i due capi mercenari. Lukashenka aveva detto che nel nome dell’amicizia di lunga data che lo legava a Prigozhin, avrebbe garantito la sicurezza della Wagner in Bielorussia.
Mentre alcune immagini satellitari pubblicate dal sito Radio Liberty mostrano che i campi della compagnia vengono smantellati, il dittatore ha detto che invece i mercenari rimarranno, la Bielorussia è ormai la loro base e arriveranno altri combattenti: “Vivranno e lavoreranno con noi”. A Lukashenka piace molto riferire di conversazioni private, amichevoli, con personaggi come Putin o Prigozhin, calca l’uso dei diminutivi, del tono informale. E ha detto di aver espresso le sue preoccupazioni a Zhen, diminutivo di Evgeni, di avergli suggerito di stare attento a non farsi ammazzare.
Prigozhin avrebbe risposto: “Al diavolo, morirò”. “Ti manderò una corda”, gli ha detto Lukashenka. “No, no – avrebbe detto il capo della Wagner secondo il racconto del dittatore – morirò da eroe”. Per Lukashenka, che in questa storia cerca il suo spazio, mantenere la Wagner in Bielorussia serve a sentirsi forte. Non si sa a chi risponda ora la compagnia, rimasta con capi senza volto e con nomi vaghi, ma sicuramente non risponde a Lukashenka.