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Perché i media non possono seguire la crisi umanitaria più grave del mondo

A Idlib, in Siria, tutti i giornalisti (a parte Arwa Damon della Cnn) sono tenuti fuori 

19 Febbraio 2020 alle 19:58

Perché i media non possono seguire la crisi umanitaria più grave del mondo

Soldati turchi bevono il tè in una pausa dai combattimenti a Idlib. La foto è del 10 febbraio (foto LaPresse)

In questo momento al confine tra Siria occidentale e Turchia è in corso la crisi umanitaria più grave del pianeta. C’è anche un problema che riguarda la copertura dei media di questa crisi, ma prima occorre ricapitolare cosa succede. Circa novecentomila civili in fuga sono compressi in un’area sempre più piccola per fuggire dai bombardamenti degli aerei russi e del regime di Damasco – che non risparmiano, anzi cercano e colpiscono, bersagli che un tempo erano considerati tabù come gli...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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