Il processo ai fantasmi del volo MH17

Redazione

Gli imputati (tre russi e un ucraino) non ci saranno. L’impunità di Mosca, di nuovo

Ieri è iniziato il processo per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, colpito da un missile Buk mentre viaggiava da Amsterdam a Kuala Lumpur, sorvolando l’Ucraina. Era il 2014, a bordo c’erano 298 passeggeri, soprattutto olandesi. Le indagini sono durate cinque anni, prima di trovare quattro responsabili: tre cittadini russi legati ai servizi di intelligence (Fsb e Gru) e un ucraino. Il processo potrebbe durare per tutto l’anno, in un tribunale vicino all’aeroporto da dove è partito l’aereo. Gli imputati non ci saranno, né la Russia né l’Ucraina hanno concesso l’estradizione. Dalle indagini internazionali si sa che il lanciamissili che ha sparato il Buk veniva dalla Russia – ci sono intercettazioni telefoniche, nomi forniti dagli investigatori – e a spararlo invece sono stati i separatisti filorussi che combattono nella zona orientale dell’Ucraina. L’MH17 è stato colpito, probabilmente, per errore, i separatisti pensavano si trattasse di un aereo dell’aeronautica ucraina. L’abbattimento è finito nella lista, ormai lunga, di atti compiuti dalla Russia e rimasti impuniti. Come l’avvelenamento dell’ex spia Sergei Skripal a Salisbury o il fallito colpo di stato in Montenegro. Ma l’assenza più pesante di tutte è quella del governo russo che secondo l’accusa ha la responsabilità ultima di aver fornito il missile ai separatisti ucraini. Sarà quindi un processo fantasma – il giudice capo del processo ha deciso di processare comunque i quattro imputati in contumacia – al quale Mosca non vuole dare rilievo né importanza. In un’intervista rilasciata da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, alla Bbc, la posizione russa emerge con chiarezza. La sentenza del tribunale non interessa a Mosca. “Riconosce il valore della Corte?”, chiede il giornalista Steve Rosenberg. “Che vuol dire? Non hanno mai voluto il nostro aiuto – risponde la Zakharova – tanto si tratterà di un verdetto politico”. “Mi sta dicendo che la Russia è innocente?”, continua il giornalista. “Mi dia le prove che la Russia c’entra qualcosa. Lei è solo un pezzo della propaganda”, conclude la Zakharova dimenticando che spesso è proprio davanti alle prove che l’impunità della Russia è rimasta intatta.

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