Il virus e l'Europa, ventre molle dell'occidente

Giulio Meotti

“Occidentali sfiduciati nella democrazia liberale. Siamo noi la soluzione”. Il documento cinese

Roma. “Perché l’epidemia di Covid-19 è così politicizzata? Osservazioni di un diplomatico cinese inviato a Parigi”. Il saggio campeggia sul sito dell’ambasciata cinese in Francia e viene da una iniziativa dell’inviato della Repubblica popolare cinese nell’Esagono, Lu Shaye. Il testo è apparso il giorno in cui Berlino ha denunciato intromissioni e pressioni cinesi per dare una immagine positiva di Pechino in Germania. Inizia dicendo che “questa epidemia è il nemico comune di tutta l’umanità” e che l’unica risposta efficace “risiede negli sforzi di tutti i paesi, nella loro coesione, nella loro cooperazione e nel coordinamento dei loro sforzi per combatterli”. Poi Lu Shaye enuncia la visione cinese: “Gli occidentali stanno iniziando a non avere fiducia nella democrazia liberale”. E ancora: “Sono diventati psicologicamente fragili”. La soluzione è nel “socialismo con caratteristiche cinesi” che “ha dimostrato la sua capacità di concentrare le risorse al servizio di grandi risultati. Ha rivelato il potere di un intero popolo unito, nonché la forte capacità di mobilitazione, organizzazione ed esecuzione del Partito comunista cinese. Questo è ciò che ci ha permesso di superare l’epidemia in soli due mesi, di tornare rapidamente al lavoro e a una vita normale, riducendo al minimo i danni causati dal virus”.

 

 

Antoine Bondaz, ricercatore alla Fondation pour la recherche stratégique, a Politico dice che “la Cina considera l’Europa il ventre molle dell’occidente. Nella loro logica, gli Stati Uniti si opporranno alla Cina per motivi strutturali e ideologici, e i loro alleati europei devono essere neutrali in caso di conflitto” tra Pechino e Washington. “L’ambasciatore Lu è sofisticato, sa esattamente cosa sta facendo. Hanno una vera strategia, non stanno improvvisando”. E’ qui che la Cina vuole incunearsi.

 

La Cina è stata appena accusata di avere apertamente minacciato l’Ue chiedendole di bloccare e rivedere un rapporto secondo cui Pechino avrebbe deliberatamente diffuso disinformazione sull’epidemia di coronavirus. Il Servizio europeo per l’azione esterna aveva compilato il documento, che in prima istanza accusava la Cina di condurre una “campagna di disinformazione globale per deviare la colpa per lo scoppio della pandemia e migliorare la sua immagine internazionale”. Alla fine, Bruxelles ha usato un linguaggio molto più conciliante. L’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, ha poi ammesso le pressioni cinesi. Scrive il Financial Times che la Cina si è lamentata con Bruxelles almeno tre volte e ha avvertito che le relazioni bilaterali ne avrebbero risentito se Pechino fosse stata accusata pubblicamente di diffondere disinformazione.

 

 

Il tentativo cinese di prendere il posto dell’occidente è una preoccupazione condivisa anche da numerosi analisti. Sull’Economist, Kishore Mahbubani, diplomatico e accademico di Singapore, scrive che siamo all’alba del secolo asiatico. “La storia ha svoltato. L’èra del dominio occidentale sta finendo. La rinascita dell’Asia negli affari mondiali e nell’economia globale, che era iniziata prima dell’emergere di Covid-19, sarà cementata in un nuovo ordine mondiale dopo la crisi. La deferenza verso le società occidentali, che era la norma nei secoli XIX e XX, sarà sostituita da un crescente rispetto e ammirazione per le società dell’Asia orientale. La pandemia potrebbe quindi segnare l’inizio del secolo asiatico”. L’alto funzionario francese Pierre-Henri d’Argenson sul Figaro invece scrive: “La Cina è l’unico ‘sfidante’ che ha la capacità e la volontà di detronizzare gli Stati Uniti e l’occidente. E l’Europa è diventata la zona cuscinetto dello scontro tra Pechino e Washington”.

 

Europa linea di faglia dello scontro di civiltà? Oltre all’islam, Samuel P. Huntington aveva capito anche questo ne “Lo scontro di civiltà”, scrivendo: “In futuro la Cina soppianterà l’occidente come civiltà dominante del pianeta e sta gradualmente assumendo il ruolo di maggior antagonista dell’occidente in fatto di influenza su scala mondiale”. The future is now.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.