L'eccezione russa

Micol Flammini

I contagi nel paese sono 45. Perché così pochi? Qualche ipotesi, molti timori e una decisione importante per il futuro di Mosca

Roma. Il numero di persone contagiate in Russia dal coronavirus è arrivato oggi a 45. La Russia è finora tra i paesi che meno hanno subito le conseguenze del diffondersi dell’epidemia, eppure i contatti con la Cina sono molti, Mosca è una città piena di movimento, piena di scambi. Perché allora sembra che il Covid-19 sia arrivato ovunque, adesso anche in America, ma la Russia è rimasta quasi immune? Il giornale online Meduza ha fatto una serie di ipotesi, con una premessa: “Sebbene sia impossibile dire con certezza da cosa nasca questa disparità, offriamo qui alcune potenziali spiegazioni. Se crederci o meno dipende da voi. Ecco, in sintesi, le ipotesi

 

  1. Chiusura. La Russia ha chiuso i suoi confini rapidamente, in modo che nessun infetto potesse entrare. Il governo ha aumentato i controlli agli aeroporti dal 23 gennaio, il 31 ha chiuso i collegamenti diretti con Pechino, bloccando anche i treni, e i punti di entrata lungo il confine di 4200 chilometri che condivide con la Cina. 
  2. Fortuna. I primi due casi di coronavirus in Russia sono stati rilevati a fine gennaio, erano due turisti cinesi. Mosca ha molti contatti con i paesi più colpiti – Iran, Corea del sud e Italia, oltre alla Cina – ma i contagi, anche prima che venissero imposte le limitazioni in entrata, risultavano comunque pochi, nonostante le numerose possibilità di contatto.
  3. Isolamento. La Rospotrebnadzor, l’agenzia per il benessere pubblico, pubblica ogni giorno dei bollettini in cui aggiorna la popolazione sull’andamento dei contagi. Secondo l’agenzia la Russia è stata molto rapida nell’isolare i contagiati che arrivavano.
  4. Test insufficienti. I kit usati in Russia per i tamponi, avverte il giornale online, potrebbero non essere dei migliori.
  5. Sottovalutazione. Scrive Meduza, che ha consultato due esperti sulla questione, che probabilmente i contagi sono sottostimati, ma potrebbe trattarsi di persone che non hanno fatto il tampone e che non hanno bisogno di particolari cure. 

  

Avverte il giornale online che si resta nel campo delle ipotesi perché oltre a qualche scienziato, le autorità non hanno risposto alle richieste di commento.

 

 


La città di Mosca invece, attraverso il sistema di riconoscimento facciale molto esteso e qualche invito alla delazione, ha tentato di seguire i movimenti dei cittadini asiatici in giro per la capitale. 

  

  

Per monitorare meglio gli spostamenti dei cinesi che vivono in Russia, i cosacchi si sono offerti volontari e hanno iniziato a tenere d’occhio le chinatown del paese. Da lì segnalavano se c’erano dei malati e distribuivano mascherine. 

  

  

Un ospedale da 120 milioni di euro

Nonostante i numeri per il momento siano molto bassi, Mosca è pronta a stanziare 8,5 miliardi di rubli, più di 120 milioni di euro per costruire un nuovo ospedale dove ricoverare le persone contagiate da coronavirus, che nella capitale sono in aumento. Lo ha segnalato il sito Znak. Le autorità della città hanno detto che mille persone venute in contatto con nove pazienti sono state messe sotto osservazione e temono quindi un rapido aumento dei casi. 

 

Io resto qui

Per la Russia è stata una settimana importante dal punto di vista politico. La Duma ha approvato un emendamento che permetterà al presidente russo di candidarsi per un altro mandato presidenziale nelle elezioni del 2024. Ieri il capo del Cremlino ha detto che visto il momento difficile a livello globale, sarà meglio che lui non abbandoni la guida della Russia. Per questo a metà gennaio aveva annunciato l’intenzione di apportare delle modifiche della Costituzione. 


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